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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

lunedì 30 gennaio 2012

LA TECNOLOGIA VA A ROTTA DI COLLO!!!


Tutto ciò che usiamo è in continua evoluzione, dall’automobile agli elettrodomestici d’uso quotidiano, dai treni e aerei all’elettronica. I progettisti devono essere sempre all’erta e riuscire a cogliere, se non anticipare, le nostre future esigenze. Sono loro che creano i nostri bisogni, quelli ai quali non avremmo mai pensato ma che poi diventano imprescindibili.
Questa corsa al nuovo, al meglio, al più complesso e avvenieristco è troppo veloce per me che mi affeziono agli oggetti, che non avverto subito tutte le esigenze che altri mi dicono dovrei avere e che non mi va di sacrificare denaro per l’ultimo modello di cellulare, quando il mio è ancora validissimo, ben tenuto e perfettamente funzionante.
Tuttavia c’è mia figlia a intervenire e a farmi sentire del Giurassico e allora, a volte, cedo, ma non sempre…io sono di un’altra generazione, non quella del “mordi e fuggi”.

domenica 29 gennaio 2012

I tre giorni della merla


Da oggi iniziano i fatidici giorni che la tradizione definisce "della merla". Tale definizione si fonda sulla leggenda della quale esistono più versioni, tutte giustificative del clima rigido delle ultime tre giornate di gennaio e del piumaggio nero di questa specie di uccelli. Ve ne riporto alcune, le uniche che io conosca, ma immagino che in altre regioni d’Italia ve ne siano ulteriori.
Resta il fatto che si tratti di tre giorni molto freddi, durante i quali è saggio restarsene rintanati in casa, al caldo, a scongiurare stati febbrili e raffreddamenti soprattutto se quest’anno, come la sottoscritta,  se n’è già rimasti vittime, anche se la meteorologia forse potrebbe smentire che siano sempre i più gelidi dell’anno.

Secondo la leggenda una merla e i suoi piccoli, in origine di colore bianco, per ripararsi dal freddo pungente, trovarono dimora in un comignolo. Quando poi sopraggiunse il mese di  febbraio, uscirono fuori ritrovandosi tutti colorati di nero per la fuliggine., Narra la storia che questo sia il motivo per cui i merli sono tutti neri.


Un’altra versione racconta di una merla perseguitata dal mese di gennaio, a quel tempo di 28 giorni, che trovava divertente aspettare che la merla uscisse dal nido alla ricerca di cibo per ricoprire la terra di freddo e gelo. La merla, stanca di questo vile comportamento, decise di fare provviste per l’intero mese, ritirandosi poi nel suo nido. Il 28 di gennaio, la merla, credendo di aver ingannato Gennaio, uscì e iniziò a cinguettare per prenderlo in giro. L'offesa arrecata fu tale che il primo mese dell'anno chiese tre giorni in prestito a Febbraio e li utilizzò per scatenare bufere di neve, vento gelido e temperature rigidissime.
La povera merla dovette trovare riparo in un comignolo, dove rimase fino a febbraio. Quando uscì dal suo nascondiglio si ritrovò con le piume tutte rovinate e annerite dal fumo e da allora tutti i merli nascono neri.

La terza versione narra che tanto tempo fa a Milano si ebbe un inverno molto rigido.
La neve coprì tutta la città, le strade e i giardini.
Sotto la grondaia di un palazzo in zona di Porta Nuova c'era un nido di una famigliola di cinque merli che, a quel tempo, avevano le piume bianche e che soffrivano il freddo e stentavano a trovare qualche briciola di pane per sfamarsi.
Dopo qualche giorno papà merlo prese la decisione di uscire alla ricerca di cibo per non morire di fame, dopo aver spostato il nido con i tre piccoli sul tetto di un palazzo con un grande comignolo.
La mamma e i piccoli uccellini stavano tutto il giorno nel nido,  scaldandosi tra loro e anche grazie al fumo che usciva dalla canna fumaria.
Dopo tre giorni papà merlo tornò a casa e quasi non riuscì più a riconoscere la propria famiglia: il fumo nero aveva colorato di nero tutte le piume degli uccellini e della merla.
Per fortuna, da quel giorno, l'inverno divenne meno rigido e i merli riuscirono a trovare cibo sufficiente per arrivare alla primavera. Da quel momento però tutti i merli nacquero con le piume nere.

