Non in un campiello, ma in sala professori.
Certo non in dialetto veneziano, bensì in un italiano piuttosto forbito che, accalorandosi gli animi, è stato contaminato da qualche elemento triviale e certe espressioni in lodigiano.
La questione da dirimere nulla aveva a che vedere con gli innamoramenti e i presunti conseguenti tradimenti di goldoniana memoria. Molto più prosaicamente si è trattato di discussioni sulle classi assegnate, sulle eccedenze orarie malviste e sui diritti di continuità negati.
La conclusione non è stata bonaria, da buon vicinato che, dipanata la matassa, si abbraccia, si stringe la mano e tutto dimentica.
Non è dato sapere a quali soluzioni le nostre Lucietta, Madonna Pasqua e Checca siano giunte, anche con l'intervento di nostrani Padron Toni e Titta-Nane, ma l’atteggiamento distaccato tra alcune di loro permane.
La vita non è proprio una commedia…l’animo umano tende più alla tragedia … anche per le sciocchezze!



Nessun commento:
Posta un commento