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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

venerdì 30 settembre 2011

I VICERE'...E L'ENTUSIASMO DEI MIEI STUDENTI!



Ieri mattina, per approfondire le tematiche trattate nei romanzi veristi, ho coinvolto i miei studenti di quinta nella visione del film I Viceré del regista R. Faenza, liberamente tratto dall'omonimo romanzo storico di F. De Roberto. La narrazione verte sulle vicende di una nobile famiglia catanese, gli Uzeda di Francalanza, discendente dei Viceré spagnoli di Sicilia ai tempi di Carlo V, durante il Risorgimento meridionale.
I ragazzi, avendo concluso il programma di storia del precedente anno scolastico con l'unificazione italiana, conoscevano bene la questione dell'arrivo dei garibaldini nel sud, la relativa caduta dei Borboni, la nascita del Regno d'Italia e la breccia di Porta Pia e quindi hanno ben compreso l'intrecciarsi di tali avvenimenti con la storia del protagonista Consalvo Uzeda, che riflette la vita politica di un celebre Sindaco di Catania, poi Ambasciatore e Ministro degli Esteri, Antonino Paternò Castello, il Marchese di San Giuliano.
L'interesse per le vicende narrate è andato crescendo man mano che l'attaccamento alle tradizioni, la consuetudine alla corruzione, la ferrea volontà di mantenere un'immagine pubblica familiare irreprensibile nonostate i limiti, i tradimenti, le bassezze e l'interesse smodato per il denaro prendevano il sopravvento, denunciando la pochezza d'animo dei protagonisti.
La figura autoritaria del capostipite, Giacomo Uzeda, e la corruzione di quella società in cui regnava la legge del più forte ed era caratterizzata da falsità, inganni, odio, rancore, maldicenze e superstizioni hanno suscitato la riprovazione degli studenti che, partecipi alle vicende, si sono dimostrati attenti e pronti a schierarsi dalla parte di che è costretto a subire, ma anche inflessibili, come solo i giovani sanno essere, nelle critiche rivolte ai deboli di carattere, e intolleranti verso i soprusi perpetrati sulle donne e sui bambini.
Devo ammettere che raramente mi è capitato di avere un'intera classe così attenta, tanto più se considero il fatto che si è trattato di un film storico, in costume e ambientato nella seconda metà dell'Ottocento.
Sono orgogliosa dei miei studenti che mi hanno dimostrato di non essere poi così superficiali e disinteressati come spesso sembrano volerci far credere di essere.
Bravi ragazzi, alla prossima occasione!

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