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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

venerdì 14 settembre 2012

Per cosa perdo la testa? Per i cuccioli, soprattutto di felino!


Mi basta vederli su una rivista, e di recente una famosissima azienda produttrice di gioielli irraggiungibili ha tappezzato muri e riviste con fotografie di una sicuramente bellissima modella – ma chi la notava!!! – sdraiata su un divano e circondata da cuccioli di ghepardo – e vorrei essere lì, sul set fotografico, per accarezzarli, tenerli stretti tra le braccia, giocarci, anche con il rischio di ricevere delle poco piacevoli graffiate – che già bruciano quelle di Amélie, figuriamoci le loro! Ma pace!!! - e qualche morsetto.
Ogni cucciolo suscita tenerezza, lo si sa, e ci pare di volergli bene anche solo osservandolo, quando gioca, cerca di mordere la propria coda, dorme, beve o mangia e, ancora di più, se ti guarda con occhi dolcissimi e un’espressione ingenua…basta, lì sono persa! Mi scaldano il cuore!
Ho invidiato molto un mio ex-studente che, qualche anno fa, ha compiuto un viaggio in Sudafrica, dove ha potuto accarezzare cuccioli di felino che vivevano in totale libertà, ovviamente in un momento in cui la madre era lontana…al contrario suppongo non avremmo più rivisto lo studente! Le foto che mi ha mostrato erano stupende!
Lo scorso giugno, nello zoo di Berlino, è nato Antares, un tigrotto siberiano, ben accolto dai due genitori -quando gli animali vivono in cattività tendono a rifiutare i propri cuccioli, com’era successo al tenero orsetto Knut, la cui madre non ne aveva voluto sapere -.


La nascita di Antares - chissà per quale motivo l’hanno chiamato con il nome di una delle stelle più luminose della Via Lattea? Lo saprà chi gli ha scelto il nome? Non gliel’avranno dato pensando a uno dei cavalieri dello zodiaco, vero???- è importante perché la tigre siberiana è una delle specie più a rischio in natura.
Mi piacerebbe vederlo, anche se in uno zoo…
Certo che la Germania pare favorire la riproduzione: dopo Knut, Antares e, a Dortmund, ben sette leoncini albini!!! Precisiamo, in natura ne esisteranno poco più di una decina!!! Trasferiamoli tutti in Germania e, tra un ventennio, raggiungeranno il numero delle pantegane nelle nostre campagne!
Concordo con il divieto di possedere cuccioli di felino perché stanno bene dove madre natura li ha fatti nascere e, dato da non sottovalutare, nel giro di pochi mesi, gli stessi teneri e puffosi cucciolotti arrivano a pesare centinaia di chili e, a quel punto, il pericolo non sono più le graffiate… se ti arriva un’unghiata, sei sfregiato a vita, sempre che non ti abbia lacerato un’arteria che allora… comunque a me piacciono anche da adulti! Adoro i felini!

giovedì 13 settembre 2012

L’idraulico per la caldaia



È un computo matematico, quando si è di fretta per un appuntamento, oppure la domenica mattina, quando assonnate e in grado solo di trascinarsi dal letto al tavolo in cucina per la prima colazione, o ancora quando si deve partire per le vacanze il giorno successivo e già le valigie ti occupano metà della giornata…ecco, quello è il momento in cui si rompe la lavastoviglie, la lavatrice inizia a perdere o il rubinetto continua a gocciolare! Si sa, è quanto di più snervante possa accadere, anche perché con tutta la buona volontà…  In queste circostanze, non c’è mai un idraulico a portata di mano e sembra che tutti siano avvocati, medici, giornalisti, district manager, ma di un semplice e utilissimo idraulico neppure l’ombra e il marito non è in grado di distinguere un cacciavite da una pinza, o meglio lo distingue, ma da lì ad usarlo con competenza… del resto ha un altro lavoro!
E’ la legge di Murphy… e purtroppo non sbaglia mai!

Oggi sono in attesa dell’idraulico per il controllo annuale della caldaia, previo appuntamento,  e sono già in agitazione, perché mi infastidisce avere operai per casa, anche quelli silenziosi, che non cercano di coinvolgerti in chiacchiere delle quali non ti interessa nulla, anche quelli ordinati e attenti a non rigarti tutto il parquet di casa o a non far cadere la tenaglia sulla tua bella penisola o a non sporcarti tutti il bagno con la scusa che deve provare il rubinetto per l’accensione dell’acqua calda. Non so spiegare il motivo, ma tiro un sospiro di sollievo solo quando se ne va. Per il momento è in ritardo di 15 minuti e, ovviamente, il mio fastidio aumenta. Non posso neppure rimproverarmi di non aver manualità nel settore perché ormai tutti gli interventi, anche minimi, devono essere certificati da idraulici diplomati…eh, se anziché l’archeologia e la letteratura mi fosse piaciuta l’idraulica!!!

mercoledì 12 settembre 2012

PINGU, COME DIMENTICARLO?


