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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

venerdì 14 ottobre 2011

Che dolce, la mia gattina!



La osservo ogni giorno, quando distrattamente le passo accanto e lei emette un miagolio smorzato, forse un cenno di saluto, e quando  io, seduta sul divano ,la individuo addormentata nei posti più impensabili, dietro la cimasa di un vecchio armadio, sopra il mio portatile o sulle pagine del libro di greco di mia figlia.
Adora sdraiarsi sulle ciabatte , lasciate ai piedi della poltrona, e intrufolarsi in un qualsiasi sacchetto, dove riesce anche ad addormentarsi.
Da piccola impertinente qual è si è appropriata della casa e  per questo sa di renderci felici.
A volte penso si stia umanizzando…ci osserva  e tenta, dissuasa da noi, d’imitarci : pranzerebbe volentieri a tavola con noi, mangerebbe nei nostri piatti e berrebbe dai nostri bicchieri, oltre a dormire dove più le aggrada, letti compresi.
Noi la freniamo, anche se “ci piace piacerle”.
E’ adorabile quando si sdraia a pancia in su, con le zampette posteriori ben tese e lì, sul pavimento della sala ,si addormenta, certa che nessuno mai le potrebbe fare del male.
Dolce creaturina, siamo felici di averti nella nostra vita, tu che hai fatto brillare gli occhi della mia adorata Giulia quando, condottati a casa, ti abbiamo presentata a quella bimba che tanto desiderava una gattina.
P. S. La dolce gattina in questione è Amélie, più volte immoralata in fotografie pubblicate su questo blog.


giovedì 13 ottobre 2011

“Camera con vista” di E. M. Forster


Ho letto il romanzo e ne ho visto e rivisto il film.
Lo stesso autore definì questa sua opera semplicemente come “the nicest” e non certo come il migliore. Io non ho letto l’opera omnia di Forster, ma trovo“Room with a view” adorabile.
La storia riflette la consuetudine del Grand tour che, nel XVIII e XIX secolo, era il viaggio di formazione obbligatorio per i gentlemen e le ladies inglesi, e non solo. Lo stesso Forster lo attuò, partendo dall’Inghilterra per giungere a Firenze, proprio come la protagonista, Lucy, accompagnata da una chaperon( come si conveniva alle giovani signorine), la cugina Miss Bartlett.
Un bacio rubato sconvolge la mente della giovane protagonista che inizia a vedere sotto una nuova luce il suo nobile e saccente promesso sposo.




 Ogni sua certezza cade e, dopo il soggiorno presso la realmente esistita pensione Bertolini, sul Lungarno, con relative escursioni mozzafiato nella campagna toscana, il ritorno in patria, nel Surrey, dove si consuma la conclusione del romanzo, con Lucy che lascia l’ottuso e rigido promesso sposo per il più passionale George, lo stesso del bacio in un campo di fiordalisi sotto il caldo sole italiano.
Saranno state le splendide fotografie, l’ambientazione a Firenze (impossibile non amarla), la campagna toscana prima e quella inglese poi…sarà stato il film in costume, la storia d’amore, i personaggi così ben definiti, ma resta uno dei film che rivedo più volentieri, da anni, e mi piace sempre tanto.



mercoledì 12 ottobre 2011

E LE MIE ADORATE GOLOSITA’…

Vi è mai capitato di apprezzare moltissimo un prodotto e vederlo scomparire all’improvviso dai ripiani dei supermercati e, a domanda esplicita, sentirvi rispondere che non è più in commercio, sempre che non lo chiediate a qualche giovanissimo commesso che, stranito, vi guarda dichiarando che in quel negozio non l’hanno mai avuto ( nonostante voi l’abbiate comperato lì per anni)?
A me è accaduto più volte.
I biscotti sembrano avere la peggio: adoravo Le Marie, biscotti ovali, sottili, bucherellati, vecchio stampo (forse della Mc Gregor’s) … sono scomparsi! (In realtà li ho trovati, acquistati e divorati a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti… felice per la sorpresa ma, come dire, piuttosto scomodo farci la spesa …  anche quella settimanale!) I Primatini della Pavesi, frollini rigati e leggeri … spariti! I Digestive della Pavesi, unici biscotti integrali che adoravo … tolti di mezzo!
Ho paura che se continuo ad apprezzare i Pavesini faranno anche loro una brutta fine, la medesima delle caramelle/ chewing gum Charms, dai molteplici gusti e colori …volatilizzate!
Mi hanno cancellato un mondo di golosità!!!

