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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

venerdì 30 marzo 2012

Il tubino nero


E'l’abito che adoro. Nonostante le passerelle si rinnovino a ogni stagione, il look con tubino nero non passa mai di moda, resta un classico di strema duttilità. Per la cenetta a lume di candela, una cena da amici, un vernissage, un viaggio…se voglio sentirmi a mio agio opto per questa mise.
Un doveroso grazie a Madame Coco Chanel che nel 1926 ha creato il black dress perché ogni donna, a prescindere dall’età, potesse sentirsi femminile, curata, elegante e comoda in ogni occasione.
In base all’età anagrafica e ovviamente al punto vita di ognuna  se ne possono scegliere infinite varianti, sopra il ginocchio, al polpaccio, scollato sulla schiena…
 È il modello che resta insostituibile poi , anche in base alle stagioni, i colori possono essere i più svariati!
Il tubino, soprattutto se nero, slancia e snellisce… il che male non fa! Se la linea è già al top, beh la mette in rilievo, conservando quell’eleganza che altri abbigliamenti … non facciamo commenti!
Quando penso al black dress la mente focalizza subito l’immagine intramontabile di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany: lei era già perfetta, ma quell’abitino che Givency creò apposta per lei, la rese splendida.
 Non saremo la Hepburn, ma un tubino nero nell’armadio non dovrebbe mai mancare, almeno nel mio, dove ce n’è ben più d’uno e da alcuni decenni: con pochi accorgimenti si trasforma…un tacco non inferiore al 10 e un filo di perle ( anche di bigiotteria, come sosteneva Coco e chi siamo noi per smentirla???) e lo chic  è raggiunto, se l’occasione richiede un abbigliamento più easy basta optare per delle ballerine e qualche bracciale colorato, insomma è  un capo passe par tout! Esalta la figura, non la mortifica e, al tempo stesso, sottolinea le forme senza ostentarle. Essendo strettino in fondo, esalta la camminata.
È la quint’essenza della femminilità…approfittiamone!



giovedì 29 marzo 2012

OGGI, 29 MARZO…LA MIA PICCOLINA COMPIE 16 ANNI !!!



Quella bimba dagli occhioni sorridenti, dai riccioli morbidi, dalle tenere labbra e dalla dolcezza infinita è cresciuta e compie 16 anni. Brava lo è ancora, tenera pure, ma ormai i suoi slanci d’affetto sono moderati dalla voglia di sentirsi grande e tende più a farsi abbracciare e baciare che a contraccambiare, ma va bene così…io intanto me la stringo forte, quasi temessi scappasse. In fondo questi 16 anni sono volati : lei era la nostra piccolina, da difendere, proteggere, coccolare e preparare alla vita. Ora è grande, certo non maggiorenne, ma comunque è cresciuta e si fa sempre più autonoma, indipendente, matura e responsabile (ordine in camera a parte!). Ora i suoi interessi si concentrano sul mondo esterno e la casa pare una parentesi nelle sue indaffarate giornate, tra i suoi interessi, gli impegni scolastici, di danza e dei primi battiti di cuore. Eppure la sento ancora piccola, a volte la avverto ancora nel mio grembo, ma poi la scorgo sgambettare per le stanze, alta quasi quanto me, con i suoi lunghi capelli e gli occhi truccati con mascara ed eyeliner, ma io noto  ancora quell’aria serena che l’ha sempre contraddistinta. Ecco, è questo che voglio augurarle per i suoi meravigliosi 16 anni… di trascorrere la vita futura conservando il candore, la spensieratezza e un’infinita serenità che le sono sempre appartenuti. Auguri, amore di mamma e papà!



martedì 27 marzo 2012

I mughetti


Eccoli, in alcuni giardini già fanno capolino e nel senso letterale del termine date le “campanelline” che li caratterizzano e che tentano di emergere tra le meravigliose foglie lanceolate di un verde intenso…la natura sa il fatto suo in quanto a eleganza… piccoli fiori candidi tra lunghe foglie di un verde cupo per farli risaltare!!!
Il mughetto è uno dei miei fiori preferiti, anche per l’intenso profumo che lo caratterizza e che, secondo la tradizione, ha il potere di acuire la memoria… e, con gli anni che passano, male non può fare!
Il suo nome è singolare, deriva dal francese  Muguet( in questi primi mesi del’anno tutto ciò che ha a che fare con  la Francia sembra predominare nella mia vita!), ma il nome botanico è lillium convallium, giglio delle valli, lilly of the valley come lo chiamano gli inglesi, o convallaria majalis, cioè di maggio, non lasciatevi fuorviare, in quanto mese dedicato alla dea latina Maia.
Gli studi classici vengono in soccorso: il mughetto era considerato il fiore caro al dio Mercurio. Vi è anche una leggenda cristiana che vuole i mughetti nati dalla lacrime  di Maria, sparse ai piedi della croce, sul Golgota e perciò simbolo di purezza o dalle gocce di sangue di san Leonardo dopo che ebbe sconfitto il demonio.
In occasione della preparazione del mio matrimonio, informandomi sul significato dei vari fiori da scegliere per il bouquet, ho scoperto che il mughetto è simbolo di felicità che ritorna e di portafortuna: da tenere presente in ogni momento della propria vita… un po’ di felicità e di fortuna in più non guastano mai, no?
Nei paesi francofoni, nel giorno della festa dei lavoratori, il 1° maggio, è consuetudine regalare dei mughetti!
Essendomi sposata il 29 giugno, non ho potuto introdurre i mughetti nel bouquet, vietati dal fioraio perché a costante rischio appassimento e ,in una giornata ventilata ma già estiva com’è stata quella delle mie nozze, avrei dovuto avere una scorta di  almeno 10 mazzolini da sostituire, perciò le rose antiche e una splendida orchidea hanno avuto la meglio.
Ogni volta che mi riesce scorgere aiuole di mughetti, perché tanti insieme sono una delizia, mi soffermo a guardarli ammirata: forse è un fiore un po’ retrò, ma dà un senso di freschezza e leggerezza, è chic e raffinato e m’invade di tenerezza e di serenità.

lunedì 26 marzo 2012

VOGLIA DI MARE…GIA’ A MARZO!!!