Il piccolo di casa, dallo spirito indipendente ma ancora fragile e di una tenerezza indescrivibile, aveva conquistato la mia bimba e la sua mamma… Su uno sfondo di ghiacciai perenni, con un igloo per casa, dove vivere con mamma, papà e una sorellina, Pings, foche per amiche, pochi oggetti tipici – una pala, una slitta – e solo una sciarpa e un cappello per indumenti, Pingu vive le sue avventure rocambolesche che lo portano sempre a combinare qualche guaio, a essere sgridato e poi coccolato dalla mamma. Il linguaggio è poco comprensibile perché pur parlando l’italiano emette suoni simili a quelli dei pinguini…insomma un “paperino disneyano del ghiaccio”, altrettanto simpatico e adorabile.


1° GIORNO DI SCUOLA!!!

Auguri a tutti coloro che, docenti e studenti, oggi iniziano un nuovo anno scolastico! Che sia carico di scoperte, avventure e stimoli!!! In bocca al lupo alla mia Giulia( e a tutta la sua classe) che, felice per gli insegnanti che le sono stati assegnati, inizia( a dire il vero già rimpiangendo le vacanze) quella che, secondo la tradizione, sarebbe stata la prima liceo classico!



lunedì 10 settembre 2012

IL CROISSANT…LO ADORO!




Posso affermare con  la certezza di non smentirmi che il croissant è il dolce che prediligo: liscio, integrale o con il ripieno di marmellata all’albicocca. Non lo mangio mai al cioccolato o con il ripieno di crema: non mi piace.
Tutti pensano al croissant come a un dolce tipico della cucina francese e passeggiando per Parigi o per altre cittadine di Francia le boulangéries vendono tante baguettes quante  brioches !
Quando si pensa a questa delizia, viene subito in mente un profumo di sfoglia burrosa, da accompagnare a un tè o da riempire con formaggio ed affettati, sì perché pure in versione salata mi stuzzica! In realtà la vera storia di questa leccornia è avvolta dal mistero: si raccontano varie leggende sulla sua nascita, ma nessuno sa quale sia la vera. La versione più antica risale al 1683, quando i turchi ottomani attaccarono Vienna. La leggenda racconta che un panettiere, che si era attardato al lavoro, avrebbe sentito i turchi intrufolarsi nella città e avvisato i militari, salvando così  la città e cucinando poi un dolce a forma di luna che ricordava l’emblema dei turchi islamici: dare un morso a questo nuovo dolce simboleggiava l’atto di “mangiare” i turchi.
Di tale leggenda esiste anche la versione ambientata a Budapest.
Un’ altra tradizione tramanda che sia stata  Marie Antoinette a dar origine a tale dolce: il re Luigi XVI l’aveva portata in Francia e sposata all’età di 15 anni e pare che ciò che mancasse di più alla giovane principessa fosse il «kipferl», il tradizionale dolce austriaco che  venne copiato, diventando così famoso da essere ritenuto un’istituzione dolciaria francese.
Un’ulteriore leggenda racconta che un soldato austriaco, una cinquantina d’anni dopo la morte della famosa regina – povera! Decollata nell’ottobre del 1793! -, avrebbe aperto una boulangérie a Parigi importando prodotti nazionali, tra cui il kipferl, perciò il croissant non sarebbe altro che il kipferl austriaco importato in Francia e rinominato croissant all’inizio del XIX secolo.
Che la famosa brioche non sia francese? A me poco importa quali siano le sue origini, ringrazio chi l’ha inventato e ne ha favorito la diffusione…grazie, grazie, grazie! Certo mi piacerebbe sia stata Maria Antonietta, per la quale ho sempre nutrito una certa simpatia, e non solo perché regina di Francia (tra l’altro se dovessi scegliere un re, opterei per Luigi XIV, il “Re sole” e non certo per Luigi XVI, anche perché vista la fine…), ma perché figlia di Maria Teresa d’Austria, altra figura femminile che apprezzo e noi, in Lombardia, le dobbiamo molto! Comunque…EVVIVA I CROISSANTS!!!
P.S. : Des Gâteaux et du Pain, al 63 di Boulevard Pasteur, è risultato il vincitore del premio per il miglior croissant di Parigi 2012! Alla prima occasione ci dobbiamo andare, vero Marcella???

