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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

sabato 1 ottobre 2011

Grazie ai fratelli Montgolfier !!!


Da sempre sono affascinata dalle mongolfiere e un mio grande desiderio, per ora ancora insoddisfatto, sarebbe quello di provare l’ebbrezza del volo in aerostato.
Ogni volta che ne vedo uno, mi brillano gli occhi e fantastico su un improbabile giro del mondo a bordo. Certo la lettura e la visione di più di una versione cinematografica de “Il giro del mondo in ottanta giorni” di Giulio Verne deve aver giocato un ruolo non indifferente sulla mia mente di bambina … e di adulta! La mongolfiera mi fa sognare ad occhi aperti e immagino, dopo un decollo da manuale, con tanto di folla che si sbraccia per salutarmi, di dirigermi verso terre lontane, passando su sterminate radure verdeggianti, corsi fluviali che brillano sotto il sole, laghi dei quali individuo i confini e i paesi costieri, colline che preannunciano vette più alte, prospettive da brivido, alternate a tramonti spettacolari per poi affrontare le ore notturne – a dire il vero non sono certa si possa volare in mongolfiera durante la notte, ma la mia fervida immaginazione mi consente tutto - , giorni e giorni in volo, attraversando bianche nuvole e incontrando brezze che favoriscono la velocità.
Al di là del sogno, mi accontenterei di sorvolare spazi ben più ridotti, anche per pochi minuti, quelli sufficienti ad ammirare panorami straordinari da una visuale del tutto insolita.
Se fossi in grado imiterei Vincenzo Monti che ai fratelli Montgolfier dedicò un’ode per celebrarne l’invenzione e il primo volo -  con a bordo tre animali: una pecora, un’oca e un gallo, ignari aeronauti riportati a terra illesi - che, non dimentichiamocene, avvenne a Versailles, al cospetto di Sua Maestà Re Luigi XVI e dell’illustre consorte, la regina Maria Antonietta, il 19 settembre 1783, dalla durata di circa 8 minuti e che raggiunse la ragguardevole altezza di circa 500 metri.

P.S. Tale invenzione consentì ai fratelli Montgolfier di essere nominati membri dell’Accademia delle scienze di Parigi e al loro padre di ricevere il titolo nobiliare ereditario de Montgolfier dal re Luigi XVI nel 1783,oltre a rimanere nella storia!!!

2 commenti:

  1. non avrei mai pensato ad un elogio ai Montgolfier, ma hai ragione. Sfrutterò le tue info con i miei alunni, quando dovrò parlargli del re Sole. Sabri

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  2. Sì, sono curiosità che restano impresse anche nelle menti degli studenti meno dediti allo studio e poi, come mi dicono alcuni dei miei, potrebbero servire se un giorno partecipassero a "Chi vuol essere milionario?". Accetto di tutto purchè imparino qualcosa anzi, verso la fine dell'anno scolastico, scelgo una materia, li divido in gruppo e ... domande a raffica, con le opzioni, 10 secondi di tempo... simulo il gioco televisivo, trasformandomi in Gerry Scotti. Ci divertiamo e agli studenti del gruppo vincitore... un 8 sul registro, che non guasta mai e solleva le medie!

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