Estratti biglietti d’auguri, ritagli di giornale, un portachiavi e un vecchio portafogli, intravvedo qualcosa di blu, sotto a tutto, …è la mia cartelletta dei tempi dell’università!
Aprirla è stato come tornare indietro nel tempo e rivedermi seduta nell’aula di archeologia o in quella di storiaantica, le due aule in cui ho seguito il maggior numero di lezioni.
All’interno copie di statini, quei foglietti (da tempo in disuso) che, ritirati in segreteria, si dovevano consegnare al docente al momento di sostenere l’esame.
Ecco il frutto do tante fatiche: la fotocopia del libretto personale. Che emozione rileggere gli esami sostenuti ( Storia orientale antica,Letteratura italiana, latina, greca, Storia del teatro e della drammaturgia antica, Filologia medievale e umanistica, Glottologia, Epigrafia latina, Storia greca, romana e medievale, Archeologia e storia dell’arte greca e romana, Geografia, Storia dell’arte lombarda ecc…) con i voti (però, niente male!) e le firme dei docenti, alcuni dei quali non ci sono più.
Lì, in poche pagine, anni della mia vita, condivisa con tante compagne, molte delle quali perse di vista perché lontane o per i diversi percorsi intrapresi.
Dolci ricordi, memorie di tanta ansia e la grande soddisfazione il giorno della laurea, il 14 luglio, con mia nonna in lacrime vedendomi seduta al centro della solenne aula Volta dell’università di Pavia.
Sospiro e una parte di me vorrebbe tornare a quegli anni ma poi, no, meglio il presente così ricco di motivi per essere felice.
Richiudo la cartelletta e, accarezzandola, la ripongo nella scatola, col sorriso sulle labbra e un po’ di magone.





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