Quella per Dubai è stata una scelta compiuta quasi come ripiego, ma si è rivelata una validissima opzione. Desideravo riposare, stendermi al sole e oziare senza pensieri e impegni, tutti rinviati a settembre. Così ho trascorso un’intera settimana in questa città, tra sole e bagni in un mare – in realtà il golfo Persico – cristallino, con sabbia bianchissima, palme e il lusso più sfrenato.
A questo proposito non c’è alcuna alternativa: gli hotel sono tutti lussuosissimi – dubito ve ne siano sotto le 5 stelle- del resto proprio qui è stato costruito il primo 7 stelle al mondo, il Buej Al Arab Hotel, meglio noto come “la vela”. Beh, il secondo 7 stelle ce l’abbiamo in Italia, a Milano, in Galleria Vittorio Emanuele … E scusate se è poco!!!
Il servizo, di conseguenza, è stato ineccepibile.
Il servizo, di conseguenza, è stato ineccepibile.
La città mira in alto, nel senso letterale del termine: ogni mese “nascono” nuovi grattacieli ed è qui che è sorto quello che oggi ( se non è già stato superato da qualche altro) detiene il primato in altezza…il Burj Khalifa…spettacolare dimostrazione dell’ingegneria edile.
L’ambizione al più alto, al più grande, al più sfarzoso… del mondo pare essere la legge con cui , in questa città, tutto viene concepito, quasi a volere dimostrare qualcosa…ma cosa, non l’ho ben capito.
Ma Dubai non è tutta qui. Accanto a questi edifici mirabolanti c’è la città vecchia, dove è stato piacevole effettuare la crociera sul fiume, lo stesso dove oggi come un tempo i mercanti commerciano, con una tipica imbarcazione araba di legno, entrare nel souk, il mercato tradizionale arabo con aree separate destinate alla vendita d’oro, di tessuti, di spezie, di abiti tradizionali… Tante le moschee presenti, oltre a qualche chiesa cristiana, ma nulla a che vedere con quelle splendide di Istanbul. Il palazzo ligneo degli antichi emiri, oggi trasformato in un museo, e un’antica torre di guardia, vicino alla quale spicca la ricca decorazione a maioliche bianche e blu di una moschea sono tra le poche testimonianze del lontano passato della città.
La cucina locale non è stata di mio gradimento, ma non avevo alcun dubbio in merito, così ho più volte scelto ristoranti italiani dove ho gustato piatti notevoli. Lo so, è un mio limite, ma in questo sono molto patriottica e adoro la nostra cucina. Quella dei nostri “cugini” francesi, come quella giapponese mi piacciono per l’eleganza con cui i cibi sono presentati, ma solo quella italiana mi appaga.
Non rinuncerei mai a un viaggio nel timore di non mangiare bene ma, se solo mi è possibile, mangio italiano e, a Dubai, ho gustato un piatto di gnocchi, fatti in casa, al gorgonzola e spinaci ,che resteranno indimenticabili per la loro bontà! Sì, con circa 40 gradi e più, io mangio gli gnocchi!!!
Unica pecca di questo viaggio è stato l’averlo effettuato – a nostra insaputa- durante il ramadan che obbliga anche gli stranieri e i fedeli di altre religioni a non mangiare e non bere in pubblico dall’alba al tramonto, con la conseguente totale chiusura di ogni locale in cui pranzare, costringendo all’ acquisto di piatti pronti nei supermercati dei tanti mall presenti, per poi gustarseli in camera!
Io reputo sia doveroso il rispetto degli usi e dei costumi dei luoghi che si visitano, e per tanto mi sono adeguata, ma devo ammettere che ho dovuto trattenere un moto di ribellione .


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