martedì 11 ottobre 2011

Spicchio di luna... luna piena

Voltandomi distrattamente, lo sguardo l’ha colta ancora una volta stagliarsi, nel buio della sera, proprio in mezzo alla finestrella che le fa da cornice.
E’ la luna, è l’antica Selene che da sempre affascina l’essere umano, me compresa, al punto da fare dimenticare che sia semplicemente un nostro satellite, che abbia una sua rotazione e mari e monti.
Per me è un’entità che ci osserva benevola, ci illumina e assiste placida e rassegnata di fronte ai nostri successi,alle nostre miserie umane e alle nostre nefandezze.
Rasserena guardarla e pensare che domani sarà ancora lì, per me, per noi, solo un po’ più grande, ma sempre presente … a darci certezze.



La mia città si fa bella


Alla mia città stanno rifacendo il look, o meglio ne stanno abbellendo alcuni angoli del centro storico, ripristinando l'antico selciato e collocandovi arredi ultramoderni: sedute rettangolari e circolari con l’aggiunta di fioriere in polietilene, materiale che ha il pregio d’illuminarsi col buio, alternate ad altre in pietra.
Ho apprezzato in modo particolare le forme tonde, oserei dire panciute, delle fioriere bianche, destinate ad accogliere alberelli, fiori, piante officinali ed erbe aromatiche.
Sono felice di questa iniziativa: la mia città è ancora circondata dalla natura, quella tipica della bassa Pianura Padana, e portarne un poco tra le antiche mura la renderà più gradevole.
Permane in me un solo timore, quello dei soliti ignoti:                                                - gli imbrattatori, ignoranti e incivili, che deturpano nella convinzione di recare danno agli altri, senza la consapevolezza che loro stessi pagano il nuovo “make up” cittadino;
- i ladri che, credendosi furbi, sottraggono piante e fiori, anche di scarso valore, per il puerile piacere d’impadronirsi del bene altrui.
Non mi resta che confidare in un accresciuto senso civico dei lodigiani, così che tutti possano godere delle migliorie apportate.

lunedì 10 ottobre 2011

Gatto Silvestro



Uno dei cartoni animati da me preferiti era Gatto Silvestro, che del gatto selvatico, al quale allude il nome, aveva ben poco, se non l’istinto di catturare e mangiarsi il tenero e furbetto Titti.
Il suo aspetto, nero col ventre bianco, lo rendeva familiare, così come la caparbietà nella caccia al canarino, chiuso in una gabbietta e sempre protetto dalla nonnina, induceva a una certa solidarietà per la sua goffaggine.
La sfortuna lo perseguitava e mi spingeva a fare il tifo per quel gattone che veniva preso a ombrellate dalla nonna ogni volta che attentava all’incolumità del volatile e veniva picchiato da un  cane bulldog, brutto, tarchiato e muscoloso … Veniva da dire “povero Silvestro!”.Titti o Tweety, con la celebre espressione “Oh,Oh, mi è parso di vedere un gatto!” non riscuoteva le mie simpatie: sempre soccorso da qualcuno, scaltro, ingegnoso e, a volte, perfido verso Silvestro, era l’emblema del fortunato e io, sin da piccola, ho sempre parteggiato per gli sfortunati, come dimostra la mia simpatia per Paperino e l’antipatia verso Gastone…vorrà pur dire qualcosa, no?!