 Gli ultimi tre giorni di gennaio sono considerati una specie di cartina tornasole dato che, in base a come si presenta il tempo in queste 72 ore, gli esperti sanno trarre indicazioni per come sarà il clima dell'anno. 
Non importa che qualche metereologo si sia affannato a dimostrare che non tutti gli anni prevedano il 29,30,31 gennaio così rigidi e che anzi le medie dicano che spesso ci sia qualche altro giorno dell’inverno molto più freddo… la tradizione non si mette in discussione, quindi ... felici giorni della merla!

sabato 28 gennaio 2012

QUANDO AVEVO 18 ANNI




Ero felice, avevo molte aspettative e tanti sogni da realizzare. Il mondo era nelle mie mani, o quanto meno questo era il mio pensiero, probabilmente il medesimo di tutti i miei coetanei e dei 18enni di oggi. Com’ero? Cosa facevo?Appena terminato il liceo, iscritta al primo anno di Lettere classiche, nuove amiche, compagne di università, con le quali condividere l’impegno quotidiano delle tante ore di lezione, perché la serietà e la costanza nello studio ci ha sempre caratterizzate, i pranzi alla solita mensa tra risate e attimi di svago, qualche lettura sotto le magnolie e il glicine dei famosi chiostri dell’università di Pavia, gli esami sfornati a raffica e con non poca fatica, le passeggiate tra le vie del centro e gli acquisti all’Ottagono, negozio di gioielli con pietre dure, alcune campagne di scavo archeologico, perché questo è stato il mio indirizzo e una settimana di studi aquileiesi, fatta di conferenze su conferenze, e poi le serate e i fine settimana con l’amore per quel dolce ragazzo dagli occhi meravigliosi, di un verde tale che mi parevano un mare in cui io sola potevo nuotare ( nonostante tanti anni siano trascorsi sono ancora gli occhi più belli che abbia mai visto), e che poi ho sposato.
Sentivo tutta la potenza della vita davanti, delle scelte da compiere, degli obblighi da assolvere e del futuro da progettare e, dato che lo volevo con lui, l’idea di diventare una hostess era già stata scartata, così come quello dell’archeologa a tempo pieno, poiché avrebbe implicato una lontananza protratta quanto impensabile per me. Sembrava ieri... ma non ho rimpianti:
molti di quei desideri si sono realizzati, le speranze non sono state disilluse,la mia vita è stata bella, ricca di sentimento, di viaggi, di soddisfazioni, ...forse un po' di nostalgia, come per tutti i periodi più belli della propria vita. Confido di averne ancora molti negli anni a venire, con i debiti scongiuri.
Come sono stati i vostri 18 anni? Se volete, raccontatemelo :))

venerdì 27 gennaio 2012

"Se comprendere è impossibile,conoscere è necessario" P. Levi




Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore 
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca
I vostri nati torcano il viso da voi.
                     Primo Levi

mercoledì 25 gennaio 2012

THE HELP


Ecco un film che vale la pena vedere!
A Jackson, nel Mississippi, vale a dire nel profondo sud degli Stati Uniti, nel 1962, tre donne straordinarie vanno contro le regole razziali del tempo. Non scardinano le radicate ipocrisie e le idee di quegli anni, ma le sconvolgono, le minano: non a caso il sottotitolo del film è “Il vento della libertà inizia a soffiare”.                             Non si sa bene chi debba essere definita la protagonista: la giovane bianca Skeeter, l’unica a non condividere la mentalità dei suoi concittadini, l’unica a essere effettivamente affezionata alla tata di colore, l’unica che lotta contro il razzismo imperante; la domestica Aibileen che per prima accoglie il progetto di Skeeter di scrivere e pubblicare un libro che raccolga le dirette testimonianze della vita delle collaboratrici domestiche chiamate con disprezzo “negre”; Minny, anche lei collaboratrice e madre di una numerosa prole, la più vivace e impulsiva, capace di una vendetta concreta verso la sua supponente padrona, perfetto simbolo di quel mondo ipocrita, razzista, malcelato sotto una parvenza di bon ton.
E’ un film che induce a meditare e che lascia emergere l’idea che il razzismo di allora non sia stato cancellato, semmai celato, trattenuto ma ancora presente e non solo negli USA. Se si medita sulle ingiustizie, sull’emarginazione e sulla privazione dei diritti fondamentali patiti dai neri da parte dei cosiddetti bianchi si avverte una morsa allo stomaco, un senso quasi di vergogna, l’impulso ad agire pur nell’impotenza che il perbenismo di allora imponeva per preservare un’apparente superiorità dei bianchi  fondata sull’ignoranza e la cattiveria.

martedì 24 gennaio 2012

Un ricordo personale ...





giorni indimenticabili!!!

