Pensare che io ho sempre sostenuto che pure i giorni di pioggia abbiano un loro fascino mi sconvolge. Certo, il ticchettio delle gocce su tetti e grondaie, la gente che, se colta all’improvviso da uno scroscio, corre alla ricerca di un riparo di fortuna, tra l’infastidito e il divertito, i bambini che si divertono ad entrare nelle pozzanghere, che a guardarle costituiscono un piccolo mondo di chissà quanti micro essere viventi, l’evitare di essere bagnata da automobili troppo veloci che sollevano, dalla pozze d’acqua lungo i marciapiedi, tsunami in miniatura ma sufficienti a ridurti come un pulcino, ovviamente bagnato fradicio, sono situazioni che mi fanno nascere un sorriso sulle labbra…ma ora non se ne può più! L’umore è andato a far compagnia alle suole delle mie scarpe, anzi stivali che non abbandono da mesi e che ora mi hanno proprio stufato e le poche giornate con il cielo azzurro restano nella memoria come un ricordo appannato dalle interminabili ore di pioggia. Certo alcune mattine, socchiuse le persiane adagio, nel timore di restare delusa una volta in più, ecco… la grande scoperta…non piove! Ci sarebbe di che gioire se non fosse che nella sventurata bassa padana, complice il tasso di umidità dovuto all’ enorme quantità di pioggia dei giorni precedenti, il sole resta oscurato…da cosa? Ma dalla nebbia, che altro! Una delizia dopo l’altra!!! Se la pioggia ti rattrista, la nebbia ti annienta. Per fortuna l’essere umano ha una virtù che lo supporta: la speranza! Io sto sperando che, prima o poi, per più di mezza giornata, arrivi la primavera con il sole, il cielo terso, il tepore che ti spinge a spogliarti degli strati ancora invernali che abbiamo addosso, preannunciando la stagione calda che mai ho desiderato come in queste giornate. Siamo d’accordo che marzo sia pazzerello e aprile ogni giorno sia un barile, ma tutto deve avere un limite!
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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.
giovedì 11 aprile 2013
Ancora pioggia?!
Pensare che io ho sempre sostenuto che pure i giorni di pioggia abbiano un loro fascino mi sconvolge. Certo, il ticchettio delle gocce su tetti e grondaie, la gente che, se colta all’improvviso da uno scroscio, corre alla ricerca di un riparo di fortuna, tra l’infastidito e il divertito, i bambini che si divertono ad entrare nelle pozzanghere, che a guardarle costituiscono un piccolo mondo di chissà quanti micro essere viventi, l’evitare di essere bagnata da automobili troppo veloci che sollevano, dalla pozze d’acqua lungo i marciapiedi, tsunami in miniatura ma sufficienti a ridurti come un pulcino, ovviamente bagnato fradicio, sono situazioni che mi fanno nascere un sorriso sulle labbra…ma ora non se ne può più! L’umore è andato a far compagnia alle suole delle mie scarpe, anzi stivali che non abbandono da mesi e che ora mi hanno proprio stufato e le poche giornate con il cielo azzurro restano nella memoria come un ricordo appannato dalle interminabili ore di pioggia. Certo alcune mattine, socchiuse le persiane adagio, nel timore di restare delusa una volta in più, ecco… la grande scoperta…non piove! Ci sarebbe di che gioire se non fosse che nella sventurata bassa padana, complice il tasso di umidità dovuto all’ enorme quantità di pioggia dei giorni precedenti, il sole resta oscurato…da cosa? Ma dalla nebbia, che altro! Una delizia dopo l’altra!!! Se la pioggia ti rattrista, la nebbia ti annienta. Per fortuna l’essere umano ha una virtù che lo supporta: la speranza! Io sto sperando che, prima o poi, per più di mezza giornata, arrivi la primavera con il sole, il cielo terso, il tepore che ti spinge a spogliarti degli strati ancora invernali che abbiamo addosso, preannunciando la stagione calda che mai ho desiderato come in queste giornate. Siamo d’accordo che marzo sia pazzerello e aprile ogni giorno sia un barile, ma tutto deve avere un limite!
venerdì 5 aprile 2013
IN QUEI GIORNI DI NOIA…
Credo capiti a tutti di avvertire un po’ di noia, del resto non si può organizzare e programmare ogni attimo della nostra vita…è salutare lasciare che gli eventi accadano sorprendendoci e superando, a volte, le nostre aspettative.
Tuttavia
è vero che le giornate nelle quali la noia prende il sopravvento risultano
interminabili, ma io mi impongo di non lasciarmi scoraggiare, soprattutto
durante il pomeriggio…quelle ore che scorrono lente, sonnacchiose, in modo
particolare d’estate, sì perché in
inverno lo stare in casa è di conforto di fronte al freddo, alle intemperie e
al buio che avvolge buona parte della seconda metà della giornata. Certo che in questi giorni, decisamente non estivi e neppure primaverili, la noia si appropria di ogni mia fibra e nulla può indurla a desistere dal farmi sentire una moderna Madame Bovary a Rouen!
Pensa
e ripensa ho individuato una soluzione, a volte faticosa ma produttiva, cioè
quella di sbrigare faccende che solitamente tendo a rinviare o per pigrizia o
per mancanza di tempo: mi metto a riordinare cassetti stracolmi di fogli e
oggetti, per lo più di un’inutilità assoluta, o telefono alla zia che abita
lontano o a quell’amica che da tempo non sento o ancora a risistemo cartelle
sul mio pc.
Tuttavia
devo ammettere che la noia ha una sua tenacia: ti si appiccica addosso e pare
non volersene più andare. La noia è antipatica, è di quelle “cose” brutte – oddio,
parlo come tanti miei studenti che riprendo sempre quando usano il termine
troppo generico “cosa” e aggettivi banali come “bello”, “brutto”… - che
collocherei tra il mal di denti ( per me intollerabile, come ogni dolore
fisico, perché devo averne una soglia di sopportazione bassissima!) e il dover sopportare una persona che
mi risulta fastidiosa.
La
noia ha il sopravvento quando la stanchezza psichica, di fronte alla routine
quotidiana, ti dilania e ti fa sognare uno stravolgimento della tua vita. A volte
si tende a confondere la noia con la stanchezza fisica per un insufficiente
numero di ore di sonno o per la scocciatura dovuta alla vicina di casa o al
collega che sfogano su di te le decennali proprie insoddisfazioni di cuore, lavoro, carenza di denaro…ma non è questo.
A
volte me la sono fatta passare assecondandola: le ho permesso di prendere il
sopravvento, trascorrendo inutili ore nullafacente, sino a quando l’istinto di
sopravvivenza mi ha condotta a reagire, quasi inconsapevolmente, con un pensiero
positivo che mi ha ridato la voglia di fare, facendomi dimenticare il tempo
trascorso nell’inedia.
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