Mi basta un’immagine, una foto in casa, la pubblicità sulla rivista e sono finita! La voglia di mare, azzurro, con la sabbia soffice  e il tepore del sole, non quello cocente di luglio e agosto, ma quello di ora, che non mi consentirebbe di stare in costume, ma di bagnare i piedi lungo il bagnasciuga, sì. Una passeggiata e quattro chiacchiere, una pausa distesa sulla sdraio, un paio di occhiali per guardarmi attorno, lasciarmi cullare dalla risacca, ancora prevalente sul vociare estivo dei bagnanti. Ho voglia di osservare il mare e il suo sconfinato orizzonte, passeggiando sul lungomare o seduta a gustarmi un gelato, indugiando nel dolce far niente, anche solo per un paio di giorni. Ho il desiderio di vederlo brillare… mi piace il suo luccichio, mi permette di sognare e di tornare ai tanti ricordi che a esso sono legati.
Ho decisamente voglia di mare! Qualcuno ne tenga conto, per favore!!!

domenica 25 marzo 2012

LE PULIZIE DI PRIMAVERA


Ogni stagione ha i propri rituali e la primavera non si smentisce…la tradizione prevede le pulizie di primavera. Sì, le belle giornate, spesso assolate, sempre più lunghe, allietate dal cinguettio degli uccellini ( a proposito quelli della vicina…crescono! Gioie mie!!!) e dai boccioli sui rami, sono rovinate dalle fastidiose e faticose pulizie di primavera, neanche lasciassimo la casa in uno stato di totale abbandono per l’intero inverno. Ma sì, lo si sa, un tempo, mancando i nostri ormai insostituibili elettrodomestici, il riscaldamento nelle case e dovendo lavare lungo fiumi, laghi, navigli… si doveva attendere la bella stagione, ma ora…ci vogliamo del male e proseguiamo con questa tradizionale smania di pulire alla grande, prese dal senso di colpa se non lo si fa. Quindi al via con antibatterici a litri, detersivi a manciate, creme e cremine, neanche fosse un bel volto, liquidi profumati, sgrassatori agguerriti, armate di scopa, spazzolone, stracci di ogni tipo, spugne antigraffio e pagliette, aspirapolvere e panni usa e getta ( i miei preferiti, così non li devo lavare, alla faccia del risparmio!!!): tutto questo per pulire i nostri nidi, ma qualcuno sta allerta e ti instilla un dubbio…siamo certe che tutte quelle sostanze siano l’ideale per il nostro ambiente domestico e per la salute nostra e di chi amiamo? Abbiamo letto con attenzione gli ingredienti contenuti nei flaconi? Nella maggiore parte dei casi no, tanto chi li capisce? Io dovrei prendere una laurea in chimica per sapere esattamente cosa spargo per casa al fine di eliminare polvere, grasso e peli di Amélie…
Ma allora cos’è meglio? Mi tengo lo sporco o mi intossico con qualche componente e mi irrito mucose, occhi, epidermide e chissà che altro! Oh, santa pazienza…vebbè rimando a domani i doveri da casalinga e sapete che faccio? Esco, perché ho voglia di comprarmi qualcosa di nuovo! Anche questo ha il suo risvolto negativo, si chiama conto corrente in caduta libera, ma alla salute non nuoce, anzi è una sferzata al buon umore. CIAO!!!


venerdì 23 marzo 2012

IL MESE DI MARZO


Mi è sempre piaciuto, anche se non so spiegarne il motivo. Forse il detto che era solita ripetere la mia nonnina “Marzo pazzerello…quando esci porta l’ombrello” ha influito, ma perché? In  effetti si tratta di un mese nel quale a piacevoli giornate di sole e cielo limpido ne seguono altre di freddo intenso, un’alternanza di rimando alla primavera e di ritorno all’inverno, di cieli carichi di nuvole minacciose che, complice un vento forte e improvviso, sono spazzate via senza alcun preavviso, sorprendendoci dell’inaspettata comparsa del sole…insomma è un “tipo” indeciso sul da farsi, imprevedibile e sì, un po’ pazzerello.
Il suo nome, non c’è dubbio, deriva dal latino Martius, cioè “dedicato al dio Marte”, il dio della guerra: l’etimologia rimanda quindi alla forza di affrontare e superare le difficoltà, proprio come i germogli che,rafforzatisi, sono in grado di farsi strada tra le zolle di terra per affacciarsi alla vita, e infatti la primavera inizia proprio in questo mese. Questa interpretazione lo rende affascinante e quando mia figlia, che sarebbe dovuta nascere il 16 aprile, ha deciso di venire al mondo il 29 marzo, mi ha fatto uno splendido regalo…la piccola,volitiva come una marzolina deve essere per non smentire l’origine del nome del mese, ha scelto una data in cui  mai avrei sperato: chi mi conosce sa che il numero 29 è il mio preferito e lo reputo il mio numero fortunato. Fate due conti e non c’è bisogno che aggiunga altro… non le bastava l’amassi incondizionatamente in quanto mia figlia, ha voluto  farmi questo splendido regalo. Grazie piccolina mia, beh “piccolina” si fa per dire, visto che è alta quasi quanto me e, a giorni, compirà 16 anni!!!