Quanti gesti nella routine quotidiana!!!


A sera ci si ritrova stanchi, eppure durante la giornata abbiamo soltanto svolto i consueti doveri quotidiani, quelli ai quali la nostra mente e il nostro corpo dovrebbero essersi abituati, al punto di agire quasi autonomamente rispetto alla nostra volontà . Ci si astiene dal manifestare la stanchezza che si avverte, dal lamentarsi, dal rivelare quanto la  vita possa apparire, a volte, piatta e noiosa: preparare la colazione per la famiglia, mentre ci si lava, veste, trucca, agghinda, sfrecciare per le vie della città per raggiungere il proprio posto di lavoro, svolgerlo con efficienza,rincasare e in fretta allestire un pranzo che sia degno di tal nome per una ragazzina di 15 anni, informarsi sulla sua mattinata a scuola, seguire con un orecchio gli aneddoti che lei racconta e con l’altro il telegiornale, quel tanto per non sentirsi esclusa dal mondo, proprio nell’era della globalizzazione che non ti lascia scampo e , se ti distrai, in un nano secondo ti fa sentire ottocentesca; poi  sì l’ennesima riunione a scuola già col pensiero alla spesa ormai urgente da fare, giusto per riempire un po’ il frigorifero e non sentire più l’eco del vuoto quando lo apri. Caricati sacchetti su sacchetti in auto, ti ricordi che da quasi una settimana avresti dovuto ritirare il tuoi tailleur dalla tintoria, che visti gli stati influenzali che circolano e tu come la figlia siete possibili ricettacoli di ogni tipo di virus (la scuola è insuperabile in tal senso) diventa doveroso un salto in farmacia per l’antipiretico  che non si sa mai venga la febbre proprio nelle ore notturne e nel weekend e tu non puoi dire che quello in casa è scaduto da 6 mesi. Poi rientri, e neppure ti riesce di sistemare la spesa perché la versione di greco che la pulzella deve svolgere non ne vuol sapere di assumere un senso logico, per cui devi darle una mano, dimenticando per un’oretta che dovresti anche stirare, preparare una verifica per i tuoi studenti, terminare la correzione dei temi e andare dalla vicina di casa col ginocchio malandato che ti ha chiesto di farle un’iniezione… sospiri e archivi momentaneamente il tutto, finché squilla il telefono e l’anziana zia ti intrattiene con l’elenco di tutti i suoi acciacchi, le cure prescrittele dal medico e i successivi controlli che dovrà effettuare. Ecco un’altra mezz’ora se n’è andata…e la cena è ancora un miraggio, ma tu escogiti un nuovo sughetto e la pasta in poco tempo è pronta, poi un contorno e i formaggi ,salvavita e salva matrimonio, corrono in tuo aiuto. Nel frattempo un’altra vicina di casa t’informa che si sono bruciate ben due lampadine nell’androne del palazzo e tu, che ovviamente sei stata eletta come consigliere del condominio, dovresti contattare l’amministratore. Al dopocena sono rilegati tutti i tuoi doveri d’insegnante, con l’aggiunta dell’immondizia da porre fuori dalla porta, per poi prendere possesso di una parte del divano dove inizi ad avvertire quella stanchezza, quell’insoddisfazione perché, intendiamoci, la spesa, il preparare i pasti, le corse in farmacia o in tintoria non sono poi così entusiasmanti! Ma che non ti venga in mente di lamentarti!!!

