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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

domenica 31 luglio 2011

UN GREGGE (un pensiero, dopo un lungo tragitto in auto)


Succede, viaggiando in autostrada, di scorgere, in lontananza, tra le distese erbose che la fiancheggiano, macchie biancastre che, avvicinandosi, si palesano in un gregge di pecore.
Che delizia vederle pascolare placide, brucare i ciuffi d’erba con un cane che alterna corse e soste, a conferma del proprio ruolo.
Il pastore sembra sempre assente, in realtà se ne sta sdraiato in qualche angolo a riposare o ritto, immobile, con il bastone tra le mani, laggiù, silenzioso custode di quel bene prezioso che sono le sue pecore.
Sotto un cielo azzurro, appena velato da strisce biancastre, il gregge diviene il soggetto di un quadro  che da secoli si ripropone a chiunque voglia osservarlo nella sua superba naturale bellezza.

CAPITA ANCHE A VOI, VERO?


Capita anche a voi, no, che quando vi sentite stanche, brutte, quando avete le occhiaia per una notte insonne o perché siete mezze influenzate e vi costa una gran fatica tenere le spalle ritte, arrivi la collega o la vicina di casa di turno e infierisca con un “Ti trovo sciupata. Non sei per niente in forma!”?  Voi offrite gentilmente, con le poche forze che ancora vi sono rimaste, spiegazioni per quello stato in cui vi trovate e che fa più pena a voi che a loro. Tuttavia capita anche a voi, vero, che il vostro indomito interlocutore, non ancora appagato, vi abbatta con un “Stai proprio male, curati perché non ti ho mai vista così distrutta, mamma mia… mi fai quasi impressione”?
Io, a quel punto, mi sento combattuta tra il desiderio d’investirlo di parolacce, che neppure il più rozzo degli scaricatori di porto saprebbe pronunciare, e l’istinto omicida.
Poi la buona educazione mi frena, aiutata anche da qualche impegno improvviso che la gentil persona dice di avere, ma mi chiedo perché distruggermi, annientarmi… tanto ci pensa già la mia immagine riflessa negli specchi di casa!!!

sabato 30 luglio 2011

Mi chiedo perché?


Perché se cerchi le chiavi di casa nella borsa, frughi in lungo e in largo, trovi le caramelle che neppure sapevi più di avere, il lucidalabbra, la penna o i fazzolettini di carta, ma mai e poi mai subito le chiavi?

Perché  se dal pensile in cucina volessi estrarre il rotolo della carta stagnola, è quello che sta sotto alla pellicola trasparente, alla carta da forno e ai sacchettini per il freezer e tu devi spostare almeno 5 scatole per raggiungerlo?

Perché se cerchi proprio quell’appunto preso al volo ma che, ne sei certa, hai lasciato sulla scrivania, trovi la lista della spesa di un mese prima, il ricettario della mamma, il riassunto dell’incontro tra Ulisse e il cane Argo, svolto da tua figlia mesi or sono, ma non c’è traccia del tuo indispensabile appunto?

Perché se rovisti in quel cassetto, refugium peccatorum, consapevole che le istruzioni del tuo cellulare le avevi riposte lì affinché fossero a portata di mano, ne estrai elastici, nastri, chiavi che chissà cosa aprivano, vecchi biglietti d’auguri, quadernetti scarabocchiati, estratti conto, ecc…, ma capisci che puoi dimenticarti di quelle benedette istruzioni?

Perché si mettono gli oggetti più disparati in posti che, al momento, paiono i migliori, i più probabili per ritrovarli all’occorrenza, ma poi…niente, scompaiono o non ricordi in quale dei tanti angoli della casa li hai messi?


Il tutto sarebbe facile attribuirlo al disordine, che tra l’altro non mi appartiene, se non fosse che, quando meno te l’aspetti e non ti interessa più… eccolo lì, l’oggetto malefico, che sembra dirti che è sempre stato in quel posto, dove hai guardato più volte, senza esito.

Deduco perciò che non troverò mai una risposta ai miei dubbi e le mie domande resteranno nell’etere!!!