domenica 9 ottobre 2011

PAROLE CHE DA BAMBINA SUSCITAVANO LA MIA CURIOSITA’ , TANTA PERPLESSITA' E M’ INCUTEVANO UN CERTO TIMORE



Fachiro:nulla sapevo delle pratiche ascetiche, ma l’averne visto uno in televisione che si dimostrava insensibile al letto di chiodi sul quale si sdraiava e che restava in uno stato catatonico -  a me al tempo pareva dormire con gli occhi aperti – l’aveva reso una figura paragonabile ai maghi.
Falena: sarà stata l’assonanza con “balena”, sarà che non ho mai amato le farfalle, neppure quelle con le ali colorate che pare piacciano a tutti, chissà poi perché, (tutti a dire che alluda alla libertà, che sia una delle più belle creature esistenti … mentre io penso ma che libertà visto che ha una vita brevissima, ma che essere tra i più belli del creato se tra le due ali c’è un corpicino peloso e decisamente brutto a vedersi!!!), ma quando mio papà me ne mostrò una, intrufolatasi in casa, ovviamente di sera, tutta grigia e cupa … beh, vi lascio immaginare la smorfia che ho fatto e il disgusto provato.
Girino: avvertito da me come un diminutivo ( ancora ignara della differenza tra diminutivi e vezzeggiativi) di “giro”, nel senso di passeggiata, mi ha scosso il vederne uno che nulla vi aveva a che fare: una larva, che già il termine …, tozza, con una piccola coda … che schifo! Alla precisazione datami della sua metamorfosi, non ho più avuto dubbi: quel mostriciattolo sarebbe diventato un mostro, sì, perché io detesto rane e rospi, anche quelli delle fiabe, persino quelli di Beatrix Potter, e all’idea di baciarne uno per vedere se si trasformasse in principe, beh … ho sempre pensato che dei principi se ne potesse fare a meno.
Lestofante: usato da mia nonna, mi creava confusione e imbarazzo; la nonna ricorreva a tale termine per indicare un suo vicino di casa che, a suo dire, era un imbroglione privo di scrupoli nell’ingannare il prossimo. Io che pensavo il termine alludesse al fante, cioè al soldato a piedi, del quale si era parlato a scuola nell’ora di storia, che camminava veloce, iniziai a chiedermi se i soldati fossero degli imbroglioni o se il vicino della nonna fosse un ex soldato imbroglione che camminasse veloce.
Rachitismo: nonna e mamma usavano questo termine per indicare ragazzini che avevano, come capii più tardi, deformazioni ossee, che io non notavo, perciò lo associavo al loro volto e poiché il vocabolo suonava negativo, soprattutto per il tono con cui le due lo pronunciavano, pensavo si trattasse di bambini cattivi e me ne tenevo lontana. Che vergogna di me ho provato quando ho compreso il significato del termine!
Abat-jour: sentita pronunciare questa parola dai miei genitori, senza sapere a cosa si riferissero, un giorno l’utilizzai, sicuramente a sproposito, e che vergogna quando entrambi si misero a ridere… Temevo di aver detto qualcosa di sconveniente, invece ridevano per la mia prima parola in francese… beh, deduco sia meglio sorvolare sulla pronuncia!
Redingote: mia nonna paragonava tutte le giacche da lei ritenute troppo lunghe alle redingote di mio nonno, suo marito, nato nel 1890, e io mi chiedevo se il nonno, in gioventù, portasse abiti femminili, restando sbigottita, o se la moda femminile degli anni in cui ero piccina volesse trasformare le donne della mia famiglia in uomini, di nuovo sbigottita e perplessa.