P.S. Alla prossima …come sfuggire da questa routine.

sabato 21 gennaio 2012

STYLE OF LIFE di Rebecca Moses



Delizioso libretto con racconto e corredato da favolose illustrazioni dell’autrice. Il tema: la passione ancestrale delle donne per le scarpe. E’ una fiaba e le protagoniste sono donne da tutto il mondo (in realtà da tutte le città nelle quali è presente un flagship store di un noto marchio di calzature italiane), accomunate dall’ambientazione in una calzatura: una francesina, una chanel, un tacco dodici, la classica stringata, lo stivaletto scamosciato, il mocassino… Buffo, divertente, ma molto ben curato e di facile lettura, anche se in lingua inglese. Allego alcune immagini tratte dal volume, così …per deliziarvi:








venerdì 20 gennaio 2012

Scrutinio in arrivooooooooo…………….


Eccoci! L’appuntamento immancabile è giunto, inesorabile e imprescindibile. Atteso con un pizzico, ma proprio un pizzico, di ansia dalla maggior parte dei miei studenti. Atteso da me, e da molti colleghi, come un impegno aggiuntivo ai tanti che nessuno che lavori al di fuori della scuola potrebbe immaginare!
Agli ovvi doveri di preparare le lezioni, se possibile con la LIM, di stendere verifiche su verifiche, di correggere le suddette, di registrarne i risultati, consegnarle ai legittimi proprietari spiegandone i molti, spesso troppi, errori, portare avanti i programmi che per me, a seconda delle classi, significa grammatica, narrativa, epica,I Promessi Sposi, la letteratura, La Divina Commedia, storia e geografia, beh, a tutto ciò si aggiungono l’ennesima riunione dipartimentale, il collegio docenti, la riunione per i risultati dell’INVALSI e ora… gli scrutini !  Tornerò ad avere un pomeriggio libero, mio???
Lo scrutinio di per sé sarebbe una riunione veloce, ma l’abolizione del registro cartaceo, sostituito da quello su pc (uno per docente), con tutti gli assestamenti del caso, complice tanta reticenza da parte di molti colleghi, gli intoppi, le linee non sempre all’altezza, il server capriccioso e il timore che tutto al momento opportuno non funzioni…ci ha resi nervosi. I risultati non sempre gratificanti di molti studenti non aiutano e ti fanno mettere in discussione. Il nostro ruolo è quello d’insegnare, non di mettere voti e punire, ma se gli agognati risultati non sono raggiunti? Certo dipende…se a non raggiungerli è una stretta minoranza della classe, potremmo sostenere che hanno optato per una scuola troppo impegnativa o non corrispondente alle loro effettive potenzialità; quando le insufficienze sono pari a circa la metà della classe…i  dubbi sulle nostre capacità d’insegnamento crescono; se è quasi la totalità ad avere voti negativi, beh, io vorrei dedicarmi all’ippica ( e non so andare a cavallo!!!).
 Carissimi lettori… non spaventatevi, è solo uno sfogo perché devo inserire i voti, la connessione è lenta, i tasti paiono sonnecchiare o sono io che ho ancora sonno… oggi è il mio giorno libero e io alle 14.30 dovrò essere a scuola per una lezione d’inglese ( seguo un corso per sostenere il PET)! Ciao, ciao!!!


mercoledì 18 gennaio 2012

SAN BASSIANO


Domani, come da tempo immemore, la città festeggerà questa ricorrenza: la festa del nostro Santo Patrono,il nostro primo vescovo, nonostante la nascita a Siracusa e l’ambiente pagano in cui visse da bambino.
Nella cattedrale della nostra città si è soliti recarsi a rendere omaggio alle sue reliquie, riportate a Lodi da Federico Barbarossa nel 1162, dopo la distruzione della città di Milano, con una solenne processione alla presenza dell’antipapa Vittore IV, del patriarca di Aquileia e dell’abate di Cluny.
Ricordo quando bambina mi recavo nella cripta del duomo, insieme alla mamma, e, in religioso silenzio, rispettavo la lunga coda per accedere alla scaletta che ne consentiva la vista del corpo con gli abiti vescovili (il teschio m’incuteva un certo timore, tenuto a bada grazie alla mano della mamma e dall’essere circondata da così tanta gente), recitare una veloce preghiera e , con una piccola offerta, prendere l’immaginetta ( una anche per il papà, sempre assente a questo rito anche se contento di riceverla a protezione dai pericoli). In occasione della festa patronale, la città ha sempre organizzato delle adeguate celebrazioni, con l’omaggio della municipalità alle sacre spoglie, ma ciò che mi colpiva erano in realtà dei rituali pagani: la distribuzione gratuita della trippa (Blah, a me non piace proprio!!!), cotta in enormi calderoni, con relativo bicchiere di vino, le bancarelle in piazza della Vittoria, allegre e festaiole, ma soprattutto i “Filson de San Bassan”, squisite collane di castagne stufate delle quali sono ghiotta al punto da guardar male mia figlia se  me ne sottrae troppe, non scherzo…chiedere alla fanciulla per credere: perdo ogni senso materno, sì per delle castagne… e allora?!
Oggi la visita al Santo la effettuo con calma nei giorni precedenti o seguenti il 19 gennaio, le bancarelle mi lasciano quasi indifferente e la trippa continua a disgustarmi, ma … beh, è inutile che precisi, avete già capito qual è l’unica consuetudine che ho conservato.
Buon San Bassiano a tutti e infiniti auguri al mio adorato papà perché il 19 gennaio è anche la festa di San Mario!








