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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

lunedì 29 agosto 2011

COME NON ESSERE D’ACCORDO CON JACQUELINE DE ROMILLY?


Questa grandissima donna, pensate…prima donna professore all’Accademia di Francia, rinomata specialista di civiltà e lingua greca, innamorata della cultura classica e umanista, esperta e ammiratrice dell’Atene antica al punto da definire lo storico Tucidide “Uno degli uomini della mia vita” arrivò a sostenere che “Una società che dimentica Omero finirà per dimenticare Voltaire”.
Concordo con il suo pensiero e la realtà pare darle ragione.
Da grande conoscitrice di quel lontano passato, ne individuava la modernità e auspicava la conoscenza degli autori antichi per trarre vantaggi dai loro insegnamenti, dalla loro “voce” che raggiunge chiunque voglia ascoltarla. Ecco perché avrebbe voluto che il greco antico fosse diffuso e non solo studiato dagli studenti del liceo classico.
Riteneva che il declino dello studio del greco antico, con la sua letteratura, la sua filosofia e l’intera cultura di allora fosse un grave danno per l’umanità, una perdita incolmabile che avrebbe condotto l’uomo a dimenticare i tanti insegnamenti offerti e poi trasferiti nelle lingue e culture successive.

Perdere questo prezioso patrimonio e lasciarlo cadere nell’oblio, significherà pagarne le gravi conseguenze che ne conseguiranno.
Ecco che si chiarisce la sua affermazione: un mondo che non vorrà più attingere a tanta saggezza, potrebbe giungere a sottovalutare, nel tempo, anche altre testimonianze di grande valore per il perdurare della civiltà, quali gli insegnamenti dell’Illuminismo, della sua tolleranza e della sua apertura mentale, basti pensare all’ affermazione di Voltaire “Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente”.
Quante volte, anche nella quotidianità, assistiamo all’intolleranza più assoluta? Troppe.
Che si sia già dimenticato anche Voltaire? Non lo escludo.



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