SALDI, SALDI, SALDI E IO…


Ogni anno la stessa storia… arriva il momento dei saldi, attesi,adorati e famigerati saldi!
Siamo tutti contenti, in particolare noi, donne, di qualsiasi età (anche mia figlia di 15 anni ne è elettrizzata, chissà poi perché dato che comunque paghiamo tutto noi! Mah, sarà nel DNA femminile!).
Io mi guardo attorno, passo in rassegna le vetrine che preferisco, ma poi acquisto poco. Sì, qualche capo, ma non sono mai riuscita a fare man bassa di abiti, scarpe e borse. La cosa m’inquieta un poco: che sia anomala io??? Che non sappia cogliere i buoni affari??? Che sia una pessima amministratrice delle finanze domestiche e non mi avvantaggi delle occasioni???
Dubbi più che amletici mi affliggono da anni in merito ai saldi, ma non riesco a uscire da quest’émpasse. Anche quest’anno ho acquistato un abitino, adocchiato giusto due sere prima del fatidico 2 luglio, un ciondolo, già ammirato l’inverno scorso ma al quale non pensavo neppure più, e una maglietta a mia figlia. La signorina in questione invece, essendosi recata in un grande centro commerciale con due amiche, è riuscita a “innamorarsi” di tre magliette e una collanina in poche ore! Sarà da tenere a bada, la fanciulla!!!

venerdì 29 luglio 2011

One special summer


No, non intendo riferirmi a una mia estate speciale, ma al titolo di una pubblicazione che ho acquistato  due anni fa e che amo sfogliare spesso.
Si tratta di un testo scritto e illustrato da due sorelle,Jacqueline e Lee Bouvier, durante il loro primo viaggio in Europa nel 1951.
Sì, l’autrice dei disegni, parte imprescindibile del testo, è proprio colei che divenne First  Lady dal 1961 al 1963, in quanto moglie del Presidente degli  Stati Uniti d’America J. F. Kennedy.
Donna celebrata e ammirata della quale ho scoperto questa vena artistica: che invidia! Vorrei tanto saper disegnare come lei! Mi sto esercitando per affinare la tecnica ma l’unica cosa che ottengo, e in cui miglioro, è l’arte del copiare. Mi manca la capacità inventiva, purtroppo, sigh, sigh! O forse non la so tradurre su carta, sigh, sigh comunque!

GRANDI SOGNI che, chissà, un giorno…


Credo che ognuno di noi ne abbia, o almeno me lo auguro.

I miei sono i seguenti:

o  Vorrei partecipare a un ballo in maschera a Venezia, durante il carnevale, in  uno degli splendidi palazzi storici sul Canal Grande, con un abito settecentesco e tanto di maschera finemente decorata, che copra parzialmente il volto per suscitare quel certo mistero;
o  Vorrei potere assistere dal vivo al concerto di Capodanno della Filarmonica di Vienna, nato per volontà di J. Strauss e i Filarmonici viennesi nel 1873: poco più di un’ora indimenticabile chiusa con “Sul bel Danubio blu” di J. Strauss figlio e con la “Marcia di Radetsky” di J. Strauss padre, per poi pronunciare il “Prosit Neujahr” tutti insieme… sono già là!!!
o   Vorrei partecipare alla prima della Scala, sì proprio a quella del 7 dicembre,  giorno di Sant’Ambrogio, per l’inaugurazione della stagione lirica, facendo il mio ingresso con un bell’abito lungo, da gran sera, che ne so …di Giorgio Armani?! Che dite?
Ma...

GRANDI SOGNI che neanche un giorno…

 . Sorseggiare una tazza di raffinatissimo tè con Sua Maestà La Regina Elisabetta II, ovviamente a Buckingham Palace, ma potrei accontentarmi anche del castello di Winsdor, nella contea del Berkshire;

. Fare un giro in moto con Valentino Rossi, sperando che il mio cuore regga alla velocità;

. Partecipare alle Olimpiadi, dando il meglio di me nel fioretto individuale, come V. Vezzali e, ovviamente, finire sul podio…peccato che, pur amando la scherma, io non la pratichi! Va beh, ma i sogni fan bene allo spirito e io lo voglio ben nutrito, il mio!

Come granelli di sabbia e io, tra zollette di zucchero e grani di pepe!


Il nome che ho scelto per il mio blog è una metafora della vita che si compone d’ infiniti momenti (gli innumerevoli granelli di sabbia)…felici, importanti, malinconici, avventurosi, esaltanti, demoralizzanti, banali, profondi, curiosi, a volte puerili e nostalgici…
Il sommarsi delle esperienze, giorno dopo giorno, conoscenza dopo conoscenza, costituisce la ricchezza della vita di ogni persona. Io ho avvertito il desiderio di descrivere alcuni dei granelli di sabbia che caratterizzano la mia vita, senza grandi pretese o aspettative, passando dalla dolcezza di certi sentimenti e di tante passioni all’altro lato del mio carattere, più speziato, quello del disappunto e della critica di quanto non gradito, sperando che a qualcuno faccia piacere leggerle e commentarle, se gliene venisse voglia.