martedì 17 gennaio 2012

Aspettative di viaggio


Il prossimo Carnevale sarà…a Parigi e in compagnia di due carissime amiche!!! Non vedo l’ora!!!
Ho tante aspettative. Non temo delusioni. La compagnia è ottima e il tasso di risate sarà altissimo. Affinità d’interessi, voglia di svago, ore piccole a chiacchierare, occhiaia assicurate, ma chi se ne importa. Sono ufficialmente incaricata di progettare il tour per la città per vedere il più possibile, scattare fotografie a non finire per immortalare momenti indimenticabili, goderci quei 4 giorni minuto per minuto. I monumenti simbolo della ville lumière non si potranno perdere, ça va sans dire, anche perché una di noi non è mai stata a Parigi e dobbiamo farla innamorare di questa città…chissà mai che vi trovi anche l’amore della sua vita!!! Qualche museo sarà d’obbligo, ne va del mio ruolo, ma l’elenco di negozi da vedere è infinito…dormiremo un paio d’ore a notte??? Quel che desidero è di godere dell’incanto di Parigi, che affascina e ti entra dentro come poche altre città sanno fare. L’amore deve scattare subito, non appena metti piede nei suoi boulevards,mentre attraversi i suoi ponti, sollevi lo sguardo al cielo e cogli i suoi eleganti palazzi di fine Ottocento, dalle innumerevoli finestre, dagli abbaini misteriosi, che fanno correre l’immaginazione, dalle soffitte nelle quali vorrei abitare. 


Questa è la Parigi che vorrei vivere in quei 4 giorni: vorrei che tutte tre sentissimo la voce sommessa di Parigi, quella che ti suggerisce d’inoltrarti in vicoli e stradine che possono sempre riservare piacevoli sorprese…la decorazione di un portone, l’insegna di un vecchio convento, il ricordo della vita vissuta di un personaggio illustre, un negozietto vintage o un abat-jour che rivela  un interno.
 Chissà se la vivremo col sole, sotto la pioggia o dense nuvole e, perché no, avvolta in un manto candido e soffice di neve…ecco, beh, quest’ultima possibilità non sarebbe la più auspicabile, ma Paris c’est toujours Paris! L’entusiasmo è alle stelle e l’incontro che avremo giovedì non potrà che incrementarlo. Mi sento un po’ come un’adolescente in gita, con la maturità dell’adulta ma la voglia di una totale spensieratezza.
A presto ragazze!!!




lunedì 16 gennaio 2012

Una sorpresa a gennaio: chi se lo sarebbe immaginato!