domenica 9 settembre 2012

In spiaggia…



Un ultimo weekend al mare, prima che gli impegni lavorativi e gli ovvi mutamenti climatici impediscano di godere ancora di un sole così caldo da consentire una bella nuotata e poi stendersi a rinvigorire l’abbronzatura.
Non riuscendo a leggere un buon libro per il riverbero del sole e le scomode posizioni che dovrei assumere, mi piace trascorrere il tempo nell’osservazione degli altri bagnanti: le due signore anziane, con eleganti e castigati costumi interi, che chiacchierano tra loro, il palestrato che si compiace di quanto il colorito e l’olio abbronzante mettano in risalto bicipiti e pettorali, un papà magro e altissimo, che non deve aver trascorso altri precedenti giorni al mare, costretto a mostrare il segno della maglietta a mezze maniche ( quella delle probabili passeggiate in montagna effettuate qualche tempo prima) che, come dire, non ne evidenzia l’avvenenza e, enorme sorpresa, una “signorina” sessantenne che, con nonchalance, porta ancora una cuffia da bagno con fiori applicati ( non ne vedevo da quando ero piccola!) che suscita sorrisi e i commenti poiché, per quanto si usi il vintage…



La mia attenzione è poi attratta da alcuni bambini intenti a giocare con secchielli, palette, rastrelli e formine.
Le adoravo quest’ultime per le loro forme: le mie preferite erano quelle a torta e a stella marina! Quanto mi piaceva riempirle di sabbia bagnata, compattarla e, sollevatele con delicatezza, osservarne le forme riprodotte sulla spiaggia.



Non ho mai avuto il secchiello dalla forma di torre, con il quale chi lo possedeva riproduceva una costruzione merlata che io invidiavo per il vantaggio che consentiva nella costruzione di castelli di sabbia.
Il mio sguardo cade su una bambina del gruppo, accompagnata dalla mamma a fare il bagno in mare… la osservo cimentarsi in un tuffo, si fa per dire, con un fantastico, coloratissimo salvagente di Barbie.

Non so cosa avrei dato da piccola per averne uno simile! Mia madre, con la scusa della maggiore sicurezza, mi acquistava sempre e solo salvagente bicolori, bianco da un lato e arancione dall’altro, convinta che tutti gli altri fossero vezzosi e, in quanto tali, poco sicuri, mal sigillati e con la valvola difettosa.
Sorrido al ricordo e mi dico che ne devo avere subito un trauma che ancora non sono riuscita a superare. In fondo mi disturba ancora il non aver mai avuto un salvagente più divertente e variopinto.


La vita da spiaggia non è poi cambiata di molto, al di là della riduzione dei  centimetri di stoffa per i costumi femminili e, ahimè, degli improponibili perizomi per bimbe di 4/5 anni … aiuto, salvate quelle bambine!!!
Beh, di certo mia madre non me l’avrebbe fatto indossare, da brava morigeratrice di costumi qual era. In tal caso… brava mamma!
P.S. Nemmeno io l’ho fatto indossare alla mia piccola!

venerdì 7 settembre 2012

Fermandomi a osservare…


Mi è successo qualche giorno fa, mentre in attesa di un’amica, ferma a un incrocio prospiciente i giardini "alla francese" della mia città, ho iniziato a osservare ciò che mi circondava. Lo sguardo è stato catturato da una figura di spalle: una donna anziana, anzi l’aggettivo vecchia rende meglio l’impressione che ne ho avuto, ricurva su se stessa, quasi contorta e dal passo difficoltoso. La difficoltà nel camminare pareva aggravata dai sanpietrini sconnessi e dagli alti marciapiedi. Un’immediata e istintiva associazione di idee me l’ha fatta paragonare a un ramo di quercia, contorto per i venti che, nel corso della lunga vita, l’hanno sottoposto a fatiche inusitate, lasciandogli addosso il passare degli anni. Notai che l’abito di un’ inattesa vivacità di colori, stridente con il grigiore della giornata, poco si accompagnava al copricapo, un cappello blu o nero, dal quale spuntavano ciocche bianche di capelli. Il lento ondeggiare del suo incedere, forse anche per un improvviso alito di vento che si è alzato, hanno fatto sollevare leggermente e vezzosamente la gonna. Non vedevo dove posasse il suo sguardo, non sapevo dove fosse diretta, così tutta sola, con i soli alberi del viale testimoni del suo passaggio, ma con fatica ho distolto lo sguardo da lei, quando è sopraggiunto chi attendevo, e la sera il suo ricordo mi ha coccolata…chissà forse ho creduto di rivedere qualcuno che ho amato tanto.



