All’appuntamento con le comiche di Stanlio e Olio non mi sottraevo mai: li adoravo, mi divertivano e la mamma non poteva aver da ridire di fronte alla loro semplicità e freschezza recitativa. La mia simpatia andava a Stanlio che, se non brillava per intelligenza, involontariamente se la cavava meglio dell’amico Olio più serio e capace, ma sempre travolto dalla sbadataggine dell’altro.
Ricordo ancora le peculiarità dei due: Olio salutava agitando la cravatta, mentre Stanlio si arruffava i capelli ogni qual volta avesse un dubbio, fosse perplesso o contento.
Caratterizzati dall’abito scuro, con cravatta Olio e papillon Stanlio, entrambi portavano la bombetta, spesso usata per colpirsi durante le frequenti litigate; Olio era panciuto, con un’incipiente calvizie, mal celata da una frangetta, frutto di un riporto, e con dei baffetti tra due guance più che paffute; Stanlio era magro, dal volto ovale e un’espressione sempre attonita.
Dalla lettura di una loro biografia ho appreso che iniziarono a lavorare come duo comico nel 1927, quando ancora non esisteva il sonoro e proseguirono sino alla metà degli anni Cinquanta.
Nel 1961 Stan Laurel ricevette l’Oscar alla carriera, anche in nome dell’amico, morto qualche anno prima.
Molte le dicerie sui contrasti e le rivalità tra i due, ma per me resteranno sempre due comici capaci di divertire senza ricorrere a doppi sensi, a riferimenti salaci, a cattiverie, a malizie. La loro è stata una comicità pura, mai volgare…molti, oggi, avrebbero da imparare da loro!


Ciao, sono Angie. Anche a me piacevano tanto e li ho rivisti sul canale che ripropone i programi del passato: sempre deliziosi. Ciao.
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