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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

mercoledì 31 luglio 2013

ADORO LE TORTE SALATE!!!


Le mode, anche quelle culinarie, influenzano le nostre abitudini e a me piace quella del brunch domenicale, una commistione tra la prima colazione e il pranzo, domenicale perché si presume che di domenica si dorma più a lungo così da svegliarsi troppo tardi per un petit déjeuner come si deve e si preferisca gustarsi i dolci e i piatti salati con poca formalità, risolvendo così la questione pranzo.
Usanza propria del Nord America e delle Isole Britanniche, si sta diffondendo pure da noi, almeno da me.
Io non esagero preparando bacon, uova, frittelle e arrosti, ma mi accontento di qualche dolcetto e di 2 o 3 torte salate tra cui scegliere. Il bello è che le torte salate si possono preparare in anticipo, anzi fredde a me piacciono di più, soprattutto in estate, da servire anche durante un picnic, organizzato come alternativa alla solita domenica tra le mura domestiche, o in terrazza. Le ricette per le torte salate sono infinite, praticamente ci si può mettere di tutto, facili e golose. Io amo quella con le erbe aromatiche e il formaggio di capra, o con quello light per mantenere la linea, quella con i porri e lo speck, con ricotta e spinaci o con cipollotti ed Emmentaler.
Se poi, in pirottini dai colori delicati, si preparano veloci cupcakes…il lato godereccio di ognuno è appagato.
 Le foto allegate dei cupcakes sono tratte dal sito www.fancyflours.com e da cupcakesonline.com

lunedì 29 luglio 2013

Quei due cappelli di paglia…



Ieri pomeriggio, in Versilia, di fronte a un mare luccicante sotto il sole, assopita dalla canicola imperante, in un momento di pausa dal rilassamento assoluto, mentre me ne stavo distesa sul lettino ad abbronzarmi e a godermi la brezza marina, quando soffiava, mi sono messa a scrutare l’orizzonte e le file di ombrelloni, sotto i quali è sempre un brulichio di vite… Lo sguardo, a dire il vero un po’ appannato, ha colto scenette di ogni genere: l’immancabile rito della crema da spalmare che qualcuno spalma a qualcun altro, una signora che fuma una sigaretta ( Allarme! Ma non sa che l’accoppiata fumo-sole sono il peggio del peggio per la pelle!!!), due vicine di ombrellone ridere, chissà per cosa, un bambinetto fare i capricci, un neonato che se la dormiva a dispetto di tutto e un venditore di parei e salviettoni da mare che, con la scusa di mostrare la mercanzia, si riposava seduto su un lettino, speranzoso di vendere. Ho proseguito nel mio monitoraggio sino a due cappelli di paglia che spuntavano da due sedie a sdraio: non riuscivo a scorgere chi li indossasse, dalle mani, che intravvedevo, due donne ( e meno male data la vezzosità dei copricapo!) prese dalle confidenze, o forse solo ben educate, che non strillavano i fatti loro a tutta la spiaggia, come facevano i due corpulenti uomini russi dell’ombrellone vicino al mio. Un cappello denotava un gusto classico, elegante e romantico: tesa larga, ondulata e fiori rosa su un nastro,


 l’altro più sobrio, con una semplice fascia scura, quasi austero.


 La fantasia ha cercato di immaginare i volti che i cappelli proteggevano. Il primo mi ha indotto a pensare a una signora con la messa in piega recentissima, un tocco di rossetto rosa, in tinta con lo smalto che ho intravvisto, e un volto distinto, raffinato; l’altro a celare un viso più abbronzato, forse più segnato dalle rughe e comunque più massiccio, non bello ma interessante e rivelatore di una volontà di ferro. Chissà perché ho perso tempo in queste ipotesi? Ma che altro avevo da fare!
Mi sono sdraiata di nuovo ma, sentendo le due signore muoversi, una ventina di minuti dopo il mio farmi gli affari altrui, mi sono rimessa a sedere per vederle, quasi cambiasse qualcosa! Beh, che sorpresa! Sono risultate essere  l’esatto contrario di quello che avevo supposto! Va beh, i cappelli mi hanno fuorviato e ho attribuito all’una caratteristiche dell’altra… Rivestitesi, si sono scambiate il cappello che, chissà perché, si erano prestate. Ma, allora…

