Quando ero piccina, piccina guardavo la televisione in bianco e nero, nata in Italia il 3 gennaio 1954, poi, negli anni Settanta tutto divenne a colori e mi sembrò una magia. I miglioramenti si susseguirono di anno in anno, ma chi l’avrebbe mai detto che dal pulsante da premere per accendere l’apparecchio e dal telecomando sarei giunta a navigare davanti a uno schermo, scegliendo gli argomenti che preferisco, un film o una canzone a me cari, un quotidiano da sfogliare… semplicemente appoggiando la mia mano su un piccolo oggetto che, per la sua forma, ricorda un topolino, il mouse, nome con cui tutti lo conosciamo, e si presta al cavo della mano stessa con la quale diventa un tutt’uno? Di nuovo una magia, ancora una magia della mente umana, di quei geniacci che ne capiscono di “cose”, le studiano, le sperimentano, le progettano, le producono e ce ne fanno dono. Grazie, geniacci!!!
Altro che “vedere a distanza”, come suggerisce l’etimologia del termine televisione, ormai siamo dentro a quel che vediamo!

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