giovedì 22 marzo 2012

I Flinstones


Ho appena rivisto un episodio dei Flinstones,per molti meglio noti come Gli Antenati, un cartone animato della Hanna-Barbera, ambientato nell’età della pietra, nella città fantastica di Bedrock, dotata di drive-in e bowling. Adorabili i protagonisti:
Fred Flinstones, un gran pasticcione, facile all’ira, non certo geniale anche se capace d ‘intuizioni considerevoli, sposato con l’amatissima Wilma, un’ottima cuoca, e padre di Ciottolina, dedito al lavoro nella cava di George Nate Slate.
Fred è l’amico inseparabile di Barney Rubble, un buontempone, appassionato di auto sportive , capace di salvare il fidato amico senza rendersene conto, innamoratissimo della moglie Betty e del figlio adottivo Bam Bam, dotato di una forza sbalorditiva; Wilma e Betty sono amiche inseparabili, dedite allo shopping  (un po’ come me e Marcella!!!)e al pettegolezzo e sempre coinvolte nelle disavventure dei loro mariti pasticcioni .
Come dimenticare l’adorabile Dino, uno Snorkasauro, fedele cucciolo di Fred che dimostra l’entusiasmo e l’affetto per il proprio padrone  catapultandolo a terra e schiacciandolo come un tritasassi, oltre a divorare mega bistecche di brontosauro.
Di per sé le vicende sarebbero semplicemente carine, ma il qualcosa in più è legato alla volontà degli ideatori che, volendo offrire un’allegoria della società americana degli anni Sessanta, sono ricorsi all’impiego degli animali preistorici per offrire ai protagonisti tutta la tecnologia disponibile in quegli anni: le automobili, in pietra e legno, sono a propulsione pedestre, nel senso che  si azionano con il movimento dei piedi dei conducenti, le macchine fotografiche funzionano grazie a degli uccelli che scalpellano su tavolette l’immagine dell’oggetto inquadrato, dei cuccioli di mammut fungono da tritarifiuti sotto il lavandino, gli pterodattili offrono passaggi aerei a chi volesse accomodarsi sui sedili agganciati alle loro ali, dei piccoli volatili servono da clacson sulle auto…
Se siete stati tra i loro estimatori, meritate un caloroso saluto e uno Yabba-dabba-doo , il celebre grido di battaglia di Fred!



mercoledì 21 marzo 2012

Primo giorno di primavera

Eccola! E’ arrivata! A dire il vero il suo inizio è di ieri, sì perchè negli anni bisestili inizia il  20 marzo (così mi aveva insegnato la professoressa di astronomia del liceo). Credo tutti amino la primavera…se non lo fa, almeno ci illude che il generale inverno se ne sia andato, che ci alleggeriremo ricorrendo ai capi d’abbigliamento che abbiamo appena comprato, quelli dai colori più accesi, più chiari e luminosi, che il sole sarà sempre più caldo, che la natura stia per rinascere.
A me piace il cielo primaverile: qualche nuvola sempre presente, una tonalità d’azzurro più luminosa, l’arcobaleno pronto all’appello dopo una copiosa pioggia che fa quasi tenerezza, un venticello che fa ondeggiare gli abitini, quelli un po’ svolazzanti all’orlo, un sole che intiepidisce le spalle e t’invita a inforcare gli occhiali  che fanno tanto bella stagione…quella che riporta il buon umore anche senza un motivo particolare. Poi le gemme sugli alberi, i fiori delicati, le foglie tenere e un nuovo cinguettio…sul balcone, sottostante il mio dove, quasi per caso, soprattutto perché quella deliziosa casetta di legno, utile per offrire un riparo a un eventuale volatile che ne avesse avuto voglia, è piaciuta così tanto alla padrona di casa. Lì c’è un piccolo nido con i suoi graditi abitanti…due piccole testoline dal grande becco famelico fanno capolino e mi rendono orgogliosa…di che non so, visto che non li ospito io, ma mi sento così!
Poi cresce la voglia di uscire, di stare all’aperto, di trovare scuse per una pausa e camminare, insieme ad altri che, per dovere o per piacere, si avviano per le strade e lo fanno con una nuova leggerezza, magari sorridendo in quell’aria più frizzante che profuma di primavera, di rinascita, di nuova linfa.
Il nuovo clima da una nuova carica…tutto il corpo l’avverte, anzi a volte è così intensa che sembriamo adeguarci a fatica…dobbiamo riabituarci, dopo il nostro letargo invernale…che si sia tutti un po’ ghiri?!