sabato 27 luglio 2013

Il nome è stato scelto…


George Alexander louis

Il Royal Baby ha un nome: George Alexander Louis. Per tutto il mondo sarà Sua Altezza Reale il Principe George di Cambridge.
 Solo tre i nomi attribuitigli, pochi rispetto alle consuetudini. I prescelti hanno tutti un forte legame con il passato, con la storia inglese e la famiglia reale, ovviamente. 
Il piccolo porta il nome del suo trisavolo, il padre della regina Elisabetta II, quello del quale si è tanto parlato per essere salito al trono dopo l’abdicazione (nel 1936) del fratello e legittimo erede Edoardo VIII.
 Alexander, il secondo nome, rimanda ad Alexandra, il secondo nome della regina Elisabetta.

           Infine, Louis: forse un omaggio a Lord Mountbatten, lo zio preferito di Carlo, ucciso dall'IRA nel 1979. Louis è anche l'ultimo nome del neo papà, il Principe William.

Una curiosità: quando salirà al trono come re del Regno Unito, potrebbe mantenere il nome, quindi essere Giorgio VII, o sceglierne un altro, a sua discrezione… per ora deve crescere e confidare che il nonno, Carlo ( che strano questo tono confidenziale!), oltre al padre, William, i due che lo precedono il linea di successione, si spiccino a svolgere il loro rispettivo ruolo di monarca, anche se, vista la longevità delle donne di casa Windsor…
George era il nome che più ci si attendeva e, nella forma inglese, a me piace, così come il secondo, mentre il terzo… va beh, se si tratta di un ricordo familiare…
Ora, anzi da venerdì scorso , la sua celebre nonna paterna se ne sta in vacanza, nella residenza estiva di Balmoral, mentre lui, il piccolo si casa, con la mamma, si è già trasferito in campagna, dai nonni materni, a Bucklebury, nel Berkshire: buone vacanze, principino!!!
 



giovedì 25 luglio 2013

Buono come il pane…non ce n’è!


Di sicuro non è l’alimento più consigliato per la dieta, che demonizza tutti i carboidrati, ma quando ho fame, quella vera, non dettata dalla gola per un dato cibo, è al pane che penso. La baguette alla francese resta il mio prediletto e l’adoro croccante, calda( è stato scientificamente provato che il pane caldo non faccia male, come credevano mia nonna e mia mamma!!!) e appena sfornata, come da tradizione. Si presta a soddisfare ogni mia voglia:bruschette con pomodoro fresco, aglio e sale, o con tonno, caprino e olive, o tonno, prezzemolo e cipolla ( su dai, non questioniamo sull’alito delle ore successive, tanto non c’è sempre lì l’amore della nostra vita da baciare tutto il tempo!!!) e, in alternanza, una sferzata verso il dolce, con burro ( un tempo, adesso glisso!) e marmellata! Ragazzi, non resisto…ma non ho alcun tipo di pane in casa, perciò il rischio è allontanato, puff!!!



mercoledì 24 luglio 2013

Il Royal Baby è nato!!!




Certo, non ha ancora un nome ma può fregiarsi, sin dal primo vagito, del “semplice” titolo di Sua Altezza Reale il principe di Cambridge e, come ogni comune mortale, dimesso dalla Lindo Wing del St. Mary’s hospital di Londra, se ne va con gli adoranti genitori nella sua casetta, che per il principino in questione è Kensington Palace, beato lui! Dopo le 24 ore previste dal protocollo, questo sì per tutte le neo-mamme della Gran Bretagna, non avendo avuto particolari problemi, Sua Altezza Reale la Duchessa di Cambridge, Kate Middleton, è uscita al fianco di William ( se ripeto anche tutti i titoli che gli spettano questo post diventa infinito!!!) truccata e ben sistemata, beh, la parrucchiera personale e una sua assistente personale l’hanno raggiunta perché si presentasse ai fotografi di tutto il mondo nel migliore dei modi, senza però risultare artefatta, sfoggiando ancora un bel pancino, che sparirà in men che non si dica.


 Mi è piaciuto che il papà sistemasse il piccolo nel suo seggiolino per poi mettersi personalmente alla guida dell’auto, affiancato da una guardia del corpo in abiti civili e Kate, dietro, a fianco dell’erede, come una qualsiasi mamma. 


L’emozione era sui loro volti, perciò auguri ai due neo genitori e al piccolino di casa!


