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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

sabato 22 ottobre 2011

In metropolitana

Andare a Milano in auto o in treno e poi prendere la metropolitana per raggiungere il centro, l’area pedonale, mi ha sempre fatto sentire una cittadina del mondo, nel senso che quel convoglio di carrozze che strisciano nelle “viscere” della città appartiene alle metropoli, a quei nuclei cittadini immensi, importanti, densamente abitati e ricchi di attrattive. Milano mi appare così … io almeno l’ho sempre percepita come tale.
Viaggiando e visitando altre grandi città del mondo ho riscontrato molte analogie proprio utilizzando questo moderno mezzo di trasporto che ha un suo fascino, anche per una come me che vorrebbe viaggiare in carrozza, ma quella con cocchiere e cavalli. Non so ben identificare quali fattori la rendano così affascinante ai miei occhi, forse il fatto che consenta di viaggiare sotto terra, trasferendoti da una parte all’altra della città, come per magia, attraverso percorsi non identificabili, forse per quegli odori, a dire il vero spesso quasi nauseanti, che ricordano le locomotive di un tempo, quelle a carbone, o forse …  chissà perché.
Quel che più mi piace della metropolitana è la possibilità di osservare una considerevole varietà umana. Vi si scorge un’eterogeneità di volti, di abbigliamenti e voci ma, al tempo stesso, un’omogeneità di gesti, sguardi, pensieri supposti e desideri inespressi a parole. Gli avventori, entrati e usciti, chi tra poche chiacchiere, chi concentrato nella lettura di un libro, chi distratto da chissà quale pensiero, chi stremato con lo sguardo sognante il proprio divano, a casa, al caldo … sono dei pittori che hanno aggiunto una propria personale pennellata a quel quadro dinamico dell’affollatissima metropolitana, per poi uscirsene senza rimpianto, lasciando un vuoto immediatamente colmato da un nuovo arrivo.
Molte volte mi sono chiesta chi avrebbe preso il mio posto, dopo la mia fuoriuscita dal "quadro" e non nego che mi sia capitato di voltarmi e badare a chi si stesse sedendo al mio posto, inconsapevole artista di una "tela" in continuo divenire.





1 commento:

  1. Ciao, sono Sabri, la stessa del commento al post sul Vedutismo.
    vorrei avere la tua immaginazione... io, quando sono in metro, avverto solo i cattivi odori di chi mi circonda e tutto mi infastidisce. alla prossima occasione tenterò di vedere gli altri come artisti che fanno parte di un quadro in divenire... ma in quale parte del cervello trovi queste espressioni e perchè a me mancano???

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