Comunque buon inizio di primavera e un mazzolino di violette a tutti i miei lettori!!!


martedì 20 marzo 2012

ADORO IL ROSSO


Mi è sempre piaciuto, sin da bambina, e ancora di più in età adulta… negli abiti, nei fiori, nei piccoli particolari.
L’adoro perché è un colore caldo, ma ho scoperto che è  anche il primo colore dell’arcobaleno, è quello che tutti i bambini piccoli imparano a riconoscere per primo, e non solo io come pensavano i miei genitori, ed è il primo colore al quale, secondo gli studiosi, tutti i popoli della terra abbiano dato un nome.
Mi piace indossarlo! Mi trasmette energia ... e poi è il simbolo della passione e dell’amore.
Nell’antichità era associato ad Ares o Marte, che dir si voglia, il dio della guerra, simbolo di forza e di aggressività.
E’ un colore intenso, stimolante che suggerisce vitalità, ma anche coraggio, sicurezza e ottimismo… forse è per questo motivo che, in certi giorni, ne sono attratta, forse è il mio antidoto contro la malinconia !

Piccola curiosità: il nome “Fenici” deriva da un vocabolo greco con il quale era indicato tale popolo che ricavava il colore rosso dalle murici, dei molluschi, che sminuzzate con un’operazione estremamente lunga e costosa, permetteva di produrre una polvere porpora, un bene di lusso dato l’elevato costo, perciò impiegata per tingere solo le vesti dei religiosi o delle cariche politiche più elevate!


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lunedì 19 marzo 2012

Auguri, papà!!!

Mi piace la festa del papà, un giorno da dedicargli in aggiunta agli altri, un giorno solo per lui, per ricordargli che mi ha dato la vita, che mi è stato vicino e che lo vorrei più presente nella mia quotidianità, ma è anche un giorno per me, per ricordarmi di quanto, a volte, sia io manchevole nei suoi confronti, sia io a non cercarlo e, presa dai miei impegni e dalle mie priorità, sia io a trascurarlo.
Sono stanca di sentire dire che queste ricorrenze siano solo consumistiche...siamo noi a trasformarle, a renderle tali se pensiamo di liquidare la giornata dedicata al papà o alla mamma con un regalino, magari acquistato all'ultimo, di fretta, perchè a mani vuote non ci si può presentare; dovremmo invece recarci da loro, o telefonargli, se si abita lontani, parlare con loro non per chiedere aiuto, non per sfogarci, ma per starli ad ascoltare, per farli sentire importanti, al centro delle nostre attenzioni e della nostra vita, almeno oggi, il 19 marzo, il giorno di San Giuseppe... e poi, non si può mai dire, potremmo prenderci gusto e ripeterlo a dispetto della ricorrenza.
Auguri e un'infinità di baci a mio papà e al papà di mia figlia... e a tutti i papà del mondo un augurio di cuore!

domenica 18 marzo 2012

L’immagine pubblica e l’immagine privata

In questo week end, passando da un canale all’altro, mi è successo di rivedere alcuni film,quelli dei buoni sentimenti, della giustizia che vince il male, quelli strappalacrime.
Tra i tanti sono, per mia fortuna, incappata in Piccole donne, quello con Winona Ryder che impersona Jo, rendendola indimenticabile.   




Essendo tratto dal primo romanzo che ho letto e che ancora amo leggere, me lo sono goduta dall’inizio alla fine, apprezzando l’attrice protagonista che mi è sempre piaciuta, nonostante le zone d’ombra della sua carriera e della sua vita segnata anche dalle ripercussioni legali a causa della cleptomania.
A noi, comuni mortali che facciamo i conti a fine mese, che non possiamo rifarci il guardaroba in Rodeo Drive a Beverly Hills, che non siamo idolatrati, che non siamo contattati dai maggiori registi del mondo e ai quali non è dato di percorrere il tappeto rosso degli Oscar, sembrano fuori luogo le bizzarrie di molti divi,i loro eccessi e i loro errori. Che necessità può aver avuto una giovane bravissima attrice, amata e adulata, come la Ryder, di sottrarre alcuni capi d’abbigliamento in un elegante negozio? L’ovvia risposta sarebbe…nulla, nulla che la possa giustificare, ma…quella teenager che si è ritrovata a recitare, con tutta la sua vulnerabilità, in Edward Mani di forbice o in Dracula e poi divenuta una giovane donna, forse ancora insicura, in L’età dell’innocenza o in La seduzione del male, ha dovuto accelerare la propria crescita, adeguarsi a come il mondo di Hollywood desiderava fosse, attenersi scrupolosamente alla maschera che le era stata imposta, senza tener conto delle sue fragilità. Quelle stesse fragilità che tutti gli adolescenti hanno e devono affrontare, ma i più lo possono fare senza dover dimostrare sempre di essere all’altezza, di essere adeguati, di piacere a tutti. Forse la timidezza, il desiderio di passare inosservata, vista la scelta di vivere a San Francisco, anziché a Los Angeles, una maggiore tendenza all’introspezione rispetto all’esteriorità di quel mondo, possono averla condotta a sfidarlo, a ribellarsi e ad allontanarsene,vincendo poi la propria battaglia, come ha dimostrato in una delle sue ultime interpretazioni: Beth, la prima ballerina messa in ombra dall’étoile, in Il cigno nero.



