Concordo con quanto scrive la scrittrice Paola Mastrocola, insegnante di scuola superiore come me, in merito alla situazione in cui vengono a trovarsi tutti gli studenti che, non avendo raggiunto risultati sufficienti a giugno, devono sostenere delle prove a settembre per poter accedere alla classe successiva, cioè quelli che un tempo erano gli esami di riparazione.
Le scuole offrono aiuti, per quanto le ristrette finanze consentano, con i corsi di recupero che non hanno la pretesa di rivedere l’intero programma svolto nell’anno (e come farlo in pochi giorni???) ma possono offrire chiarimenti a chi non ha ben compreso pur essendosi impegnato. Coloro che d’impegno ne hanno messo poco o neppure quello, beh… non necessitano di alcun cmmento.
Molti studenti ricorrono alle lezioni private, ma sarebbe bene provvedessero anche a lavorare da soli, compiendo quello sforzo che hanno evitato nell’anno trascorso, sperando che poi il voto del consiglio di classe avrebbe risolto la situazione a loro favore con un atto di generosità che, chissà perché, è ritenuto dovuto! Il vedersi il giudizio sospeso dovrebbe diventare una scommessa con se stessi per dimostrarsi che si è capaci di prendere sul serio la scuola e di lavorare con costanza.
Quello che importa è la volontà di farcela e lo sforzo che si compie per ottenere il risultato. Intrapresa questa strada di autoconsapevolezza del proprio atteggiamento, anche l’anno successivo potrebbe dare ottimi risultati.
La crescita non consiste soltanto nel compiere 18 anni, nell’ottenere la patente, nel venire a scuola in auto o nel rincasare a notte fonda …
La crescita è tale se comporta una certa maturazione e se sviluppa il senso di responsabilità verso gli altri e verso se stessi.
Questa riflessione nasce dall’inatteso incontro con una madre di un mio studente, con ben tre giudizi sospesi; la signora si è lamentata per l’eccessiva severità degli insegnanti delle materie d’indirizzo che, a suo dire, non avrebbero mantenuto il dialogo con la famiglia e non avrebbero compreso i problemi del suo bravissimo e studiosissimo figlio, ora carico d’impegni e convinto di non riuscire a colmare le lacune, "colpevole" anche il docente che, essendosi fatto carico di aiutarlo durante l’estate, ha precisato che non sarà disponibile per l’intera settimana di ferragosto!!!


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