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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

venerdì 14 settembre 2012

Per cosa perdo la testa? Per i cuccioli, soprattutto di felino!


Mi basta vederli su una rivista, e di recente una famosissima azienda produttrice di gioielli irraggiungibili ha tappezzato muri e riviste con fotografie di una sicuramente bellissima modella – ma chi la notava!!! – sdraiata su un divano e circondata da cuccioli di ghepardo – e vorrei essere lì, sul set fotografico, per accarezzarli, tenerli stretti tra le braccia, giocarci, anche con il rischio di ricevere delle poco piacevoli graffiate – che già bruciano quelle di Amélie, figuriamoci le loro! Ma pace!!! - e qualche morsetto.
Ogni cucciolo suscita tenerezza, lo si sa, e ci pare di volergli bene anche solo osservandolo, quando gioca, cerca di mordere la propria coda, dorme, beve o mangia e, ancora di più, se ti guarda con occhi dolcissimi e un’espressione ingenua…basta, lì sono persa! Mi scaldano il cuore!
Ho invidiato molto un mio ex-studente che, qualche anno fa, ha compiuto un viaggio in Sudafrica, dove ha potuto accarezzare cuccioli di felino che vivevano in totale libertà, ovviamente in un momento in cui la madre era lontana…al contrario suppongo non avremmo più rivisto lo studente! Le foto che mi ha mostrato erano stupende!
Lo scorso giugno, nello zoo di Berlino, è nato Antares, un tigrotto siberiano, ben accolto dai due genitori -quando gli animali vivono in cattività tendono a rifiutare i propri cuccioli, com’era successo al tenero orsetto Knut, la cui madre non ne aveva voluto sapere -.


La nascita di Antares - chissà per quale motivo l’hanno chiamato con il nome di una delle stelle più luminose della Via Lattea? Lo saprà chi gli ha scelto il nome? Non gliel’avranno dato pensando a uno dei cavalieri dello zodiaco, vero???- è importante perché la tigre siberiana è una delle specie più a rischio in natura.
Mi piacerebbe vederlo, anche se in uno zoo…
Certo che la Germania pare favorire la riproduzione: dopo Knut, Antares e, a Dortmund, ben sette leoncini albini!!! Precisiamo, in natura ne esisteranno poco più di una decina!!! Trasferiamoli tutti in Germania e, tra un ventennio, raggiungeranno il numero delle pantegane nelle nostre campagne!
Concordo con il divieto di possedere cuccioli di felino perché stanno bene dove madre natura li ha fatti nascere e, dato da non sottovalutare, nel giro di pochi mesi, gli stessi teneri e puffosi cucciolotti arrivano a pesare centinaia di chili e, a quel punto, il pericolo non sono più le graffiate… se ti arriva un’unghiata, sei sfregiato a vita, sempre che non ti abbia lacerato un’arteria che allora… comunque a me piacciono anche da adulti! Adoro i felini!

giovedì 13 settembre 2012

L’idraulico per la caldaia



È un computo matematico, quando si è di fretta per un appuntamento, oppure la domenica mattina, quando assonnate e in grado solo di trascinarsi dal letto al tavolo in cucina per la prima colazione, o ancora quando si deve partire per le vacanze il giorno successivo e già le valigie ti occupano metà della giornata…ecco, quello è il momento in cui si rompe la lavastoviglie, la lavatrice inizia a perdere o il rubinetto continua a gocciolare! Si sa, è quanto di più snervante possa accadere, anche perché con tutta la buona volontà…  In queste circostanze, non c’è mai un idraulico a portata di mano e sembra che tutti siano avvocati, medici, giornalisti, district manager, ma di un semplice e utilissimo idraulico neppure l’ombra e il marito non è in grado di distinguere un cacciavite da una pinza, o meglio lo distingue, ma da lì ad usarlo con competenza… del resto ha un altro lavoro!
E’ la legge di Murphy… e purtroppo non sbaglia mai!

