A sera ci si ritrova stanchi, eppure durante la giornata abbiamo soltanto svolto i consueti doveri quotidiani, quelli ai quali la nostra mente e il nostro corpo dovrebbero essersi abituati, al punto di agire quasi autonomamente rispetto alla nostra volontà . Ci si astiene dal manifestare la stanchezza che si avverte, dal lamentarsi, dal rivelare quanto la vita possa apparire, a volte, piatta e noiosa: preparare la colazione per la famiglia, mentre ci si lava, veste, trucca, agghinda, sfrecciare per le vie della città per raggiungere il proprio posto di lavoro, svolgerlo con efficienza,rincasare e in fretta allestire un pranzo che sia degno di tal nome per una ragazzina di 15 anni, informarsi sulla sua mattinata a scuola, seguire con un orecchio gli aneddoti che lei racconta e con l’altro il telegiornale, quel tanto per non sentirsi esclusa dal mondo, proprio nell’era della globalizzazione che non ti lascia scampo e , se ti distrai, in un nano secondo ti fa sentire ottocentesca; poi sì l’ennesima riunione a scuola già col pensiero alla spesa ormai urgente da fare, giusto per riempire un po’ il frigorifero e non sentire più l’eco del vuoto quando lo apri. Caricati sacchetti su sacchetti in auto, ti ricordi che da quasi una settimana avresti dovuto ritirare il tuoi tailleur dalla tintoria, che visti gli stati influenzali che circolano e tu come la figlia siete possibili ricettacoli di ogni tipo di virus (la scuola è insuperabile in tal senso) diventa doveroso un salto in farmacia per l’antipiretico che non si sa mai venga la febbre proprio nelle ore notturne e nel weekend e tu non puoi dire che quello in casa è scaduto da 6 mesi. Poi rientri, e neppure ti riesce di sistemare la spesa perché la versione di greco che la pulzella deve svolgere non ne vuol sapere di assumere un senso logico, per cui devi darle una mano, dimenticando per un’oretta che dovresti anche stirare, preparare una verifica per i tuoi studenti, terminare la correzione dei temi e andare dalla vicina di casa col ginocchio malandato che ti ha chiesto di farle un’iniezione… sospiri e archivi momentaneamente il tutto, finché squilla il telefono e l’anziana zia ti intrattiene con l’elenco di tutti i suoi acciacchi, le cure prescrittele dal medico e i successivi controlli che dovrà effettuare. Ecco un’altra mezz’ora se n’è andata…e la cena è ancora un miraggio, ma tu escogiti un nuovo sughetto e la pasta in poco tempo è pronta, poi un contorno e i formaggi ,salvavita e salva matrimonio, corrono in tuo aiuto. Nel frattempo un’altra vicina di casa t’informa che si sono bruciate ben due lampadine nell’androne del palazzo e tu, che ovviamente sei stata eletta come consigliere del condominio, dovresti contattare l’amministratore. Al dopocena sono rilegati tutti i tuoi doveri d’insegnante, con l’aggiunta dell’immondizia da porre fuori dalla porta, per poi prendere possesso di una parte del divano dove inizi ad avvertire quella stanchezza, quell’insoddisfazione perché, intendiamoci, la spesa, il preparare i pasti, le corse in farmacia o in tintoria non sono poi così entusiasmanti! Ma che non ti venga in mente di lamentarti!!!
P.S. Alla prossima …come sfuggire da questa routine.

Quanto mi ci rivedo! Brava, ciao sabri
RispondiEliminaConcordo, attendo i rimedi. Angie
RispondiEliminaAppena mi sarà possibile pubblicherò un post con i miei personali rimedi. A presto, ciao a entrambe.
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