Ho chiesto a un mio studente della Costa d’Avorio, piuttosto ben integrato, cosa significhi per lui essere uno straniero e la sua risposta è stata illuminante, anche per via della sua giovane età.
Ha spiegato che non ci si sente stranieri perché si proviene da un paese magari molto distante, perché si hanno usi, costumi, tradizioni e lingua diversi, perché si osserva un differente credo religioso. Lui si sente straniero solo quando nello sguardo di chi gli sta di fronte legge il suo essere straniero.
Forse dobbiamo meditare, che dite?

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