Oggi sono in attesa dell’idraulico per il controllo annuale della caldaia, previo appuntamento,  e sono già in agitazione, perché mi infastidisce avere operai per casa, anche quelli silenziosi, che non cercano di coinvolgerti in chiacchiere delle quali non ti interessa nulla, anche quelli ordinati e attenti a non rigarti tutto il parquet di casa o a non far cadere la tenaglia sulla tua bella penisola o a non sporcarti tutti il bagno con la scusa che deve provare il rubinetto per l’accensione dell’acqua calda. Non so spiegare il motivo, ma tiro un sospiro di sollievo solo quando se ne va. Per il momento è in ritardo di 15 minuti e, ovviamente, il mio fastidio aumenta. Non posso neppure rimproverarmi di non aver manualità nel settore perché ormai tutti gli interventi, anche minimi, devono essere certificati da idraulici diplomati…eh, se anziché l’archeologia e la letteratura mi fosse piaciuta l’idraulica!!!

mercoledì 12 settembre 2012

PINGU, COME DIMENTICARLO?


Il piccolo di casa, dallo spirito indipendente ma ancora fragile e di una tenerezza indescrivibile, aveva conquistato la mia bimba e la sua mamma… Su uno sfondo di ghiacciai perenni, con un igloo per casa, dove vivere con mamma, papà e una sorellina, Pings, foche per amiche, pochi oggetti tipici – una pala, una slitta – e solo una sciarpa e un cappello per indumenti, Pingu vive le sue avventure rocambolesche che lo portano sempre a combinare qualche guaio, a essere sgridato e poi coccolato dalla mamma. Il linguaggio è poco comprensibile perché pur parlando l’italiano emette suoni simili a quelli dei pinguini…insomma un “paperino disneyano del ghiaccio”, altrettanto simpatico e adorabile.


1° GIORNO DI SCUOLA!!!

Auguri a tutti coloro che, docenti e studenti, oggi iniziano un nuovo anno scolastico! Che sia carico di scoperte, avventure e stimoli!!! In bocca al lupo alla mia Giulia( e a tutta la sua classe) che, felice per gli insegnanti che le sono stati assegnati, inizia( a dire il vero già rimpiangendo le vacanze) quella che, secondo la tradizione, sarebbe stata la prima liceo classico!



lunedì 10 settembre 2012

IL CROISSANT…LO ADORO!




Posso affermare con  la certezza di non smentirmi che il croissant è il dolce che prediligo: liscio, integrale o con il ripieno di marmellata all’albicocca. Non lo mangio mai al cioccolato o con il ripieno di crema: non mi piace.
Tutti pensano al croissant come a un dolce tipico della cucina francese e passeggiando per Parigi o per altre cittadine di Francia le boulangéries vendono tante baguettes quante  brioches !
Quando si pensa a questa delizia, viene subito in mente un profumo di sfoglia burrosa, da accompagnare a un tè o da riempire con formaggio ed affettati, sì perché pure in versione salata mi stuzzica! In realtà la vera storia di questa leccornia è avvolta dal mistero: si raccontano varie leggende sulla sua nascita, ma nessuno sa quale sia la vera. La versione più antica risale al 1683, quando i turchi ottomani attaccarono Vienna. La leggenda racconta che un panettiere, che si era attardato al lavoro, avrebbe sentito i turchi intrufolarsi nella città e avvisato i militari, salvando così  la città e cucinando poi un dolce a forma di luna che ricordava l’emblema dei turchi islamici: dare un morso a questo nuovo dolce simboleggiava l’atto di “mangiare” i turchi.
Di tale leggenda esiste anche la versione ambientata a Budapest.
Un’ altra tradizione tramanda che sia stata  Marie Antoinette a dar origine a tale dolce: il re Luigi XVI l’aveva portata in Francia e sposata all’età di 15 anni e pare che ciò che mancasse di più alla giovane principessa fosse il «kipferl», il tradizionale dolce austriaco che  venne copiato, diventando così famoso da essere ritenuto un’istituzione dolciaria francese.
Un’ulteriore leggenda racconta che un soldato austriaco, una cinquantina d’anni dopo la morte della famosa regina – povera! Decollata nell’ottobre del 1793! -, avrebbe aperto una boulangérie a Parigi importando prodotti nazionali, tra cui il kipferl, perciò il croissant non sarebbe altro che il kipferl austriaco importato in Francia e rinominato croissant all’inizio del XIX secolo.
Che la famosa brioche non sia francese? A me poco importa quali siano le sue origini, ringrazio chi l’ha inventato e ne ha favorito la diffusione…grazie, grazie, grazie! Certo mi piacerebbe sia stata Maria Antonietta, per la quale ho sempre nutrito una certa simpatia, e non solo perché regina di Francia (tra l’altro se dovessi scegliere un re, opterei per Luigi XIV, il “Re sole” e non certo per Luigi XVI, anche perché vista la fine…), ma perché figlia di Maria Teresa d’Austria, altra figura femminile che apprezzo e noi, in Lombardia, le dobbiamo molto! Comunque…EVVIVA I CROISSANTS!!!
P.S. : Des Gâteaux et du Pain, al 63 di Boulevard Pasteur, è risultato il vincitore del premio per il miglior croissant di Parigi 2012! Alla prima occasione ci dobbiamo andare, vero Marcella???