P.S. Quando è nata mia figlia, il neo-papà ha esposto sulla porta di casa nostra un annuncio creato e ricamato da me, devo dire delizioso, mentre per Kate e William… beh, quello ufficiale davanti  a Buckingham Palace. Eccolo…

“Sua Altezza Reale la Duchessa di Cambridge ha partorito in sicurezza suo figlio alle 4:24 pm. Il bambino pesa 8 libbre e 6 once.
“Il duca di Cambridge era presente alla nascita.
“La Regina, il Duca di Edimburgo, il Principe di Galles, la Duchessa di Cornovaglia, il principe Harry e i membri di entrambe le famiglie sono stati informati e sono felici della notizia.
“Sua Altezza Reale e il suo bambino stanno entrambi bene e rimarranno in ospedale per la notte.”




TRE VALIGIE DA PREPARARE


Avendo tre mete, una in successione all’altra, a distanza di un dì tra il rientro da una e la partenza per la successiva, avrò il mio bel da fare per vagliare, opzionare e scegliere quel che è necessario portare e quel che desidero avere con me in ognuna delle tre occasioni. Costumi: quanti? I nuovi, sempre, ma poi nelle foto avrò sempre i medesimi, quindi una cernita e relativa suddivisione vanno compiute. Santa pace, già una difficoltà! Il copricostume nuovo di zecca può andare bene anche per raggiungere le spiagge negli States, quindi… Tre o quattro abitini per il giorno saranno indispensabili per tutte e tre le mete, però la terza, a Madrid, sarà più breve, ma è pur vero  che me l’hanno descritta caldissima, per cui due cambi al dì sono da preventivare, Quelli per la sera, almeno questi, tutti diversi per ogni meta, con relativa foto a testimoniarmi nel tempo che abiti adorabili portavo. Poi sandali, ciabattine, bigiotteria e un paio di borse, oltre al cappello di paglia.
Certo che il tutto in un trolley?
Oh cielo, come fare?
Aiutoooooo…
…si accettano consigli!!!

Per ora so soltanto che partirò con un trolley ...




...strabordante!!!

martedì 23 luglio 2013

ZEPPE? ZEPPE, ZEPPE!!!


Non piacciono a tutte, ma tutte le giudicano comode e lo sono!
Personalmente le adoro per due motivi: porti i tacchi, comodamente, senza timore di incastrarti lo stiletto e ottieni un piede particolarmente piccolo. Non amo quelle con un plateau molto alto perché la loro estetica mi pare compromessa e perché impediscono la percezione del terreno sul quale si cammina, ma per il resto mi piacciono “un sacco”.
Quest’anno me ne sono comprata tre paia, che sono andate ad aggiungersi a quello della scorsa estate…direi che mi possano bastare.
Un paio sono rosse: vederle ai miei piedi e su una rivista mi ha inorgoglita, anche perché il loro costo è stato modico e non te lo aspetti se vengono immortalate su quelle pagine patinate, no?!




A tutte le zeppe victims…buona estate!

DOPO UN LUNGO INVERNO…LA VOGLIA DI UN BEL COLORITO SULLE GUANCE


Un weekend fuori porta, con un bel sole primaverile, basta a donarci un volto dall’aspetto sano e radioso ( beh, a me un solo weekend non fa un granché!!!); la nostra pelle sembra rinascere dal letargo invernale che l’ha ingrigita. La luce e l’energia solare ci danno un’altra faccia. Se il weekend non può essere fuori porta? Ci si rassegna o si ricorre a quegli espedienti che possono comunque offrirci l’illusione di non assomigliare a Morticia Addams: i fard, le terre e le polveri Bonne Mine caratterizzate da più tonalità che, miscelate con un grosso pennello, vanno stese su tutto il volto per ottenere l’agognato effetto pelle sana.