lunedì 3 settembre 2012

Il giro del mondo in 80 giorni




Sarà che optare per un anno sabbatico e fare il giro del mondo è un sogno proibito, sarà che adoro viaggiare e amo i libri e quando la seconda passione coinvolge la prima sprofondo in un altro mondo, quello descritto nel libro, sarà che il viaggio vecchio stile, con treni, carrozze, mongolfiere…, mi ha sempre affascinata, sarà che il libro è scritto da Jules Verne, sarà che tutto inizia in una delle mie città preferite, Londra, o forse sarà che perdersi in un posto nuovo potrebbe essere un’avventura indimenticabile... ma questo libro mi ha sempre affascinata!



Il fascino da tipico gentleman inglese del protagonista, Phileas Fogg, che vive in una Londra di fine XIX secolo, abitata da uomini con bombetta, bastone da passeggio, soliti ritrovarsi in quei club sofisticati, per soli uomini, che vi si rifugiano per leggere libri, aggiornarsi con i quotidiani, fumare sigari, discutere di politica, di economia e poi sorseggiare il tè delle cinque ha qualcosa di coinvolgente – sarà perché è l’epoca nella quale avrei voluto vivere – ma, senza accorgermene, mi ritrovo a immaginare di viverci. Mi rasserenano quei costumi, le consuetudini e il ritmo lento delle giornate e, puff…eccomi là, magari a vivere al n.7 di Saville Row, nella casa di Fogg, quella dalla quale esce- per recarsi al Reform Club - e rincasa sempre alla medesima ora – perché quando si è precisi!!! – salutato e accolto dal suo fedele maggiordomo, J. Passepartout –anch’io voglio un maggiordomo!!!



Già tutto ciò sarebbe più che sufficiente per incantarmi, se poi aggiungiamo le avventure in luoghi lontani, esotici, quasi mitici per quell’epoca, sono del tutto conquistata.
Io avrei prolungato le soste per visitare i tanti luoghi meravigliosi nei quali approdano con i mezzi più arditi per quel periodo, e senza mai scomporsi,


 ma certo Fogg aveva la sua scommessa da vincere, aveva incontrato l’amore della sua vita e poi se ne voleva tornare nella sua bella ed elegante casa nel centro di Londra…come dire…chi non lo capisce?!


venerdì 31 agosto 2012

TUTTI PRONTI PER LA PIOGGIA



All’improvviso l’estate se n’è andata! Piove su molte città italiane. I temporali pare si estenderanno sull’intera penisola e le temperature si abbasseranno…il che non mi spiace: tornata a casa dall’ultima vacanza, il caldo mi pareva insopportabile, anche se più persone mi hanno assicurata che i giorni precedenti lo erano molto di più! Ora è arrivata Beatrice, che non è la figlia di Anna, una cara amica, ma una perturbazione destinata non solo a mitigare il clima torrido di agosto ma a condurci all’autunno. La pioggia sarà salvifica, soprattutto per l’agricoltura, ma incrociamo le dita…spesso, dopo lunghi periodi di caldo, è causa di disastri ambientali…chi può scordare quello delle cinque terre, lo scorso anno!
Quindi Beatrice fai la brava, scendi costante ma leggera, salva le colture, rinfresca le nostre giornate, ma non farci brutti scherzi!!!
E noi prepariamoci adeguatamente ...



giovedì 30 agosto 2012

L'inizio a scuola...tragicomico!



Ore 8.30: dovrebbe iniziare la prova scritta di italiano, ma il mio unico studente non risponde all'appello; qulche dubbio, ma la quasi certezza di vederlo entrare lentamente, con l'andatura a lui consona, m'illude e temporeggio, adducendo scuse poco plausibili: trovare parcheggio non dovrebbe essere difficile, dalla finestra vedo i tanti posti vuoti; forse un poco di traffico, ma abita a Lodi; che non si presenti non è possibile dato che ha solo due debiti, e allora...
Decido di far telefonare dalla segretaria preposta: risponde la madre che dà una risposta alla sua interlocutrice, la quale sgrana gli occhi e mi allunga il ricevitore... la voce tranquilla della madre mi "rincuora": il suo pargolo è a letto perchè convinto che l'esame si terrà domani. Annichilita, rispondo con la dovuta calma che se non si presenta risulterà assente e sarà automaticamente bocciato, perciò consiglio di svegliarlo immediatamente e di farlo precipitare a scuola. La mamma, sempre in modo pacato, si scusa - il figlio non deve aver tenuto conto che agosto ha 31 giorni- assicurandomi che provvederà subito.
Il ragazzo arriva mezz'ora più tardi, senza neppure scusarsi, e in un'oretta svolge il suo dovere: non posso commentare il risultato.


