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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

domenica 4 settembre 2011

DA UN UOVO SUL CARTELLONE PUBBLICITARIO


Elemento base di molte ricette, amato o demonizzato, l’uovo esercita da sempre un suo fascino.
Sin dall’antichità gli sono stati attribuiti diversi significati: simbolo di fecondità, di vita, di nascita e rinascita… come ci confermano anche grandi capolavori quali le opere di Piero della Francesca ( la pala Montefeltro o di Brera).
L’uovo divenne simbolo della Pasqua cristiana, in quanto allusivo alla resurrezione, dove il guscio rimanda alla tomba dalla quale Cristo uscì e tornò alla vita eterna.
Lo scambio di uova ha origine antiche: già i greci, i Persiani e i Cinesi se le scambiavano in occasione delle feste primaverili.
Pare Fu Edoardo I d’Inghilterra ad avere introdotto l’usanza di donare  per la pasqua uova decorate e impreziosite con rivestimenti d’oro e pietre .
Ineguagliate sono quelle commissionate dallo zar Alessandro  al maestro orafo Peter carl fabergè, nel 1883, per farne dono alla zarina Maria …altro che sorpresina nelle nostre uova di cioccolato !!!
Al di là di tutto questo…
A me l’uovo piace - e non mi riferisco solo al suo impiego alimentare - per la perfezione della sua forma, per la sua asimmetria, per la fragilità che lo contraddistingue, per l’energia che dà, per quel guscio che protegge il prezioso contenuto, per le sue origini che rimandano ad una realtà rassicurante… quella dell’allevatore  che ama le sue galline e ne raccoglie il prodotto del loro impegno.
Quando penso all’uovo me lo immagino in cestini di ferro o nei più frequenti contenitori di cartone grezzo e sul tavolo della cucina, pronto per essere rotto  e finire in quel cono di farina bianca che, con un pizzico di sale, dello zucchero e una bustina di lievito, darebbe forma alla mia amata “torta Margherita”.




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