Ancora una volta vale l’insegnamento di Pirandello: la società, il mondo che ci circonda c’impongono delle maschere, anche contro il nostro volere,alle quali o si soccombe o ci si ribella, sconvolgendo chi ci sta vicino e lasciando attoniti tutti coloro che ritenevano di sapere tutto di noi, ignari dell’ intimità altrui, dei pensieri più profondi che sono ben altro dell’ apparire.

sabato 17 marzo 2012

SOGNI PER LE PROSSIME VACANZE ESTIVE


Non che sia difficile per me scegliere dove puntare il dito sul planisfero per scegliere la vacanza, quella con la V maiuscola, quella importante, la principale dell’anno, quella attesa per 11 mesi, quella che fa sognare. Sono una persona molto curiosa, amante dell’arte e della storia, ma anche del bel mare e dei paesaggi più vari, perciò ogni destinazione, che non preveda condizioni estreme di vita, potrebbe fare al caso mio. Ho la tendenza a scegliere posti nuovi ogni anno, anche se in alcuni potrei tornare in ogni momento, per il piacere della scoperta, della sorpresa, del mai visto prima.
Inizio ad avvertire il desiderio di progettare quella della prossima estate, anche se ho ancora idee molto confuse e nulla di preciso in mente. Mi piacerebbe un tour tra le bellezze naturali e le località storiche di Normandia e Bretagna, ma quest’anno sono già stata due volte in terra francese! La Danimarca, dopo uno splendido servizio trasmesso in TV, mi attira, come l’Olanda, con qualche spostamento in bicicletta e altri sul battello per sperimentare qualche cosa di nuovo! 


Certo un bel mare turchese su spiagge coralline mi consentirebbe di ricaricarmi e smaltire stress e fatiche, ma dove? Nell’ultimo decennio è diventato impossibile pesare ai Caraibi che, nei mesi estivi, sono battuti dai tornado, tranne  Bermuda, ma ci sono stata solo qualche anno fa. Certo resta pur sempre l’Australia e la Polinesia francese, ma il lungo viaggio e i costi esorbitanti spengono ogni entusiasmo.
Sono pronta ad accogliere qualsiasi suggerimento abbiate da offrirmi, tenendo conto che mal sopporto le spiagge superaffollate!


venerdì 16 marzo 2012

L'amore di mamma...


Ieri, una splendida giornata, più che primaverile...a Milano con una cara amica. Tante le mete, infiniti i desideri di acquisto e a bloccarli solo i costi decisamente alti, ma qualche progetto concreto c'è: alma di LV in una tonalità di blu strepitosa in pelle epi per lei e una bamboo di GG (il colore ancora da decidere) per me... Ieri mi sono accontentata di una busta porta tutto con catenella per appenderla alla borsa coordinata o usarla per la sera, in quelle serate nelle quali puoi portare con te solo cellulare, fazzoletto e pochi spiccioli, cioè quasi mai!!! In realtà l'ho acquistata come lussuoso portamonete, che proprio mi occorreva, ma... uscita dal negozio, chiesto consiglio all'amica, ho deciso... per gli imminenti 16 anni di Giulia sarà un bellissimo regalo! E il mio portamonete indispensabilissimo? E l'accessorio per serate uniche, nel senso letterle dell'aggettivo? Tutto accantonato...la precedenza c'è l'ha il grande amore della mia vita...Giulia!

martedì 13 marzo 2012

N.Y. City


Amo New York. E’ un dato di fatto. Tutto di questa città mi affascina. Sin dalla prima volta che ci sono stata,nel 2006, proprio la prima volta che ho calpestato il suolo di questa grande isola, un unicum negli States (e sono gli stessi americani a riconoscerlo), mi sono sentita viva, come non mai, ho avvertito la sensazione di trovarmi nel luogo più coinvolgente del mondo e le volte succcessive che mi ci sono recata l'hanno confermato.




 A Manhattan puoi vedere, fare, scegliere, sperimentare di tutto. Ti trovi catapultata in inquadrature che ti sono familiari, grazie a celebri film e telefilm, in scorci insoliti e in spazi verdi insospettabili, anche al di là di Central park. Nella “Big Apple” puoi lasciarti prendere dalla frenesia di fare tutto e al contempo abbandonarti all’ozio totale, vagando con il naso all’insù. Istintivamente, anche quando non si sta piacevolmente sdraiati negli innumerevoli spazi verdi di questa città, lo sguardo è rivolto verso l’alto per ammirare – si tratta infatti di alto design – i tanti grattacieli che ne sono il segno distintivo e i veri protagonisti della scena.




 E’ una città in piena evoluzione, ma fedele alla propria storia e alla propria essenza: un luogo in cui si fondono le più diverse etnie, religioni, lingue, idee, desideri e aspettative nella completa accettazione dell’altro e … credetemi lo si respira. Il turista è ben accolto, aiutato e agevolato, come ho potuto sperimentare più volte. Nessuno ti giudica per l’abbigliamento, sia esso fuori moda, antiquato, superbamente estroso, ipercolorato o total black. Non nascondo abbia difetti, ma sono i medesimi di ogni grande città e, del resto, se per esempio una cittadina di provincia come quella in cui risiedo non è mai gremita di visitatori come N.Y., e non sto a elencarne i motivi piuttosto intuibili, l’inquinamento è presente anche nei nostri piccoli centri, spesso privi dei tanti spazi verdi che caratterizzano questa metropoli. La libertà che contraddistingue chi vi vive e che non implica l’assenza di regole, anzi piuttosto rigide e osservate da tutti ( si può dire lo stesso da noi??? Qui non si rispettano neppure le piste ciclabili cittadine!!!), è un plus valore che mi potrebbe spingere a lasciare lavoro, vendere casa e trasferirmici con i miei cari, senza alcun ripensamento…chissà che un giorno…