Alle ore 11.00 inizia una nuova tranche di esami: storia.
Il mio unico studente, non il medesimo di italiano, ma sempre della stessa classe, è il primo a presentarsi e alle 11.00 in punto apro la busta con la verifica scritta (sempre meglio, in caso di ricorso). Noto l'assenza della collega e del suo studente previsto in calendario: mancando entrambi non mi preoccupo. Con un lieve ritardo lo studente sopraggiunge e mi chiede conferma dell'aula e manifesta perplessità per l'assenza della sua professoressa. Lo invito a rivolgersi in segreteria e in vicepresidenza: ridiscende con il vicepreside che, notata l'assenza dell'insegnante, invita me a sottoporgli la verifica di recupero. Come non accettare?! Il mio studente termina dopo un'oretta scarsa...che bello penso di poter uscire prima del previsto e poter fare una commissione prima del pranzo deciso con alcune colleghe, ma no, mi sbaglio!!! Lo studente della collega assente si dilunga - è un suo diritto - e mi consegna il tutto alle 13.40!!!!!! Un'ora e 40 minuti dopo il mio!!!!!!

Il calendario degli impegni dei prossimi giorni non mi lascia respiro... beh, se in buon avvio d'anno si vede dai primi giorni, "sto fresca", come si dice  da noi!




mercoledì 29 agosto 2012

…e agosto se ne sta andando


Sì, il mese estivo per eccellenza ci sta lasciando, è agli sgoccioli e le giornate sempre più brevi ce lo ricordano giorno dopo giorno. L’estate durerà ancora per qualche settimana, ma confessiamolo, quando inizia settembre nessuno più si sente in estate. Tutti riprendono il lavoro e pure le ore alla ripresa della scuola sono sempre meno … bisogna provvedere all’acquisto dei libri e del necessario per l’avvio delle lezioni. Quand’ero studentessa l’aspetto positivo di queste poche settimane alla riapertura dei cancelli delle scuole era legato strettamente alla scelta del nuovo diario, di penne e matite vezzose (anche al liceo), quaderni dalle copertine colorate e quel capo da indossare proprio il primo giorno di scuola. Ora, da insegnante, certi entusiasmi non li ho più, ma l’idea di conoscere nuovi studenti, di rivedere quelli già noti e il pensiero degli esami per la classe quinta costituiscono uno sprono considerevole: è tutto da rimettere in gioco, da variare perché ogni classe è a sé e non amo riciclare le medesime lezioni.
Certo una certa malinconia mi assale sempre…soprattutto con gli ultimi tentativi di trattenere l’estate: la sera da trascorrere un’ultima volta in veranda,



 un’estrema ultima festa in riva al lago dato che l’umidità serale non perdona e costringe al golf per resistere




 e le prime candele profumate 



che non servono più ad illuminare l’esterno delle nostre case, ma a scaldare l’atmosfera degli interni. Bisogna rassegnarsi e a me basta pensare a quanto adoro starmene al riparo nella mia casa, mentre fuori imperversa il vento autunnale e il freddo invernale.
Ogni stagione può regalarci momenti belli e carichi di allegria e poi non si dà mai un addio alla stagione che sta per concludersi, solo un arrivederci all’anno prossimo.

lunedì 27 agosto 2012

A te ...

Un augurio di buon compleanno, anche se da 22 anni non sei più con me fisicamente, ma sempre lì a proteggermi...il mio angelo custode. Grazie, mamma!


SECONDA VACANZA D’AGOSTO 2012 : VALENCIA



L’idea è venuta da un weekend di un amico che, con la figlia, ha scelto questa località per trascorrervi alcuni giorni alla scoperta di questa città del sud della Spagna. In effetti è stata un’opzione validissima: vista l’intera settimana a disposizione, ai tanti monumenti storici e moderni da visitare, abbiamo aggiunto un’escursione nei dintorni – Gandìa 



per il palazzo ducale dove visse Rodrigo Borja, meglio noto come papa Alessandro Vi, padre di Cesare Borgia, il Valentino, e di Lucrezia Borgia – a proposito della quale vi consiglio due libri che ho letto su di lei:M. Bellonci, Lucrezia Borgia ed. Mondadori e J. Kalogridis, Alla corte dei Borgia ed. Longanesi – e poi alcune giornate di mare, giusto per rinvigorire l’abbronzatura e rilassarsi tra una visita e l’altra.
La lunghissima spiaggia di Valencia 



