Stamane, poco dopo colazione, ancora piuttosto assonnata, con la casa vuota e con ben poca voglia di riordinare, mi sono ricordata di un libro di favole che, udite,udite, mi sono fatta regalare per il 27° compleanno…è vero, lo giuro!
Cerca e ricerca…eccolo lì, sul terzo ripiano della libreria, in attesa di essere sfogliato una volta di più.
Ho ceduto e, accomodatami in poltrona, accesa la lampada, mi sono rannicchiata per assaporarmelo… Certo non è un libro qualsiasi, bensì la raccolta integrale delle storie di Beatrix Potter, scritte e illustrate da questa donna che, privata di un’istruzione adeguata, non certo per mancanza di soldi, ma per l’arretratezza mentale della sua famiglia, si dedicò alla stesura di ben 23 capolavori, partendo dall’osservazione diretta di piccoli animali che portava a casa.
Io l’adoro e spasimo per i suoi personaggi così ben caratterizzati , soprattutto amo Peter, un delizioso coniglietto un po’ pasticcione, e Jemima, una papera vezzosa e vanitosa ma anche molto ingenua (a Londra ho regalato a mia figlia il morbido peluche di questa papera e mi sono regalata quello di Peter!!!).
Le loro avventure mi avvincono e mi vedono partecipe, anche perché ambientate nel Lake District, una delle zone più belle della meravigliosa campagna inglese. Ho sempre gradito le favole con gli animali parlanti, dagli atteggiamenti umani, ma spesso più ingegnosi, generosi e buoni dei corrispettivi umani.
Ho avuto la fortuna di godermi i relativi cartoni animati, trasmessi in TV quando mia figlia era piccola e, nel 2006, non mi sono di certo persa il film dedicato all’autrice di queste meraviglie.


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