Nei giorni scorsi, con il sole che ci ristorava le giornate e ha reso meno difficoltosa la ripresa della scuola, uscendo dal portone di casa, in pieno centro (è doveroso precisarlo perché si comprenda meglio il mio stupore), ho scorto più volte un profumo delizioso che io, nella mia ignoranza abissale di botanica, ho associato a quello dei tigli: una fragranza che adoro! Ne ho accennato a scuola e una mia collega che insegna scienze naturali nella mia stessa classe di liceo mi ha fatto scoprire la fonte di tanto profumo: il calicanto! Meraviglia della natura!!! Tornata a casa ho spiato nei cortili vicini ed eccolo lì… nel cortile adiacente al nostro: fiori, sui nudi rami protesi verso il cielo di un semplice arbusto, capaci di spandere un profumo soave proprio nei gelidi giorni di gennaio, una magia della natura che così ci preannuncia la rinascita dei mesi a venire. Macchioline gialle che celano un nucleo color porpora: semplici nella forma, simili a campanelle, ma che fragranza emanano! Suscita stupore immaginarseli delicati e fragili affrontare il rigore invernale… in realtà sono fiori straordinari: sopportano benissimo l’inquinamento atmosferico e per questo non disdegnano di crescere e abbellire i centri cittadini: gentilezza della natura!
La collega mi ha anche rivelato una leggenda legata ai fiori del calicanto, secondo la quale questo arbusto fu l’unico a offrire rifugio al pettirosso, rifiutato dagli altri alberi, e Dio stesso avrebbe ricompensato la gentilezza dell’umile pianta inondandola di una pioggia di stelle splendenti e profumatissime.
 Ho anche scoperto che fare dono ad altri di un rametto di calicanto significa manifestare un affettuoso desiderio di protezione, per cui ne offro simbolicamente un ramo a tutti coloro che mi vogliono bene perché, secondo quanto racconta la leggenda, siano protetti.



domenica 15 gennaio 2012

POCHI GIORNI A TORINO



Durante le vacanze natalizie ho trascorso alcuni giorni in quella che è stata la prima capitale del Regno d’Italia, dal 1861 al 1865. Una città che avevo già visitato in più di un’occasione durante le uscite didattiche con i miei studenti, ma che avevo sempre desiderato conoscere con più tempo a disposizione per scoprirne i tesori che cela tra i tanti signorili palazzi, le splendide chiese e le eleganti vie del centro storico. Passeggiando lungo le strade, sotto i magnifici portici e attraversando le ampie piazze si respira un’aria di signorilità che rimanda all’antico ruolo politico rivestito. Architetti come F. Juvarra e G. Guarini l’hanno resa magnifica. Oltre allo splendido palazzo reale, la barocca Real chiesa di San Lorenzo insieme a palazzo Madama e alla facciata seicentesca di palazzo Carignano incantano e lasciano stupefatti. La Reggia di Venaria Reale e la basilica di Superga sbalordiscono per la sontuosità e i tesori che conservano, tra i quali le effigie di tutti i pontefici della Chiesa Cattolica. Salire in cima alla Mole Antonelliana e visitarne il museo del cinema è stato una piacevole sorpresa. Le stupende vetrine si sono contese la mia attenzione con i locali storici della città:le consumazioni in questi caffè non sono certo a buon mercato ma vi assicuro che ne vale la pena per respirarne l’atmosfera di quando erano frequentati da letterati, politici, filosofi e artisti. Gli stucchi, le specchiere, le decorazioni e gli affreschi che li adornano sono stati ben conservati. Tra i miei preferiti:il Caffè ristorante Del Cambio, proprio di fronte a palazzo Carignano, sede del primo Parlamento italiano, anche perché una targa ricorda il posto spesso occupato dal Conte Camillo Benso di Cavour, uno dei personaggi storici che io prediligo; il Caffè San Carlo che per primo introdusse la luce a gas e fu una delle fucine delle idee risorgimentali, oltre al Caffè confetteria Baratti Milano, dove è anche possibile gustare ottimi tramezzini al salmone, fornitore della Real casa, e affacciato sulla Galeria Subalpina con i sui negozi storici; infine Al Bicerin famoso perché per primo servì questa bevanda in un piccolo bicchiere dal quale prese il nome e che consiglio vivamente ( io ho richiesto poco caffè, ma tanto cioccolato, perché non amo questa bevanda, forse la più apprezzata dagli italiani, ma non da me).




Il bel tempo ha certamente giocato un ruolo rilevante, ma alla città stessa spetta il merito di avermi fatto trascorrere giorni piacevolissimi.


