Archivio blog

A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

venerdì 23 settembre 2011

OGGI, UN GIORNO QUALSIASI




Un giorno di metà settimana, di quelli tranquilli che trascorrono senza 
lasciare il segno, forse neppure un ricordo tanto risultano banali, ma 
sarà un giorno tutto mio, nel quale non farò nulla di obbligato, non 
assolverò a nessun dovere, non mi prodigherò in nessun compito e mi 
appagherò del silenzio che mi avvolge, nel riposo più assoluto, leggendo, 
scrivendo, mordicchiando golosità senza badare all’ora del pranzo, 
sorseggiando la mia bibita preferita e molto “zuccherosa”, lasciando 
correre la fantasia.

La fantasia corre, è veloce nel farlo, e progetta viaggi in terre così 
lontane che ci vorrebbero 24 ore di volo aereo per raggiungerle, spazia 
sino all’acquisto di case in città tanto amate (monolocali ovviamente, 
visti i costi), indugia sull’idea di riuscire a concretizzare un 
“progettino” di aiuti umanitari, da tanto cullato e non ancora 
realizzato, raggiunge l’esistenza in un eremo, non per rinchiudervisi a 
vita ma per assaporare per pochi giorni l’assoluto silenzio, la pace totale
 e un ritmo lento di gesti che mi rapisce e mi estranea dal mondo reale.
Alle fantasie segue la realtà alla quale mi riporta il campanello che 
squilla e il videocitofono che riflette l’immagine del volto noto di un 
grande, profondo amore, quello di mia figlia, della mia “meraviglia. 
Lei, per mia fortuna, non è una bella fantasia, lei non è un bel sogno, 
lei è la mia stupenda realtà.


Nessun commento:

Posta un commento