mi ha fatto tornare alla mente quelle di Miami, che mi erano sembrate sconfinate, anche se la sabbia è piuttosto scura, ma con un bel mare pulito e poco affollamento.
Valencia ci ha sbalorditi: bellissimi palazzi art deco, anche a uso abitativo, riccamente decorati e di recentissima ristrutturazione – di uno me ne sono innamorata e vorrei viverci, cioè vorrei vivere in un palazzo identico, magari in una bella città italiana – splendidi musei, tra i quali spettacolare è quello della ceramica 



che, più che per i bei pezzi esposti, merita proprio per la struttura, una casa museo che lascia a bocca aperta e l’antica Borsa della seta, tanto per citarne alcuni; a fare da contraltare alle strutture del passato, la città delle arti e della scienza…



strutture avveniristiche con un interessantissimo e interattivo museo della scienza e un cinema ultramoderno dove abbiamo prenotato la visione in 3D di un documentario sugli abissi marini in età preistorica, seguendo le orme di un plesiosauro,



 essere realmente esistito del quale è stato rinvenuto lo scheletro di una madre con l’enorme feto nel suo ventre.
Le, a volte considerevoli, distanze tra le varie zone della città sono state affrontate in bicicletta, affittata nel nostro hotel, accelerando così gli spostamenti e favorendo l’attività fisica, che comunque non mancava per le tante strade fatte a piedi nel centro storico da un museo ad una chiesa,




 da un mercato (quello centrale 



e quello di Colòn sono splendidi!!!) ad una piazza, da un negozio ad un ristorante diverso a ogni pasto, da una yogurteria alle gelaterie…tutto fatto per prendere calorie e smaltirle prima che si manifestassero in tutto il loro splendore sui miei fianchi!
Devo trovare un difetto a questo luogo? …ehm, il caldo umido, anche se con una brezza piacevole, ma pur sempre umido!
Ora… ora sono a casa. Alcuni giorni di riposo e poi gli esami di recupero dal 30 agosto :((  del resto le vacanze sono apprezzate perché interrompono il lavoro, la quotidianità … se stessimo sempre in vacanza…IO SAREI FELICISSIMA!!!

domenica 26 agosto 2012

Prima vacanza agostana


Ospitati da un’amica in un piccolissimo centro del lago Maggiore, proprio all’estremo nord, poco prima del confine con la Svizzera, mai mi sarei attesa una vacanza per lo più oltre confine…risultata graditissima e piacevolissima. Alternando l’auto al treno ci siamo inoltrati oltralpe a giorni alterni. Percorsi di viaggio tra paesaggi naturali splendidi per raggiungere meravigliose cittadine storiche, dalle ricche testimonianze antiche, di quei periodi della storia europea che hanno segnato in qualche modo gli eventi. Qualche giro sul lago, il pranzo di ferragosto a Stresa, 



gite in alta montagna (ma non eravamo sul lago???) e la visita a un centro di recupero per animali feriti, dove ho visto caprioli di una tenerezza infinita



 - e dire che ne adoro la carne, soprattutto con la polenta :(( -, un’interessante escursione a Susa con i suoi resti dell’età di Augusto. 
Mercatini, piccoli deliziosi centri, alte montagne e stupende chiesette medioevali hanno caratterizzato le nostre giornate.
Invitanti ristorantini hanno fatto a gara nell’attirarci a gustare piatti tipici, ma poi abbiamo ordinato un risottino con funghi e verdure che mi ha fatto tornare alla mente un piatto simile che alcuni miei studenti hanno sfacciatamente mangiato di fronte a noi insegnanti, che avevamo ordinato altro, durante la scorsa uscita didattica a Strasburgo… buonissimo!




 L’appagamento culinario vuole la sua parte!!!
Bella e varia vacanza!

martedì 7 agosto 2012

IL BURRO SALATO…UHMMMMMMMMM!!!



La prima volta che l’ho assaggiato, più per curiosità che per gola, ero in Francia…ed è stato amore! Da allora, ovunque mi capiti di trovarlo, lo assaporo, spalmato sul pane, e fatico ad avanzarne un poco. Mi dico di pensare ai grassi, alle calorie, ai fianchi, ma intanto lo mangio con gusto!!! Quando poi mi è stato offerto con del prezzemolo fresco tritato e ad esso mischiato, su una focaccina semplice, semplice, ad Antigua…beh, il gradimento ha raggiunto il vertice.
Lo ammetto, qualche volta l’ho acquistato, ma mi riprometto di non farlo più di una volta l’anno…la linea va tenuta sotto controllo !?
Risultato è che, quando me lo servono, è una sorpresa…graditissima!!!


venerdì 3 agosto 2012

L’ABILITA’ DI ALCUNE MANI …NON LE MIE, SIGH!!!