 Certo i make-up artists caldeggiano una base di primer o di BB cream per preparare la pelle ad accogliere queste polveri magiche…ma io sino a un paio di anni fa non conoscevo neppure l‘esistenza di primer e BB cream: come avrò mai fatto a sopravvivere?! Oh, me tapina!!!


lunedì 22 luglio 2013

PERLINE IN PASTA VITREA PER UNA COLLANA ETNICA

Sfogliando una rivista, un’immagine cattura la mia attenzione: al collo della modella, a coprire il nudo sotto una giacca verde ottanio…una cascata di fili di perline di vario formato e colore! Una luce nella mia mente e la decisione è presa! Ecco come utilizzare quelle perline irregolari, policrome che il marito mi aveva portato dal cuore dell’Africa, in visita alla missione di un suo zio. Mi sono sempre piaciute ma un solo giro al collo e uno al braccio non rendevano ragione al prodotto artigianale, forse un po’ rozzo e opaco, ma proprio per questo mi era piaciuto sin dall’inizio. Unite ad altre, che negli anni si sono accumulate, complice inconsapevole anche la mia mamma che aveva uno spirito più hippy della sottoscritta e che non aveva mai disdegnato l’etnico, voglio ottenere un risultato simile al ritaglio di giornale che ora conservo gelosamente per non perdere l’ispirazione. Sono solo da infilare, quasi a casaccio, o con voluta non curanza, e via…tranne per gli orecchini che abili mani dovranno aiutarmi a confezionare o, diciamola tutta, dovranno realizzare per me!





MIA FIGLIA E LE ZANZARE


Qualche sera fa. La fanciulla se ne torna bel bella dall’uscita con gli amici. Non paga, messasi a letto, deve stare perennemente in contatto con loro perciò l’I Pad è di aiuto: le consente di starsene comodamente sul letto, anziché alla scrivania, e passare da face book e twitter a whatsapp col cellulare. Finestre spalancate e luce accesa che, in una serata estiva nella pianura padana, è come rilasciare una dichiarazione :”Ehi zanzare, accomodatevi!”. La mattina seguente me la ritrovo sul divano, in sala: si sveglia al mio passaggio e le chiedo il motivo. Con sguardo feroce, maledice le zanzare. Capisco:sono tra gli esseri più noiosi, ronzano e pungono, che altro vogliono da noi umani? Tuttavia, giocando con la fantasia, mi dico che, la sera precedente, quei fastidiosi insetti, adocchiata la situazione, con un fulmineo passaparola ( chissà, magari con un whatsapp per mosquitos…), avranno diffuso la notizia tra loro e, intuendo il lauto banchetto che la mancanza di senno di mia figlia aveva messo a loro disposizione, avranno pensato “Stasera si beve alla grande!”. Accantonata la mia fantasia, mi accingo a controllare eventuali ponfi su gambe e braccia della mia creatura!


domenica 21 luglio 2013

Una serata in gelateria


Ieri sera, con amici di vecchia data, sono andata in una nota gelateria nel centro di Crema, famosa per la squisitezza del gelato di loro produzione. Sarà perché è l’annata giusta, ma mi sono pregustata la coppa di gelato, che avrei mangiato, per l’intero pomeriggio.


 L’idea stessa mi ha riportato a quando eravamo teenagers e la gelateria era una meta frequente: ieri, in realtà, la scelta è stata effettuata per evitare la “notte bianca” nella mia città. Nulla in contrario che la si effettui: i negozi ne traggono vantaggio economico e una fiumana di persone si riversa nelle strade, divertendosi. Io, dopo le prime volte, non dimostro più alcun interesse: la troppa confusione e la mezz’ora necessaria per percorrere ognuna delle vie principali, a causa della ressa, mi fanno desistere. Ecco il motivo del trasferimento altrove, pagato a caro prezzo perché poi non hanno concesso il rientro, benché residenti nel centro storico, sino alle tre di notte!!! Non commento!



Lo shopping, lo effettuo di giorno (e poi sono sempre gli stessi negozi!!!) e, se devo gettarmi tra la folla di una “notte bianca”, allora è  a Milano a cui aspiro, soprattutto lungo i navigli. 
Qui è tutto un déjà vu!


NON SOLO BRACCIALETTI CRUCIANI


O li avete o li avete visti al polso di vostra figlia, di una vostra studentessa o di un’amica, a prescindere dall’età. Braccialetti in pizzo macramè, realizzati ad ago, di tutti i colori e per nulla a buon mercato, ma tanto di moda. 