lunedì 12 marzo 2012

LE SPEZIE…


Memorie di viaggi dal Marocco a Mauritius, dalle Maldive all’Egitto, dalla Tunisia alle Seychelles… ovunque ho acquistato spezie, alcune mai usate, altre impiegate e apprezzate in cucina, ma devo rivelarvi che ciò che più mi spinge a comprarle è il fascino che emanano quei coni di polveri colorate, in tutte le gradazioni di gialli, arancioni, rossi e  marroni intervallati da cumuli verdi o neri, che io non ho mai identificato. Nei mercati, nei bazar o nei souk, i rivenditori di spezie attirano sempre la mia attenzione, catturano il fotografo che c’è in me felice d’immortalare quei colori brillanti che, poi, giunta a casa, mi rimandano i profumi che quelle preziose polveri sprigionano fino a inebriare anche il turista più distratto.
Appagano ogni senso, la vista e l’olfatto nell’immediato, il gusto una volta in cucina e l’udito per i richiami vocali dei mercanti, abili nell’attirare l’attenzione sulle loro mercanzie e nell’invogliare chiunque all’acquisto…del resto le spezie sono uno dei regali più graditi da riportare da un viaggio, altro che narghilè, piatti decorati a sbalzo o tessuti, che poi non si adattano alle nostre case da occidentali! 



domenica 11 marzo 2012

ANCORA UN DOODLE COMMEMORATIVO…


Questa volta per il 227° anniversario della nascita del grande Alessandro Manzoni, avvenuta il 7 marzo del 1885. Ovviamente la scelta è caduta sui personaggi del suo romanzo storico,I promessi sposi, che arricchiscono le lettere del nome del motore di ricerca, certo riveduto nel carattere. Mi piace questo modo di ricordare i grandi uomini che, nei loro rispettivi ambiti, hanno dato il meglio, lasciando una testimonianza ai posteri. Io la penso come Ugo  Foscolo… mantenere la memoria d’illustri personaggi può offrire esempi di grande ingegno per le generazioni future… anche google ci dà una mano, non credete?

sabato 10 marzo 2012

FINGER FOOD…mi piace, se ben fatto!


Letteralmente è “cibo per le dita”, comprendendo tutto il cibo che si può mangiare senza l’impiego di forchetta e coltello, perciò consumabile in piedi, addirittura tenendo in mano pure il bicchiere…sì, ormai si trovano in commercio deliziosi piattini che si infilano al dito indice grazie ad un anello sottostante o, altrettanto innovativi, dei piatti con gancio o foro per porvi il bicchiere…ah,la mente umana!!!
Superato lo shock da parte di chi non riesce a immaginare di degustare qualcosa portandolo direttamente alla bocca senza strumenti come le posate -benché in molte cucine del mondo la mano sia da sempre usata in tale senso e che le posate siano entrate a fare parte della nostra consuetudine solo dal XIX secolo, salvo rare testimonianze del l’XI e del XIV secolo - oggi in molti apprezzano il cosiddetto fashion food!
Ne adoro la varietà: dalle nostre tradizionali bruschette, pizzette e focaccine, al sushi o sashimi, magari non sempre apprezzati da noi occidentali, ma se ne possono preparare con alimenti a noi più familiari, dai vol au vent e dai panini al latte, alla frutta, agli arancini di riso o alle patatine fritte che, servite in  numero limitato in mini coni di cartoncino colorato, diventano di un’eleganza inconsueta per tale alimento e non  fanno più pensare alle catene di fast food.



Credo sia nato con l’aperitivo in piedi ma,a differenza di questo, il tutto assume un’aura di maggiore eleganza e raffinatezza.
Io ne sono rimasta conquistata per vari motivi: il finger food favorisce una maggiore convivialità tra le persone, consentendo di variare la compagnia dei commensali semplicemente spostandosi nella stanza preposta al buffet; non obbliga all’attesa di piatti serviti da camerieri o padroni di casa e, per di più, permette di unire la cucina tradizionale, magari ridotta nelle porzioni, a quella innovativa lasciando ad ognuno la libertà di scegliere ciò che più aggrada…il tutto con un atteggiamento meno formale della cena a tavola.


