Ormai li vogliono cancellare dalla memoria…sigh,sigh! Li ricordo bene nelle due città dove sono vissuta da piccola! Quando, all’improvviso, ne ritrovo uno girovagando per una città, me ne compiaccio e rimango incantata a osservarlo.
Mi piace entrarvi e ogni scusa è buona per comprarvi qualcosa.
Una visita a
una vecchia drogheria o confetteria solleva il velo del tempo e consente di respirare l'atmosfera di un
passato che fu, quando le merci non venivano esposte in confezioni ermetiche, i dolcetti, le caramelle
, i confetti erano in grandi vasi
di vetro. Ancora una volta la realtà di quando ero piccina rimanda a un racconto di Proust, e mi rivedo incantata davanti a quei “vasi di Pandora”
che ora si trovano solo sulle bancarelle dei mercatini di antiquariato! I tempi mutano, non c’è che dire!
Il bancone
ligneo, i molteplici cassetti con le relative targhette a rivelarne il
contenuto, le scale per raggiungere i piani più alti, che arrivavano al
soffitto, la bilancia e la cassa
ingombrante e decorata erano i loro tratti distintivi.
La loro memoria pare fuoriuscire dalla letteratura di fine Ottocento, ma sono esistiti veramente, almeno fino a tutti gli anni Settanta del Novecento.
La loro memoria pare fuoriuscire dalla letteratura di fine Ottocento, ma sono esistiti veramente, almeno fino a tutti gli anni Settanta del Novecento.
A gestirli
erano gli stessi proprietari e solo qualche commessa che lì trascorreva
l’intera sua vita lavorativa, affezionandosi al negozio e a coloro che
l’avevano assunta quasi si trattasse della propria famiglia. La gentilezza e la
disponibilità che manifestavano verso i clienti dovrebbero essere portati a esempio per molti commercianti odierni! Il negoziante metteva a
disposizione la proprie esperienza e la propria competenza nella scelta del
prodotto desiderato dal cliente.
Sacchetti di
carta, a volte cartocci veri e propri, e scatole di legno o latta erano i
contenitori delle merci da portare a casa. Certo oggi i centri commerciali e i
supermercati prendono il sopravvento sui piccoli negozi, ma l’atmosfera e il
fascino di quelli di un tempo…rimangono incomparabili!



Mi piace questo post. Belleeee le foto scelte!!! sabri
RispondiEliminaGrazie Sabri, sempre carina a commentare. Buona giornata.
RispondiEliminaA me torna spesso in mente la cartoleria Grazzani di corso Vittorio. Mi sembrava gigantesca e misteriosa con quell'aria un po' austera ma nello stesso tempo familiare. E quando, dopo aver chiesto quello di cui avevo bisogno, la commessa spariva nel retro, che pareva enorme perchè a volte ci metteva un po' a tornare con la merce richiesta, io cercavo di immaginare come fosse quel posto al quale non avevo accesso ... Ricordi ... :)
RispondiEliminaLo ricordo benissimo e pure io, dopo il disagio per la serietà del proprietario, che dalla cassa non si spostava mai, e della commessa, avrei tanto voluto curiosare in quel retrobottega dall'aria misteriosa. Ricordo anche la confetteria di corso Roma, all'angolo con via Gaffurio, come il barbiere di piazza Zaninelli... tutti scomparsi...peccato. Anna, il tempo passa...Uhhh...tasto dolente! Grazie.
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