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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

lunedì 10 ottobre 2011

Gatto Silvestro



Uno dei cartoni animati da me preferiti era Gatto Silvestro, che del gatto selvatico, al quale allude il nome, aveva ben poco, se non l’istinto di catturare e mangiarsi il tenero e furbetto Titti.
Il suo aspetto, nero col ventre bianco, lo rendeva familiare, così come la caparbietà nella caccia al canarino, chiuso in una gabbietta e sempre protetto dalla nonnina, induceva a una certa solidarietà per la sua goffaggine.
La sfortuna lo perseguitava e mi spingeva a fare il tifo per quel gattone che veniva preso a ombrellate dalla nonna ogni volta che attentava all’incolumità del volatile e veniva picchiato da un  cane bulldog, brutto, tarchiato e muscoloso … Veniva da dire “povero Silvestro!”.Titti o Tweety, con la celebre espressione “Oh,Oh, mi è parso di vedere un gatto!” non riscuoteva le mie simpatie: sempre soccorso da qualcuno, scaltro, ingegnoso e, a volte, perfido verso Silvestro, era l’emblema del fortunato e io, sin da piccola, ho sempre parteggiato per gli sfortunati, come dimostra la mia simpatia per Paperino e l’antipatia verso Gastone…vorrà pur dire qualcosa, no?!

3 commenti:

  1. Bella l'idea di ricordare i vecchi cartoni animati. A dir il vero a me Titti non era così antipatico, anche se ora che ho letto il tuo post mi rendo conto che forse hai ragione: Titti era protetto dal cane e dalla nonna. Silvestro non era cattivo, seguiva l'istinto del predatore. Ciao, Sabri

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  2. Mi hai fatto tornare all'infanzia: mi son rivista davanti alla tv con le patatine in mano a guardare questo cartone. Che nostalgia! grazie, Angie

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