venerdì 9 marzo 2012

VIAGGIO D’ISTRUZIONE


Dal 27 febbraio al 1° marzo, con due colleghe, e due classi – la 5° MA e la 4°EA – abbiamo effettuato un piacevolissimo viaggio, attraversando la Foresta nera per giungere alle pendici dei Vosges, tra la Svizzera e l’Alsazia…una meraviglia!
Alla partenza qualche timore c’era, è innegabile. L’albergo sarà decente per gli studenti? Le mete saranno di loro gradimento? Sapranno unire l’utile al dilettevole? La scelta compiuta, innovativa nella nostra scuola, risulterà meritevole?
Queste sono solo alcune delle domande che mi andavo ponendo: il progetto era mio e l’eventuale insuccesso - la spada di Damocle che mi ha accompagnato – sarebbe ricaduto su di me, non lo nego sarebbe stata un’onta per la sottoscritta, che l’avrebbe mal sopportata.
La sosta a Friburgo, durante il viaggio di andata, ci ha offerto un primo piacevole assaggio dei luoghi, favorito da un pallido sole, da qualche curiosità e da un buon ristorantino per noi docenti.
Giunti a Strasburgo, la nostra vera meta, scaricati i bagagli in un semplice ma pulito e comodo hotel, una passeggiata tra le tipiche case a graticcio e i canali, per raggiungere il ristorante designato per le nostre cene, ci ha mostrato la bellezza di questa città, che abbiamo esplorato con una valida guida il giorno seguente, comprendendone lo stile piuttosto raffinato nella parte asburgica e romantico nella città vecchia, la vita quotidiana tranquilla e serena attorno alla cattedrale di Notre Dame, tra bei negozi e parecchie birrerie, che hanno rianimato l’animo e la gola dei nostri studenti.
Motivo principale di tale destinazione – quasi superfluo dirlo – è stato il Parlamento Europeo: mi è sembrato incredibile entrarci e sedermi nel famoso emiciclo, forse ero più emozionata io degli studenti, dove una simpatica e scherzosa guida ci ha descritto chi, come e quando vi si riunisce, senza tediarci, rispondendo a tutte le domande che i ragazzi le hanno voluto porre, comprese anche le più banali…beh, alcune potevano risparmiarcele!!!
Una crèpe serale e relativa birra per alcuni studenti ci hanno rallegrato le serate.I ragazzi non hanno manifestato grandi pretese…da veri studenti modello!
Secondo non meno rilevante spinta a tale viaggio è stata la linea Maginot. La nostra guida ce ne ha illustrato il funzionamento, gli alloggi, la sala operatoria, il centro direzionale e l’utilità: interessantissima, nonostante l’umidità del luogo…nel cuore di un’intera collina!
Un giro di più di un’ora in bateau, sotto un bel sole, ci ha offerto una nuova visuale della città, tra risate, scherzi innocui dei ragazzi e l’attraversamento di alcune chiuse.
Il giorno del rientro, non lo posso negare, ho provato un certo dispiacere…ho pensato che avevo gradito molto la compagnia dei miei ragazzi e che mi sarebbero mancati nella quotidianità…così è stato al risveglio del giorno successivo.   Mi piaceva vederli scendere per la colazione: chi puntualissimo a non smentire la precisione che lo contraddistingue, chi all’ultimo minuto, con lo sguardo assonnato ma un dolce sorriso già sulle labbra…sì, sono dei ragazzi sorridenti, piacevoli e ben educati.
Non nego, e i diretti interessati lo sanno, di aver avuto qualche timore per la 5°: in realtà con me la loro serietà si era già dimostrata, ma con alcuni docenti non si erano sempre comportati in modo corretto o, come sostengono loro, si erano adeguati all’atteggiamento dei docenti.
A dispetto di tutto quanto mi era stato detto di loro, si sono rivelati bravi, interessati, partecipi, propositivi e sempre educatissimi.
La compagnia di queste due classi è stata estremamente piacevole e so già che quando dovrò salutare i ragazzi di 5° mi verrà un grande magone…dovrò deglutire a lungo, non potrò farmi vedere così debole…o forse sì, magari lo preferiscono e smetteranno di dire che sono severa!!!
Grazie “fanciulli”, questa volta non siete stati per nulla “monelli”!!!
La vostra professoressa.

giovedì 8 marzo 2012

Ricordo di un pomeriggo estivo nel paese di mia nonna...


Ero uscita per un’incombenza cercata, voluta…mi andava di uscire, di sentirmi libera, sola in quel pomeriggio di moti anni fa.

Le strade deserte e poca gente in giro... del resto che si fa in un primo pomeriggio caldo in un piccolo paese? Per lo più si sonnecchia e si rinvia l’uscita alle ore più fresche del tardo pomeriggio. Qualche cane per la strada, con un’andatura da ubriaco, così, tutto solo, a zonzo per il paese, tra case note, angoli mille volte esplorati, portoncini annusati da tempo, forse alla ricerca di qualcosa o magari di niente. Nel sottofondo urla lontane di ragazzini presi comunque dalle loro partite, nel campo vicino al piccolo cimitero, tra l’erba non ancora tagliata e fiori lungo il ciglio della strada. Due ragazzini coi gelati, corrono, ridono, mi lanciano un’occhiata furtiva e poi via di corsa verso casa, forse. Odori inconsueti, per una che vive in città,che colpiscono le narici: mucche in un campo e vegetazione selvatica, una lieve brezza, del resto tutt’attorno ci sono montagne che raggiungono i 1700 metri. Io procedo, vagando tra le poche stradine, alcune a mezz’ombra, ma per lo più assolate e silenziose, vuote o colme di un immenso nulla. Finestre spalancate che si alternano a persiane socchiuse che paiono volere celare un segreto, quello intimo del riposo pomeridiano di qualche bimbo o di un anziano. Uccelli che si lanciano nel vuoto, sembrano essersi persi, percorrono ripetutamente le stesse traiettorie alla ricerca del nido? Di un riparo? Di altra vita? I miei pensieri rallentano, adottano il ritmo lento che aleggia nell’aria calda. Persone dal passo lento escono trascinandosi dietro gli usci lignei screpolati, si avviano rasenti il muro e salgono in auto: il lavoro li attende.  
Sento delle urla provenire da un terzo piano: una lite che viene subito sedata e torna la calma. Grida felici dei ragazzini di prima: un goal forse è stato segnato. L’orologio della chiesa di San Materno è fermo o forse ha solo rallentato l’incessante trascorrere per rispetto della sonnolenza che pare aver pervaso tutto e tutti. La serranda del macellaio, uno dei pochi negozi rimasti aperti tra i tanti presenti un tempo, prima del proliferare dei supermercati, è abbassata a metà...attende paziente di essere risollevata. Canti sommessi, dietro le imposte. Alzo gli occhi, il cielo è bianco con un po' d’azzurro, pallido, incerto sul da farsi, sembra temporeggiare.
Il caldo è notevole, ma dietro un angolo un’aria fresca mi sorprende e un brivido mi ricopre le braccia, ma un tintinnio di chiavi mi spinge a voltarmi: una coppia che indugia, in apparente assenza di motivo, per poi raggiungere una macchina, parcheggiata lontano, oltre la siepe che cinge l’accesso al municipio, quello che ora non c’è più, demolito da una mente insana, spinta dall’ebbrezza della modernità, snaturando il piccolo centro. Avverto una certa stanchezza, sosto sul lungo muretto di pietra che costeggia la strada, ammiro i fiori, grandi, colorati e cresciuti senza un ordine, mi volto verso il lato dove l’orizzonte non è limitato dai monti… Il sole ha iniziato la sua discesa, mi rigiro e la vita riprende all’improvviso: il macellaio solleva la saracinesca che pare gioire, alcune porte vengono riaperte, le campane rintoccano. Quasi all'improvviso, senza che me ne rendessi conto, il paese riprende i suoi ritmi, la sua normale vivacità in attesa della quiete serale che, a ore, sopraggiungerà.