Sono un “must-have” ma io non ne ho: mi pare troppo da bambina o ragazzina, anche se li trovo deliziosi con i cuoricini alternati a quadrifogli a significare Amore e Fortuna. Poi, quando ce l'hanno tutte...Tuttavia, come vi dice il titolo di questo post, non intento dilungarmi sui noti braccialettini. Preferisco un altro prodotto del medesimo marchio… indovinato??? La nuova it bag: la Milano bag, in vitello con l’interno in camoscio. 
Mi piace in tutti i colori proposti, comprese quelle bicolori, e nei due formati, Petite e City. A voi il giudizio, ma a me piace comunque!!! Non cercate di dissuadermi!



sabato 20 luglio 2013

INVOLTINI DI FOGLIE DI VITE



La maggior parte delle mie colleghe è espertissima di cucina… si passano ricette, consigli e piccoli segreti senza i quali, pare, non si possa pranzare con cibi degni di tal nome, mah?! Io, non essendo particolarmente interessata all’arte culinaria, non partecipo quasi mai a tali conversazioni che, tra l’altro, mi annoiano pure un po’, tuttavia l’ultima settimana di scuola ho colto un riferimento godereccio agli involtini con le foglie di vite





 e  mi sono messa all’ascolto con attenzione, non tanto per poter riprodurre il piatto, quanto perché conservo un ottimo ricordo dell’unica volta che ho avuto la fortuna di mangiarne: a Istanbul, anni e anni fa. Di quell’occasione mantengo sensazioni piacevolissime: in viaggio con i due uomini della mia vita, mio padre e il futuro marito, per la prima volta in aereo e in visita a una città meravigliosa, con le sue moschee, la cisterna romana, il palazzo di Topkapi e i suoi tesori, la navigazione sul Bosforo e quindi la mia prima volta in territorio asiatico. Oltre a tutte queste meraviglie…gli involtini di carne con le foglie di vite… Non so bene se siano una specialità turca o greca, le stesse mie colleghe erano incerte, ma quel che posso affermare è che erano strepitosi, buoni, saporiti e belli a vedersi! Quando basta poco a far riemergere piacevoli ricordi…




Vernis à ongles


Avete mai fatto un click su www.loreal.it , alla sezione “mani”? Provateci e scorderete i soliti colori forti, come il rosso lacca, scoprendo una miriade di colorazioni innovative…io adoro il geranio!



 Non ho sempre osato con gli smalti: in passato prediligevo il bianco, ma solo con le mani abbronzate, il trasparente e un rosa tenue, quasi peau d’ange. In questi ultimi anni ho osato tonalità insolite, almeno per la sottoscritta: marrone scuro, rosa ciclamino, verde cupo, grigio, skyfall ( un nero-viola che è tra i miei preferiti), rosso Valentino ma anche un bel rosso cupo, bordeau e mattone, viola, corallo… Solo gli azzurri e il blu non mi conquistano proprio, a parte l’azzurro “Tiffany” che, comunque, preferisco sulle unghie altrui. E poi ho coinvolto le unghie dei piedi che prima tralasciavo.
Un bel colore di smalto da una sferzata, quasi impertinente, al mio adorato tubino nero, ma anche al serioso tailleur grigio scuro dei mesi scorsi, e al caftano, magari bianco, da sfoggiare al mare. Vorrei osare con la nuova moda di aggiungere una pennellata metal sulla punta, sopra lo smalto del medesimo colore: le riviste dicono dia un effetto chic inaspettato!!!



E non scordiamoci il “top coat”, a volte addirittura integrato, che preserva dalle scheggiature…ma come avranno fatto le donne del passato a farne a meno???
Il massimo è abbinare lo smalto al rossetto, certo magari non verde, azzurro o giallo, anche se ognuno deve sentirsi libero di conciarsi come preferisce, ovviamente.
Perciò quest’estate diamo il via a unghie ben curate e molto, ma molto colorate!


venerdì 19 luglio 2013

LO GIURO, LO GIURO INIZIERO’ AD ANDARE IN GIRO IN BICICLETTA!!!


Come mezzo di trasporto mi piace per quell’aria di leggerezza che la contraddistingue e l’immagine di una persona, donna o uomo che sia, anche con il più classico degli abiti da lavoro, che sfreccia tra il traffico cittadino o lungo il percorso riservatole mi fa simpatia. L’ho usata molto in passato, mentre in questi ultimi anni l’ho lasciata rilegata in garage e nelle mani di mia figlia. Mi farebbe bene: rassoda le gambe e aiuta la circolazione del sangue oltre a ridurre i tragitti che compio a piedi per il centro della mia città: deve essere la mia congenita pigrizia che me l’ha fatta dimenticare, lasciandola lì a impolverarsi. Tra l’altro ho letto di recente che l’uso della bici per 3 ore la settimana ridurrebbe del 28% la possibilità di morire anzitempo – e non è poco – oltre a farci contribuire alla salvaguardia del nostro pianeta abbattendo le emissioni di CO2 e a fare tendenza. Allora che sto aspettando? Dai pigrizia, lasciami stare, non fosse altro che per “fare tendenza”! :o



Foto da: www.giochiperragazze1.net

giovedì 18 luglio 2013

Tempi di crisi… di aspettative.