POST PASSIBILE DI AGGIUNTE!!!

sabato 8 ottobre 2011

Eccovi alcune citazioni di estrema attualità :



.”Gli uomini discutono, la natura agisce”
                                         Voltaire
.”Alla natura si comanda solo ubbidendole”
                           Francesco Bacone
.”Il bambino ha diritto al più grande rispetto”
                                       Giovenale
.”Non ereditiamo la terra dai nostri avi, ce la facciamo prestare dai nostri figli”
           Antoine De Saint-Exupéry

.” I grandi amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: "  Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?" Ma vi domandano: "Che età ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?"  Allora soltanto credono di conoscerlo.
          Antoine De Saint-Exupéry
."Si dovrebbe pensare più a far bene che a star bene e così si finirebbe anche a star meglio" 
          A. Manzoni
  (Grazie, Sabri)


P.S. Se chi legge ne avesse da aggiungere, lo faccia nel commento e provvederò a introdurla, menzionando chi l’ha suggerita. Grazie.

venerdì 7 ottobre 2011

BOB, L’AGGIUSTATUTTO

Avete presente quel cartone animato per piccini in cui il protagonista, Bob, a capo di un’impresa, sa sistemare qualsiasi cosa non funzioni nella sua città, coadiuvato dai suoi attrezzi animati e partecipi: la gru, la ruspa, la betoniera, la scavatrice…?
Ogni volta che un rubinetto perde, una vite salta, una lampadina si brucia, una guarnizione si rompe… io vorrei essere Bob l’aggiustatutto, così non dovrei prendere appuntamenti su appuntamenti, restare in attesa per giorni e sborsare cifre esorbitanti.
Esempio pratico la scorsa primavera: un rumore inquietante ad ogni sterzata dell’auto. Che sarà mai? Corri a fare un controllo, le vacanze pasquali ormai prossime, l’auto doveva essere in ordine per andare al mare. La trattengono per controlli e individuare la causa. Dopo due giorni, arriva il responso della Sibilla cumana (la segretaria addetta a contattare il cliente)…un sasso nella ruota anteriore e il conto da pagare…125,00 euro… per togliere un sasso !!!  Bob, dove sei???


martedì 4 ottobre 2011

… e lei cresce



La bambina(nella foto all'età di 4 anni, ora di 15 anni)che condivideva ogni momento della mia vita, quella che non mi lasciava un minuto, colei che doveva venire prima di ogni altra mia esigenza, l’esserino che aveva sempre bisogno di me… dov’è finita? Si è nascosta? E’ scomparsa? La cerco, la inseguo e quando mi pare di averla raggiunta, mi sfugge, mi scappa e si allontana.
Le nostre chiacchiere, le nostre compere, le nostre merende fuori casa, le nostre risate… tutto si è diradato, ma solo io sembro accorgermene.
Lo so, sembro una mamma chioccia che non si rassegna alla crescita della figlia, ma vi assicuro che non è così.
Non sono mai stata una mamma apprensiva, le ho sempre lasciato gli spazi richiesti, ho sempre agevolato la sua indipendenza, senza soffrirne o frenarla… eppure a volte mi rattristo un po’.
Sono consapevole che non posso sostituire le amiche nelle confidenze, che non mi è possibile condividere i suoi nuovi interessi, che certo non coincidono più con i miei, che non posso pretendere mi dedichi tutto il suo tempo libero, ma negare che tutto ciò mi dispiaccia è impossibile!
Dovreste vedermi quando, in casa da sola, ascolto ripetutamente – l’autolesionismo in certi casi raggiunge livelli inauditi – una canzone degli Abba, riproposta nel film “Mamma mia” che tratta dei sentimenti di una madre nei confronti della figlia che,in crescita, si allontana inconsapevolmente da lei.
Allego il testo ma,a chi volesse commuoversi, consiglio di ascoltarla su youtube, digitando:
 Slipping through my fingers

