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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

lunedì 19 settembre 2011

Una passione per i sassi


Nulla di paragonabile al Suiseki, che in Giappone indica l’arte di disporre pietre, trovate in natura, dall’aspetto singolare e che favoriscano la meditazione.
La mia è una semplice passione per i sassi raccolti in riva al mare, sulle spiaggette lacustri o sul greto di un fiume. Certo la forma e il colore hanno la loro rilevanza, nel senso che mi devono piacere o perché rasentano una naturale perfezione o, al contrario, per la loro estrema irregolarità.
Mi piace conservarli allo stato naturale e adoro disporli in contenitori grezzi, così come su piatti bianchi levigati.
Il sasso è un oggetto che mi affascina nella sua semplicità e osservandolo mi domando da dove si sia staccato e quanta strada possa aver percorso prima di attrarre la mia attenzione e finire nelle mie mani.
Sono molte le persone che ne fanno oggetto da collezione, abbellendoli con decorazioni, forandoli per realizzare collane o impiegandoli per costruire sculture zoomorfe o antropomorfe.






Oggetto di facile reperimento, in realtà in passato impiegato per la costruzione di edifici, strade, recinti e sentieri grazie allo spaccapietre, un antico lavoro ormai dimenticato.



Sfortunatamente non sempre l’uomo ne ha fatto un uso corretto; i sassi sono stati usati spesso come armi nel passato e purtroppo ancora oggi: la condanna a morte per lapidazione è tuttora inflitta alle donne in molti paesi 




e non sono mancati gli esempi d’insensati e deplorevoli lanci di sassi dai cavalcavia, a testimonianza che la civiltà non appartiene all’intero genere umano.


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