“È certamente vero che il benessere delle persone è determinato da aspetti quantitativi, a cominciare dal reddito e dalla speranza di vita, ma insieme ad essi contano anche gli stati soggettivi e gli aspetti qualitativi della condizione umana. È a tutto ciò che bisogna pensare quando ci si chiede se le giovani generazioni potranno, in Italia e in Europa, progredire rispetto alla generazione dei padri. La risposta è che debbono progredire nella loro complessiva condizione umana. Ecco qualcosa per cui avrebbe senso che si riaccendesse il “motore del desiderio”. Queste sono le parole pronunciate dal nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, parole che non andrebbero ascoltate o lette senza una degna riflessione, con superficialità o, fatto ancora più grave, indifferenza, perché tanto lui un potere concreto non lo detiene. Chi, come me, insegna vede ragazzi che a 17/18 anni non hanno aspettative, non credono di poter migliorare e, facilmente, soprattutto i più deboli, si abbandonano al lassismo, senza lottare e impegnarsi per il proprio futuro. Molti di loro non reputano credibile la politica italiana, sempre più volta alla critica reciproca che alla costruzione di un solido futuro per le generazioni future. Tanti non individuano più nelle istituzioni democratiche la capacità di risollevare le sorti dello Stato… ed ecco che gli estremismi affiorano, spesso solo a livello teorico ma, a volte, con evidenti atti vandalici o di bullismo, se non di violenza efferata. Tutti ci dicono che spetta alla scuola, al corpo docenti, il compito di fare riemergere “il motore del desiderio” nelle nuove generazioni, ma sono fermamente convinta che in primis sia la famiglia a dovere agire, facendosi portavoce dei giusti valori, con comportamenti corretti e insegnamenti adeguati… se il modello è alzare la voce, scaricare la colpa sugli altri e denigrare chi si attiene alle regole, non potremo che aspettarci futuri adulti che perpetreranno la medesima condotta, incapaci di accettare le proprie responsabilità, di prendere atto dei propri errori, di rispettare le regole e farsi carico di doveri.




UNA PASSIONE PER COLLANE, BRACCIALI, BANGLES E ANELLI ...



Una passione, non c’è che dire! Una passione che conduce all’ingordigia (forse il termine non è appropriato al contesto ma rende bene l'idea!)…ne comprerei continuamente senza saziarmene mai, per fortuna i costi mi obbligano a un limite!!!
Mi piacciono seri, eleganti ma anche vezzosi e colorati. Uno di loro addosso e l’abito cambia, anzi spesso ti vestono: sono dei particolari, degli accessori ma migliorano l’insieme, impreziosendolo. L’estate oltre tutto favorisce: sull’abitino tinta unita un tocco acceso lo rallegra, lo trasforma…eppure è il medesimo abito di qualche tempo fa, ma il nuovo bangle o la collana etnica lo rinnovano. Mi piace giocarci, alternarli e soprattutto rinnovarli!!!



martedì 16 luglio 2013

VECCHI NEGOZI DEI CENTRI URBANI: anche le vecchie insegne se ne vanno!




Ormai li vogliono cancellare dalla memoria…sigh,sigh! Li ricordo bene nelle due città dove sono vissuta da piccola! Quando, all’improvviso, ne ritrovo uno girovagando per una città, me ne compiaccio e rimango incantata a osservarlo.
Mi piace entrarvi e ogni scusa è buona per comprarvi qualcosa.
Una visita a una vecchia drogheria o confetteria solleva il velo del tempo e  consente di respirare l'atmosfera di un passato che fu, quando le merci non venivano esposte in  confezioni ermetiche, i dolcetti, le caramelle , i confetti erano in  grandi vasi di vetro. Ancora una volta la realtà di quando ero piccina rimanda a un racconto di Proust, e mi rivedo incantata davanti a quei “vasi di Pandora” che ora si trovano solo sulle bancarelle dei mercatini di antiquariato!  I tempi mutano, non c’è che dire!
Il bancone ligneo, i molteplici cassetti con le relative targhette a rivelarne il contenuto, le scale per raggiungere i piani più alti, che arrivavano al soffitto, la bilancia  e la cassa ingombrante e decorata erano i loro tratti distintivi.