Auguri, nonna!

martedì 6 marzo 2012

IN CONDOMINIO…C’E’ SEMPRE UNA “PORTINAIA” !


Abito in un condominio ripartito in tre scale…a dirla così potrei indurvi a pensare a un grande insieme di appartamenti mentre, in realtà, ce n’è solo uno per piano e i piani sono soltanto tre, più una mansarda. Gli incontri per le scale sono piuttosto rari, ma si sa che c’è sempre chi cova un desiderio mai realizzato…fare la portinaia in un condominio, con il malsano proposito di non farsi i fatti propri perché quelli altrui sono comunque più sfiziosi e la mia realtà non smentisce  il dato statistico, perciò…capita di ritrovarsi coinvolte in dialoghi dei quali avremmo fatto volentieri a meno…”Signora, ha già ricevuto la convocazione per l’assemblea ordinaria?” urla, in realtà parla ma con il suo solito tono da inquinamento acustico, la “portinaia” di turno, e io, pur sapendo che le convocazioni vengono recapitate tutte insieme, biascico una risposta laconica che gelerebbe chiunque, tranne lei, pronta a colpirti con una montagna di parole, dette così a raffica che fatico a comprenderne il senso e l’ordine, mentre scendo gradino dopo gradino.
Nonostante sia in ciabatte e non proprio tutta agghindata, pare voglia inseguirmi, se non  passo a passo, quanto meno con la voce che si alza, finché una mia risposta , probabilmente avulsa dal suo discorso e data a caso, le fa spalancare gli occhi, neanche l’avessi investita di parolacce o mi avesse vista uscire in pigiama, e scuotendo il capo, si ammutolisce e si ritira nelle sue stanze. Mi acquieto, mi viene da sorridere,  per il momento ho vinto io…sì, per ora, perché so che mi attenderà in agguato dietro lo spioncino della porta e allora sarò rovinata, perché m’impedirà il passaggio finché non avrò soddisfatto ogni sua curiosità… ecco perché sto imparando a mentire…e  a farlo spudoratamente!



sabato 3 marzo 2012

Il bicentenario della nascita di Charles Dickens

Ho sempre amato le opere di Dickens, in modo particolare Christmas Carol, soprattutto per i tre spiriti del Natale che visitano  Ebenezer Scrooge, il tirchio protagonista che si converte, e The Cricket on the Hearth (Il grillo sul caminetto) nel quale l'atmosfera natalizia, ancora una volta, addolcisce le persone e le induce ad agire nel migliore dei modi, senza egoismo.
Quest'anno è speciale per tutti gli estimatori del celebre romanziere: si festeggia il bicentenario della sua nascita.
Il 7 febbraio del 1812 nasceva a Portsmouth Charles John Huffman Dickens, noto in tutto il mondo per Il Circolo Pickwick e per i romanzi sociali come Oliver Twist , David Copperfield, il suo capolavoro, e Canto di Natale.
Le sue esperienze di vita, dopo l’arresto del padre, e la presa di coscienza degli aspetti più deteriori della società inglese ottocentesca lo spinsero  a denunciare, attraverso la letteratura, l’ignoranza, la povertà, lo sfruttamento minorile e i soprusi esercitati dalle classi sociali più abbienti dell'età vittoriana.


I viaggi in America, dove studiò con interesse il sistema carcerario, così diverso da quello inglese, favorirono la sua vena polemica nei confronti del suo tempo.
Morì nel 1870 e fu sepolto  con tutti gli onori nel Poet’s corner in Westminster Abbey.



In Inghilterra sono previste nel corso del 2012  molte celebrazioni in suo onore.

Sono rimaste celebri alcune sue frasi, tra le quali:
. “Se non ci fossero persone cattive non ci sarebbero buoni avvocati”
. “Ci sono corde nel cuore umano che sarebbe meglio non fare vibrare”
. “Capitano incidenti anche nelle migliori famiglie”
. “Qualunque uomo può essere allegro e affabile quando è ben vestito. Non c’è un gran merito in questo
. “Era il migliore dei tempi, era il peggiore dei tempi”

In ricordo del bicentenario della nascita del romanziere Google gli ha dedicato, proprio il 7 febbraio, un bellissimo doodle contenente i suoi personaggi più noti :