domenica 9 settembre 2012

In spiaggia…



Un ultimo weekend al mare, prima che gli impegni lavorativi e gli ovvi mutamenti climatici impediscano di godere ancora di un sole così caldo da consentire una bella nuotata e poi stendersi a rinvigorire l’abbronzatura.
Non riuscendo a leggere un buon libro per il riverbero del sole e le scomode posizioni che dovrei assumere, mi piace trascorrere il tempo nell’osservazione degli altri bagnanti: le due signore anziane, con eleganti e castigati costumi interi, che chiacchierano tra loro, il palestrato che si compiace di quanto il colorito e l’olio abbronzante mettano in risalto bicipiti e pettorali, un papà magro e altissimo, che non deve aver trascorso altri precedenti giorni al mare, costretto a mostrare il segno della maglietta a mezze maniche ( quella delle probabili passeggiate in montagna effettuate qualche tempo prima) che, come dire, non ne evidenzia l’avvenenza e, enorme sorpresa, una “signorina” sessantenne che, con nonchalance, porta ancora una cuffia da bagno con fiori applicati ( non ne vedevo da quando ero piccola!) che suscita sorrisi e i commenti poiché, per quanto si usi il vintage…



La mia attenzione è poi attratta da alcuni bambini intenti a giocare con secchielli, palette, rastrelli e formine.
Le adoravo quest’ultime per le loro forme: le mie preferite erano quelle a torta e a stella marina! Quanto mi piaceva riempirle di sabbia bagnata, compattarla e, sollevatele con delicatezza, osservarne le forme riprodotte sulla spiaggia.



Non ho mai avuto il secchiello dalla forma di torre, con il quale chi lo possedeva riproduceva una costruzione merlata che io invidiavo per il vantaggio che consentiva nella costruzione di castelli di sabbia.
Il mio sguardo cade su una bambina del gruppo, accompagnata dalla mamma a fare il bagno in mare… la osservo cimentarsi in un tuffo, si fa per dire, con un fantastico, coloratissimo salvagente di Barbie.

Non so cosa avrei dato da piccola per averne uno simile! Mia madre, con la scusa della maggiore sicurezza, mi acquistava sempre e solo salvagente bicolori, bianco da un lato e arancione dall’altro, convinta che tutti gli altri fossero vezzosi e, in quanto tali, poco sicuri, mal sigillati e con la valvola difettosa.
Sorrido al ricordo e mi dico che ne devo avere subito un trauma che ancora non sono riuscita a superare. In fondo mi disturba ancora il non aver mai avuto un salvagente più divertente e variopinto.


