Ieri, durante la lezione di storia in una classe 5°, discorrendo della Rivoluzione russa, abbiamo “scoperto” che negli anni Venti vi avevano introdotto l’obbligatorietà scolastica sino ai 15 anni. Commenti e battutine si sono sprecate… Solo alcune timide voci a sostenere quanto lungimiranti fossero stati, poiché in pochi si rendono conto dell’enorme fortuna che hanno.
Il diritto allo studio è sacrosanto ma è inutile illuderci…ancora oggi non è garantito a tutti e sussistono disparità di sesso, per cui in alcuni paesi non è consentito alle donne accedervi, e di censo, perciò determinate scuole e università sono precluse ai più.
Tuttavia noi possiamo reputarci fortunati per il fatto di potere scegliere il percorso di studi che più ci aggrada. Non è sempre stato così e soprattutto le donne hanno faticato molto per ottenere una parità con gli uomini, come ci viene confermato da alcune curiosità che mi è piaciuto riportare:
. La prima donna laureata al mondo è stata Elena Lucrezia Cornaro (splendido è un libro a lei dedicato “Illuminata” di P. Carrano, Ed. Mondadori) : laureatasi nel 1678 in filosofia a Padova, anche se non poté mai insegnare, in quanto donna;
. Ernestina Paper, nata Puritz-Manasse fu la prima donna laureata in Italia, dopo l’unificazione nazionale, nel 1877 in Medicina e Chirurgia a Firenze;
. Maria Montessori fu la prima donna a laurearsi in Medicina presso La Sapienza di Roma nel 1896;
. Emma Strada fu la prima donna laureata in ingegneria civile al Politecnico di Torino nel 1908;
. La prima donna italiana a conseguire tre lauree fu Maria Biffignardi: in Giurisprudenza nel 1896, in Lettere nel 1899 e in Filosofia nel 1900.



Hai ragione, dobbiamo tenerlo a mente. Mi è piaciuto. Angie
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