Schoolbag in hand
 she leaves home in the early morning

Waving goodbye
 with an absent-minded smile

I watch her go 
with a surge of that well-known sadness

And I have to sit down for a while

The feeling that I'm loosing her forever

And without really entering her world

I'm glad whenever I can share her laughter
   
That funny little girl


Slipping through my fingers all the time

I try to capture every minute
The feeling in it

Slipping through my fingers all the time

Do I really see what's in her mind

Each time I think I'm close to knowing 
she keeps on growing

Slipping through my fingers all the time


Sleep in our eyes 
her and me at the breakfast table

Barely awake 
I let precious time go by

Then when she's gone
there's that odd melancholy feeling

And a sense of guilt 
I can't deny

What happened to the wonderful adventures

The places I had planned for us to go

Well some of that we did 
but most we didn't

And why I just don't know


Slipping through my fingers all the time

I try to capture every minute  
the feeling in it

Slipping through my fingers all the time

Do I really see what's in her mind

Each time I think I'm close to knowing 
she keeps on growing

Slipping through my fingers all the time


Sometimes I wish that I could freeze the picture

Schoolbag in hand 
she leaves home in the early morning

Waving goodbye with an absent-minded smile

And save it from the funny tricks of time

Slipping through my fingers -



Dopo averla cantata a squarciagola, almeno fino a quando la commozione me lo consente, m’immedesimo e scoppio in lacrime. Che ci posso fare, ho un livello di emotività esagerato!




domenica 2 ottobre 2011

Quella domenica … 2 OTTOBRE 1983

Oggi un anniversario, una ricorrenza, allora una svolta di vita!
Questo è quanto mi accadde 28 anni fa.
Un incontro casuale, complice un amico comune, che si è rivelato speciale, di quelli che segnano la vita, di quelli che ti sconvolgono positivamente l’esistenza.
Non è mai accaduto che, in tutti gli anni trascorsi dal quel pomeriggio, io non abbia pensato quale fortuna mi fosse capitata in quel giorno. Nulla potrà mai farmi cambiare idea in proposito e nulla potrà mai uguagliare il sentimento che ne è nato e che mi auguro si mantenga inalterato.



Buon anniversario… a chi sa di esserne il destinatario!

sabato 1 ottobre 2011

Grazie ai fratelli Montgolfier !!!


Da sempre sono affascinata dalle mongolfiere e un mio grande desiderio, per ora ancora insoddisfatto, sarebbe quello di provare l’ebbrezza del volo in aerostato.
Ogni volta che ne vedo uno, mi brillano gli occhi e fantastico su un improbabile giro del mondo a bordo. Certo la lettura e la visione di più di una versione cinematografica de “Il giro del mondo in ottanta giorni” di Giulio Verne deve aver giocato un ruolo non indifferente sulla mia mente di bambina … e di adulta! La mongolfiera mi fa sognare ad occhi aperti e immagino, dopo un decollo da manuale, con tanto di folla che si sbraccia per salutarmi, di dirigermi verso terre lontane, passando su sterminate radure verdeggianti, corsi fluviali che brillano sotto il sole, laghi dei quali individuo i confini e i paesi costieri, colline che preannunciano vette più alte, prospettive da brivido, alternate a tramonti spettacolari per poi affrontare le ore notturne – a dire il vero non sono certa si possa volare in mongolfiera durante la notte, ma la mia fervida immaginazione mi consente tutto - , giorni e giorni in volo, attraversando bianche nuvole e incontrando brezze che favoriscono la velocità.
Al di là del sogno, mi accontenterei di sorvolare spazi ben più ridotti, anche per pochi minuti, quelli sufficienti ad ammirare panorami straordinari da una visuale del tutto insolita.
Se fossi in grado imiterei Vincenzo Monti che ai fratelli Montgolfier dedicò un’ode per celebrarne l’invenzione e il primo volo -  con a bordo tre animali: una pecora, un’oca e un gallo, ignari aeronauti riportati a terra illesi - che, non dimentichiamocene, avvenne a Versailles, al cospetto di Sua Maestà Re Luigi XVI e dell’illustre consorte, la regina Maria Antonietta, il 19 settembre 1783, dalla durata di circa 8 minuti e che raggiunse la ragguardevole altezza di circa 500 metri.

P.S. Tale invenzione consentì ai fratelli Montgolfier di essere nominati membri dell’Accademia delle scienze di Parigi e al loro padre di ricevere il titolo nobiliare ereditario de Montgolfier dal re Luigi XVI nel 1783,oltre a rimanere nella storia!!!