Uno dei cartoni animati da me preferiti era Gatto Silvestro, che del gatto selvatico, al quale allude il nome, aveva ben poco, se non l’istinto di catturare e mangiarsi il tenero e furbetto Titti.
Il suo aspetto, nero col ventre bianco, lo rendeva familiare, così come la caparbietà nella caccia al canarino, chiuso in una gabbietta e sempre protetto dalla nonnina, induceva a una certa solidarietà per la sua goffaggine.
La sfortuna lo perseguitava e mi spingeva a fare il tifo per quel gattone che veniva preso a ombrellate dalla nonna ogni volta che attentava all’incolumità del volatile e veniva picchiato da un cane bulldog, brutto, tarchiato e muscoloso … Veniva da dire “povero Silvestro!”.Titti o Tweety, con la celebre espressione “Oh,Oh, mi è parso di vedere un gatto!” non riscuoteva le mie simpatie: sempre soccorso da qualcuno, scaltro, ingegnoso e, a volte, perfido verso Silvestro, era l’emblema del fortunato e io, sin da piccola, ho sempre parteggiato per gli sfortunati, come dimostra la mia simpatia per Paperino e l’antipatia verso Gastone…vorrà pur dire qualcosa, no?!

Bella l'idea di ricordare i vecchi cartoni animati. A dir il vero a me Titti non era così antipatico, anche se ora che ho letto il tuo post mi rendo conto che forse hai ragione: Titti era protetto dal cane e dalla nonna. Silvestro non era cattivo, seguiva l'istinto del predatore. Ciao, Sabri
RispondiEliminaMi hai fatto tornare all'infanzia: mi son rivista davanti alla tv con le patatine in mano a guardare questo cartone. Che nostalgia! grazie, Angie
RispondiEliminaNe sono felice, cara Angie.
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