  

sabato 14 gennaio 2012

Il freddo nelle ossa


Oggi si percepisce l’inverno: buffo notarlo solo a metà gennaio, ma le giornate limpide di sole, col cielo terso da sembrare finto e le temperature miti, a volte quasi primaverili, della settimana scorsa, l’avevano fatto scordare, un po’ come l’estate di San Martino di pascoliana memoria.
Forse  perché mi ha sorpreso e probabilmente perché stamane non mi sono vestita in modo adeguato a questo abbassamento delle temperature, ma ho percepito un freddo assurdo! In realtà a me l’inverno piace proprio perché con le sue rigide giornate invita a rintanarsi in casa, a sorseggiare tazze bollenti di tè, magari osservando i passanti dalla finestra, a leggere standosene comodamente sprofondati in poltrona, con la lampada da tavolo accesa già a metà pomeriggio, ad accovacciarsi sul divano con una copertina sulle gambe e la mia gattina appallottolata al mio fianco.
In aggiunta non amo lamentarmi del freddo eccessivo e poi del caldo insopportabile, in piena estate, perché se non si verificassero questi sbalzi climatici so che troverei noiosa la monotonia delle temperature intermedie.
La neve non è ancora arrivata e sono combattuta tra il rimpianto dei giorni dell’anno scorso durante i quali mi godevo l’atmosfera unica e rarefatta che crea: attutiti i rumori, è un incanto osservarne il turbinio dei fiocchi, il silenzio irreale , il candore sui tetti, la vertiginosa sensazione che si avverte se la si osserva col naso all’insù. Tuttavia bisogna ammetterne i limiti che ci impone nella gestione quotidiana degli impegni: passi goffi nel timore di scivolare, rallentati per non cadere, tempi raddoppiati per raggiungere il posto di lavoro, auto lasciate al sicuro nei garages per non affrontare i cumoli di neve che si formano lungo i cigli della strada e per evitare pericolosi slittamenti, oltre agli appuntamenti rinviati. Sì, i contro non giustificano i pro, a meno che non si sia in montagna… e allora è tutta un’altra storia. Certo della neve conservo splendide immagini rimaste impresse nella mia memoria:l’uniformità dei campi che si trasformano in immacolate distese cristallizzate, da paese della Regina delle Nevi,, il manto candido sui balconi e le terrazze che mi invogliava ad assaggiarla, le palle di neve lanciate sul tetto di fronte quando la mia Giulia era piccina e il pupazzo di neve sul balcone vicino alla sua cameretta…
Se poi però penso a come si trasforma lungo le strade, quando, calpestata da passi umani e dalle ruote delle auto, perde il suo fascinoso biancore e ,a mò di poltiglia, diviene sporca, ghiacciata e destinata a dissolversi.
Allora godiamoci il freddo, con i gatti che si appostano dietro ai vetri paghi del tepore domestico e con l'innocente gioia dei bambini, forse gli unici che ne sanno assaporare la bellezza, liberi dalle preoccupazioni del mondo degli adulti, tanto non ci si può fare nulla, sperando nevichi molto… in montagna!





lunedì 9 gennaio 2012

Rientro dalle vacanze natalizie

Oggi il duro e inviso rientro dalle vacanze si è rivelato molto meno faticoso di quanto mi attendessi: verifiche da restituire, qualche media già effettuata, illustrazione del viaggio d'istruzione e poi...una fotografia che i compagni hanno voluto appendere in classe...questa sì che mi ha emozionato...Ritrae lui, Gianni, uno studente di 4° che purtroppo, dopo una tenace lotta, ci ha lasciati e ora è lì, come se fosse ancora tra noi, a vegliare su di noi. Mi pareva che silente partecipasse ai nostri discorsi, ai preparativi di quel viaggio che tanto avrebbe voluto effettuare con i suoi compagni. Lo porteremo con noi, nei nostri cuori e visiterà Strasburgo, la linea Maginot, Colmar e Friburgo con la sua classe, con me, rivolgendoci quel suo splendido sorriso, tanto contagioso! Ciao, tesoro! La tua prof.

Ma chi le vuole! Piu’ le odio e più si automoltiplicano!