La loro memoria pare fuoriuscire dalla letteratura di fine Ottocento, ma sono esistiti veramente, almeno fino a tutti gli anni Settanta del Novecento.
A gestirli erano gli stessi proprietari e solo qualche commessa che lì trascorreva l’intera sua vita lavorativa, affezionandosi al negozio e a coloro che l’avevano assunta quasi si trattasse della propria famiglia. La gentilezza e la disponibilità che manifestavano verso i clienti dovrebbero essere portati a esempio per molti commercianti odierni! Il negoziante metteva a disposizione la proprie esperienza e la propria competenza nella scelta del prodotto desiderato dal cliente.
Sacchetti di carta, a volte cartocci veri e propri, e scatole di legno o latta erano i contenitori delle merci da portare a casa. Certo oggi i centri commerciali e i supermercati prendono il sopravvento sui piccoli negozi, ma l’atmosfera e il fascino di quelli di un tempo…rimangono incomparabili!




venerdì 12 luglio 2013

Matrimonio estivo.




 Sul piacentino, domenica scorsa, in un castello ben ristrutturato, con un gran numero d’invitati, del tutto a me sconosciuti, a parte le colleghe convitate, una sposa, dall’abito elegante nella sua assoluta modernità, si unisce al suo sposo, altrettanto ben vestito e molto, molto emozionato, da far quasi tenerezza.
Una chiesa seicentesca ad accoglierli per il sì, gradita per la frescura nella calda giornata d’inizio luglio e per l’ampiezza che non ha costretto gli invitati in spazi ridotti. Signore di una certa età con i loro colorati ventagli impiegati con vezzosa eleganza, testimoni che a fatica sopportano la cravatta stretta al collo, due paggetti degni di una rivista patinata e i genitori degli sposi compunti e preoccupati che qualcosa possa andar storto.
Una montagna di coriandoli bianchi e azzurri, al posto del riso sconsigliato dal parroco celebrante, a cadere sui neo sposi, insieme ad alcuni petali di rosa gettati da una vecchietta, residente di fronte alla chiesa… che gesto gentile, ho pensato! Il pranzo nel ristorante poco distante: l’aperitivo con, ma perché, la solita scultura di ghiaccio che, tra l’altro, trasudava data la canicola estiva; i tre primi piatti, il secondo di pesce, il doveroso sorbetto al limone, il secondo di carne con infiniti contorni, il formaggio, l’insalata di frutta ( ma non la chiamavamo macedonia???) e infine una favolosa torta, a tre piani , decorata come un pizzo, di crema e cioccolato con una farcitura fresca e leggera di frutta esotica…slurp!!! Musica classica di sottofondo: che classe! Risate tra gli amici, uno scambio di parole e ringraziamenti con tutti, ma proprio tutti, sorrisi a profusione, fotografie con tutti… gli sposi, sfiniti, ci hanno salutati sfrecciando sulla loro auto d’epoca, di proprietà di uno zio, credo, verso il loro nido, lasciandoci un piacevole ricordo del loro giorno più bello!



venerdì 5 luglio 2013

…e quel profumo di tiglio!


Si diffonde nei centri storici, tra monumenti e palazzi, giardini e piazzette, sprigionando il suo profumo nell’aria. Ti sorprende, nonostante si ripeta ogni anno, proprio come l’aria di primavera. Pregnante e intenso ma allo stesso tempo delicato, benché  persistente. Albero ad alto fusto, che si confonde tra gli altri, preferendo farsi notare dal nostro naso che ne rimane piacevolmente colpito dalla fragranza. Mi riporta ai tempi di mia nonna, quando la vedevo prepararsi alla toilette della sua camera, dove il profumo del tigli, del cortile sottostante, si mescolava a quello del borotalco e della cipria( avete mai notato quanto profumassero di buono i trucchi di anni fa rispetto agli attuali? Smalti compresi? Mi è stato detto che in realtà quel buon odore era dato da sostanze nocive…sarà di sicuro così, ma ora gli smalti per unghie puzzano proprio!!!). Adoro lasciarmene avvolgere e tutto mi appare più bello.