La vita da spiaggia non è poi cambiata di molto, al di là della riduzione dei  centimetri di stoffa per i costumi femminili e, ahimè, degli improponibili perizomi per bimbe di 4/5 anni … aiuto, salvate quelle bambine!!!
Beh, di certo mia madre non me l’avrebbe fatto indossare, da brava morigeratrice di costumi qual era. In tal caso… brava mamma!
P.S. Nemmeno io l’ho fatto indossare alla mia piccola!

venerdì 7 settembre 2012

Fermandomi a osservare…


Mi è successo qualche giorno fa, mentre in attesa di un’amica, ferma a un incrocio prospiciente i giardini "alla francese" della mia città, ho iniziato a osservare ciò che mi circondava. Lo sguardo è stato catturato da una figura di spalle: una donna anziana, anzi l’aggettivo vecchia rende meglio l’impressione che ne ho avuto, ricurva su se stessa, quasi contorta e dal passo difficoltoso. La difficoltà nel camminare pareva aggravata dai sanpietrini sconnessi e dagli alti marciapiedi. Un’immediata e istintiva associazione di idee me l’ha fatta paragonare a un ramo di quercia, contorto per i venti che, nel corso della lunga vita, l’hanno sottoposto a fatiche inusitate, lasciandogli addosso il passare degli anni. Notai che l’abito di un’ inattesa vivacità di colori, stridente con il grigiore della giornata, poco si accompagnava al copricapo, un cappello blu o nero, dal quale spuntavano ciocche bianche di capelli. Il lento ondeggiare del suo incedere, forse anche per un improvviso alito di vento che si è alzato, hanno fatto sollevare leggermente e vezzosamente la gonna. Non vedevo dove posasse il suo sguardo, non sapevo dove fosse diretta, così tutta sola, con i soli alberi del viale testimoni del suo passaggio, ma con fatica ho distolto lo sguardo da lei, quando è sopraggiunto chi attendevo, e la sera il suo ricordo mi ha coccolata…chissà forse ho creduto di rivedere qualcuno che ho amato tanto.



lunedì 3 settembre 2012

Il giro del mondo in 80 giorni




Sarà che optare per un anno sabbatico e fare il giro del mondo è un sogno proibito, sarà che adoro viaggiare e amo i libri e quando la seconda passione coinvolge la prima sprofondo in un altro mondo, quello descritto nel libro, sarà che il viaggio vecchio stile, con treni, carrozze, mongolfiere…, mi ha sempre affascinata, sarà che il libro è scritto da Jules Verne, sarà che tutto inizia in una delle mie città preferite, Londra, o forse sarà che perdersi in un posto nuovo potrebbe essere un’avventura indimenticabile... ma questo libro mi ha sempre affascinata!



Il fascino da tipico gentleman inglese del protagonista, Phileas Fogg, che vive in una Londra di fine XIX secolo, abitata da uomini con bombetta, bastone da passeggio, soliti ritrovarsi in quei club sofisticati, per soli uomini, che vi si rifugiano per leggere libri, aggiornarsi con i quotidiani, fumare sigari, discutere di politica, di economia e poi sorseggiare il tè delle cinque ha qualcosa di coinvolgente – sarà perché è l’epoca nella quale avrei voluto vivere – ma, senza accorgermene, mi ritrovo a immaginare di viverci. Mi rasserenano quei costumi, le consuetudini e il ritmo lento delle giornate e, puff…eccomi là, magari a vivere al n.7 di Saville Row, nella casa di Fogg, quella dalla quale esce- per recarsi al Reform Club - e rincasa sempre alla medesima ora – perché quando si è precisi!!! – salutato e accolto dal suo fedele maggiordomo, J. Passepartout –anch’io voglio un maggiordomo!!!



Già tutto ciò sarebbe più che sufficiente per incantarmi, se poi aggiungiamo le avventure in luoghi lontani, esotici, quasi mitici per quell’epoca, sono del tutto conquistata.
Io avrei prolungato le soste per visitare i tanti luoghi meravigliosi nei quali approdano con i mezzi più arditi per quel periodo, e senza mai scomporsi,


 ma certo Fogg aveva la sua scommessa da vincere, aveva incontrato l’amore della sua vita e poi se ne voleva tornare nella sua bella ed elegante casa nel centro di Londra…come dire…chi non lo capisce?!