Le osservo, tutte le mattine e le sere, le scruto con uno sguardo che farebbe rabbrividire l’orco cattivo di tante fiabe, le disprezzo a suon di epiteti ( irripetibili!), le sfido a furia di smorfie,intimo loro di andarsene o, quanto meno, di non invitare “parenti vari” ( che sembrano famiglie d’altri tempi, tanto si riproducono, o le famiglie allargate di oggi), dato che sembrano volere ampliare all’inverosimile la loro comunità.Non voglio diventare uno sharpei! Poi, prostrata, chiedo che almeno non si accaniscano sul mio viso! Indifferenti a ogni mio appello, sembrano aver deciso che ci sono tanti millimetri del mio volto da marcare, quelle odiose rughe malefiche.Da qualche mese paiono avermi preso di mira, di settimana in settimana, un segnetto qua e uno là, piccoli ma incancellabili e non come i bei ricordi, anche quelli della pelle perfettamente levigata.
Di corsa in profumeria ad acquistare prodotti magici ma solo sui volti delle modelle, che forse hanno poco meno o poco più di vent’anni ( e grazie anche il mio volto non aveva un segno a quell’età), o forse sono sottoposte ai ritocchi di abili fotografi, che col computer farebbero sembrare un’adolescente anche una novantenne, sempre che non ricorrano all’intervento di una abile chirurgo, come dimostrano certe donne dello spettacolo.
Disperata comincio a intravvedere sul mio viso i segni che scorgevo sul volto della mamma ( ma ne aveva?) o della nonna che però aveva già sessant’anni alla mia nascita!
Che fare??? Rassegnarsi? No, è prematuro! Ricorrere a iniezioni miracolose? Neanche per sogno… non voglio perdere la mobilità facciale e ritrovarmi gibbosità per una ruga! E poi io ho paura di tutto, figuriamoci di un intervento di chirurgia plastica per togliere i segni che il tempo inesorabile ha deciso di scolpire sul mio faccino!Attrici del calibro di Brigitte Bardot hanno dichiarato che non rinuncerebbero mai alle proprie rughe, testimoni delle sofferenze e delle difficoltà sopportate nella vita...io... sarei anche concorde, tuttavia...sono sempre stata riservata,quindi perchè rivelare tutte le esperienze che hanno lasciato un segno su di me e proprio con delle rughe...preferirei scrivere e pubblicare le mie memorie a tempo debito.
Vabbé, tanto vale venire a patti con quei canyons che si stanno scavando la strada a mio discapito e senza permesso! Scoverò creme potentissime, o m’illuderò lo siano,mi nutrirò solo con cibi antiossidanti,cercherò vecchi rimedi della nonna suddetta…uno l’ho già adottato:stendere il più possibile il collo quando si guarda la televisione o si sta al pc o si scrive o si dorme; all’inizio sembra difficile e innaturale ma poi diventa quasi istintivo.
Poi cercherò di fare tesoro del suo stile di vita che comprendeva l’accettazione dell’invecchiamento, con qualche commentino nostalgico, ma sempre con un sorriso e un’alzata di spalle.
La notte scorsa ho sognato la mia nonnina che mi sorrideva e le brillavano gli occhi per poi assumere un’espressione triste…chissà forse era dispiaciuta dal sapermi preoccupata per una cosa così frivola e stupida.
Ok, nonna, ho capito, non mi lamento più!
Concedimi solo, e lo faccio con tutto il cuore,… una pernacchia alle rughe!!!



domenica 8 gennaio 2012

ALLA FINE ELLE FESTE…


La Befana, con l'Epifania tutte le feste porta via!


Già a fine novembre forte è il sentore delle festività imminenti, con tutto quel rutilante susseguirsi di impegni, occasioni e piaceri…una più o meno lunga pausa dal lavoro per dedicarsi alle persone che amiamo, per raccogliere inviti a feste, cene e cerimonie. Tanti i preparativi , lo shopping in compagnia di amiche o familiari, un caffè con colleghe o amiche per un veloce scambio di pensieri e auguri, la sera della Vigilia con la Santa Messa, la cena, i regali da scartare, i baci e gli auguri da scambiarsi, come durante il pranzo in famiglia del 25, inviti da parenti più lontani, l’acquisto dell’abito e degli accessori per l’ultimo dell’anno e infine un’immagine tra l’inquietante e il divertente… la Befana!
Poi tutto giunge al termine, lasciando un poco di malinconia e del rimpianto  in ognuno di noi, come tutti i  ricordi  dei bei momenti vissuti, ma anche con un poco di sollievo, e si torna a pensare all’anno che ci si apre davanti , tutto da riempire di  aspettative, di sogni da realizzare, di speranze da accarezzare e di quella routine che , tra momenti di felicità e qualche delusione, ci condurrà  a nuove feste!