Da sempre una giornata a Venezia è sufficiente per appagare la mia passione per l’arte, per vivere in un’altra dimensione e per deprimermi di fronte alle mie limitatezze. Cucio quel che basta per riattaccare un bottone o rammendare un forellino sul glof di turno di mia figlia, ricamo solo a punto croce e senza grandi risultati, non so disegnare bene, al massimo ricopio discretamente disegni altrui se sono in giornata buona e lasciamo perdere la pittura e la scultura…non saprei da dove iniziare, nonostante allo studio delle tecniche artistiche abbia dovuto dedicare più di un esame universitario – ma si sa che l’estro e l’abilità manuale non si acquisiscono dai libri -.
A Venezia i miei limiti si palesano a ogni angolo: se mi reco a Burano mi meraviglia come da un semplice e banale filo di cotone abili mani ricavino, tra l’altro procedendo in maniera così veloce che non riesco mai a cogliere i passaggi nel dettaglio ( non che mi servirebbero a un granché, ma comunque…), centrini complicatissimi;




 a Murano resto affascinata da come i vetrai, soffiando e manovrando quell’amalgama di acqua e sabbia, sappiano creare opere d’arte elaborate e dalle proporzioni perfette;






 in giro tra le calli su una semplice porcellana bianca dita veloci e sicure decorano intricate composizioni fitomorfe che lasciano a bocca aperta, sapete quella che a fatica riuscite a richiudere tanto è lo stupore?!




 Insomma è una città che amo, perché è romantica, affascinante, insolita, ricca di arte… ma è maledettamente sfacciata nel ricordarmi quante cose non so fare!  


Me tapina!!!  

giovedì 2 agosto 2012

Le Olimpiadi – Londra 2012


Dal 27 luglio al 12 agosto terranno incollati al video televisivo milioni di italiani, pronti ad ammirare i grandi dello sport e a sperare di vedere arricchire il medagliere dell’Italia.
Io stessa, tornata dalle vacanze, accendo la TV e la sintonizzo sul canale che trasmette in diretta le gare e, incredibile, seguo, con maggiore o minore attenzione, tutte le gare nelle quali sono coinvolti squadre o atleti italiani. In realtà io attendo con impazienza alcune discipline olimpiche quali la ginnastica artistica, la ritmica e il nuoto sincronizzato.
 Sono stata appagata dalla splendida performance del fioretto femminile, che mi sarebbe piaciuto praticare al punto che se mi dovessi immaginare sul podio olimpico, ovviamente sul gradino centrale - tanto sto sognando e non mi costa nessuno sforzo – ad ascoltare il nostro inno ( per me il più bello, al di là che sia quello italiano, perché festoso e commovente), sarebbe per aver vinto in questa disciplina…sarà perché mi ricorda i duelli di un tempo, quelli da tenersi per onore, all’alba dopo un guanto dato sulla guancia…ah, che animo romantico… certo forse sarebbe stato meglio essere la dama oggetto del contendere che non uno dei due cavalieri pronti a rimetterci la vita!!!
Da bambina ho praticato per alcuni anni ginnastica artistica e me la cavavo piuttosto bene, ma nulla a che vedere con le atlete che si esibiscono in questi giorni, anche al di là del fatto che ero troppo alta per poter anche sperare di gareggiare a livello regionale o, men che meno, nazionale…mi mancava quel quid senza il quale non primeggi!!! :(
La ginnastica ritmica, con quei volteggi, soprattutto con palla o nastro, è sempre stata irraggiungibile, anche perché nella mia città nessuna scuola l’insegnava e comunque anche qui il quid non c’era! :((
Per il nuoto sincronizzato poi sarebbe stata un’utopia solo pensarci: ancora oggi preferisco nuotare dove so che posso toccare il fondo con i piedi, perché il non poterlo fare mi mette ansia e mi toglie il piacere di nuotare, figuriamoci compiere evoluzioni sincrone con delle compagne, immergendosi, volteggiando, trattenendo a lungo il respiro, senza mai posare il piedino o farlo, raggiungendo alcuni metri di profondità, ma solo per prendere la spinta ed emergere, tutta sorridente, nonostante la fatica, con mezzo busto…e dove la trovavo quell’energia??? Mai avuta, credetemi!!!  :(((   Però invidio tanto le atlete che lo fanno e le apprezzo moltissimo anche perché i loro movimenti sono la quintessenza della grazia!!!
Il nuoto sincronizzato è stato introdotto tra i giochi olimpici dall’edizione del 1984, tenutasi a Los Angeles, ma resta indelebile nella mia memoria un film, Bellezze al bagno con Esther Williams, vincitrice a soli 15 anni dei 100 metri stile libero femminili in California e che avrebbe dovuto partecipare alle olimpiadi, intento preclusole dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale che fece saltare due edizioni consecutive dei Giochi Olimpici dell’era moderna. In quel film la Williams era così aggraziata da illudermi che sarebbe stato facile volteggiare sott’acqua… i primi, improvvisati e goffi tentativi mi hanno subito ricondotta alla realtà … e ho abbandonato ogni velleità in tale ambito!



