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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

martedì 30 agosto 2011

VENTI SIGARETTE A NASSIRYA



Ho letto questo libro dopo aver seguito un’intervista televisiva ad Aureliano Amadei, uno dei due autori e protagonista di questo romanzo-reportage in cui descrive, con uno stile molto diretto e un lessico a volte gergale e colorito, la scelta di un viaggio a Nassirya per girare un film. Il destino lo porta proprio nel luogo della purtroppo ben nota strage del 12 novembre 2003, nella quale resta coinvolto e che lo segna profondamente nel corpo e ancora di più nell’animo. L’esperienza lo fa riflettere sulla presenza italiana in Iraq, in una guerra che ufficialmente non esiste.
Ho trovato singolare il titolo che rimanda al breve tempo trascorso in quella terra – quello che gli è stato necessario per fumare un pacchetto di sigarette, 20 per l’appunto – prima di rischiare la vita.
Al di là delle idee politiche di ognuno, è un libro che merita una lettura in quanto testimonianza diretta di una realtà che se appartiene ad un paese lontano da noi, per cultura e distanza geografica, in verità ci riguarda tutti dal momento che siamo una sola umanità.

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