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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

mercoledì 28 settembre 2011

La mia casa


Adoro la mia casa. Con mio marito ce ne siamo occupati in prima persona e la ristrutturazione mi ha sottratto ore di sonno destinate a immaginare le soluzioni migliori.
La scelta di un edificio risalente al XVIII secolo non è stata casuale: la prima volta che vi sono entrata sono rimasta affascinata dall’ affaccio sui tetti del centro storico, dalle travi lignee originali e dallo spessore dei suoi muri.
Questi muri “parlano”, raccontano storie di persone e di nuclei familiari che ci hanno preceduti, che in essa hanno trovato riparo, protezione e conforto, che vi hanno costruito il proprio nido… ora il mio.
Ho sempre pensato che le case antiche, anche le più semplici, trattengano l’impronta delle vite lì spese e dei sentimenti provati.
Quando ho l’occasione di trascorrervi ore da sola mi pare di avvertire il fluire di tante esistenze lì condotte decenni prima della mia. Immagino donne che si imbellettavano e indossavano cappellini vezzosi prima di uscire, bimbi che vi si rincorrevano felici o singhiozzanti e, dopo aver inciampato ed essere caduti a terra, pronti a rifugiarsi tra le braccia della madre o della balia e ancora uomini dal cilindro nero rincasare dopo il lavoro.
Mi lascio trascinare dall’immaginazione e vedo una bambina che sottrae un dolcetto di nascosto per poi fare ritorno ai propri giochi, con un’energia incontenibile che susciterà un rimprovero dalle donne di casa spazientitesi e desiderose di un po’ di quiete.
Da quasi sette anni è la mia casa, il mio nido dove rifugiarmi, dove rinchiudermi e lasciare fuori il resto del mondo, da dove partire per poi farvi ritorno e ritrovarmelo, quasi fosse in attesa di me, dei miei passi, dei miei pianti e delle mie risate…della mia vita.
Quest’amore che è sorto in me mi ha indotta a curare la realizzazione di ogni stanza in modo che rivelasse la nostra personalità, affinché ci potessimo riconoscere negli arredi, negli oggetti, anche i più banali e meno preziosi, nel tentativo che parlasse di noi.



Gli arredi sono un misto di mobili antichi e contemporanei: i primi amati per il calore che diffondono, i secondi voluti per la capacità di alleggerire l’atmosfera e di rendere attuale un’abitazione.
Ci sono stanze che amo di più per la loro originalità, come i bagni e la cucina che ho fortemente personalizzato. Filo conduttore sono i colori bianco, panna e marrone scuro, interrotti da una nota di colore decisa e vivace.






“Voi muri, ascoltatori silenti e conservatori dell’intimità di una casa, chissà come e a chi un giorno parlerete di me, di noi?”.


6 commenti:

  1. Wow!!! Ma le foto sono di casa tua?

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  2. Sì, le ho scattate a casa mia. Chi sei?

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  3. Scusa, hai ragione: sono Sabri. Complimenti per la casa, mi piace tanto. Postane altre foto. Ciao

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  4. Si, posso garantirlo è proprio la sua casa. Sono una testimone oculare abbastanza frequente.E' veramente una bella casa, calda ed accogliente.Rispecchia molto la personalità dei proprietari.E'arredata con gusto.Complimenti!Tullia

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  5. Grazie mille, Tullia. Sei sempre gentilissima e comunque sempre la benvenuta in casa. :D

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  6. Di nulla, grazie per l'ospitalità! Tullia

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