Ora resto in attesa di ammirare chi ha le doti e la volontà necessarie per meritarsi il podio e regalarci qualche medaglia di cui essere orgogliosi! Incrociamo le dita!!!

martedì 31 luglio 2012

Taormina: seconda vacanza di luglio 2012!


Volevo una vacanza rilassante, di quelle nelle quali ti sdrai al sole, ti riposi, gironzoli e magari ti allieti la giornata con qualche monumento di quelle antiche grandi civiltà del passato che tanto amo, la greca e la romana. Senza troppe ore d’aereo e, speravo, senza perdere tante ore nel viaggio, ho optato per questa famosa località della Sicilia.
In realtà, contando dall’ora in cui siamo partiti da casa per raggiungere l’aeroporto di Milano Malpensa, l’attesa, il volo, il trasferimento da Catania ( Taormina non ha un proprio aeroporto) sono trascorse quasi 7 ore!!! Idem per il ritorno e sempre con levatacce!!! Se penso che per andare a Bruxelles mi sono imbarcata a Linate e per la Sicilia, in Italia quindi, da Malpensa…non commento!!!
Giunti in hotel, beh, siamo stati compiaciuti: un hotel ricavato da una villa del 1922, rimodernato, elegante, raffinato con ampi spazi, camere luminose, bagno curato e una vista spettacolare sullo stretto di Messina e la costa calabra a illuminarsi la sera, regalandoci uno spettacolo degno di lode! Il tutto circondato da una natura rigogliosa.Il personale cortese e attento.




 Ma dopo un’ora distesa ai bordi della splendida piscina dell’hotel, il cielo si copre di nuvole e tutti gli ospiti restano stupiti…a luglio, in Sicilia, il cielo plumbeo?!
Il lunedì…coperto e piovoso: inizio a innervosirmi, anche perché, con il “tatto” che ho scoperto contraddistinguere i locali, ci viene detto che il maltempo lo portiamo noi dal nord: alla seconda volta che me lo sono sentita dire, non ho resistito…e ho precisato che forse sono i siciliani a diffondere l’idea del perenne sole insulare… idea alla quale ho sempre creduto poco e del resto le previsioni, nell’era della globalizzazione, non sono un  qualcosa di ignoto per chi vive altrove!!! Non me l’hanno più ridetto!!!
Taormina è una piccola ma graziosa cittadina che, però, non conserva al meglio i tesori del suo passato…peccato!!!







Bei negozi e un’infinità di ristorantini, ma la cucina siciliana mi ha un po’ delusa: ogni sera cambiavamo ristorante, e non quelli più turistici, che abbiamo accuratamente evitato, ma, nonostante cambiassi sempre tipo di pasta, il sapore era sempre lo stesso: pomodoro con prezzemolo e tanto, troppo olio, che coprivano il sapore delle cozze, delle vongole, del peperoncino della pasta all’arrabbiata o del sugo alla Norma!!!!!!
A parte l’ultimo ristorante, nel quale il personale e il cibo sono stati da noi apprezzati, negli altri la cortesia è risultata un’emerita sconosciuta e il tentativo di non farci pagare né con la carta di credito né con il bancomat, per poi non lasciarci la ricevuta fiscale non mi è piaciuto!



Ora, io ho scelto Taormina per il mare che era anche bello, ma le spiagge?! Sabbia mista a sassolini?! Mi fossi fermata in Liguria, sarebbe stato lo stesso! Spiagge non troppo pulite…ai Giardini Naxos?!
Sono rimasta delusa!
All’estero il servizio di trasporti, trasferimenti, cene, ecc… è a ben altro livello!
So dove NON andrò l’anno prossimo, anzi a cominciare dalle vacanze di agosto di quest’anno!
Le autorità di regioni, provincie e comuni di molte aree italiane non dovrebbero più lamentarsi se in molti prediligono le vacanze al di fuori dell’Italia!