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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

giovedì 17 novembre 2011

Ratatouille



Tutto inizia con un ratto di nome Rémy che, al contrario di tutti i suoi simili, possiede un olfatto e un gusto estremamente raffinati che né gli consentono di rovistare nella spazzatura alla ricerca di cibo, né di camminare appoggiando le zampette anteriori che invece usa solo per mangiare. La famiglia non lo comprende e non appoggia il suo desiderio di diventare un cuoco e di conoscere lo chef francese Auguste Gusteau, fino a quando, dopo diverse traversie, giunge a Parigi, nel ristorante del suo mito, dove conosce lo sguattero Linguini, con il quale collabora al punto da convincere il prevenuto critico gastronomico Anton Ego della loro abilità con un piatto povero e semplice, la ratatouille, che gli rammenta quella amorevolmente preparatagli dalla madre quand’era piccolo.
Affermare che questo film mi sia piaciuto non sarebbe corretto … semplicemente l’ho adorato! Contiene tanti elementi che mi hanno incantato: ho sempre amato gli animaletti parlanti e umanizzati, l’ambientazione a Parigi con suggestive vedute notturne mi lascia senza parole, il delizioso ristorantino “Ratatouille” con soffitta abitata dall’intera famiglia di Rémy è un incanto, l’ immagine di Rémy che si lava le zampette con un’unica goccia d’acqua costituisce un piccolo cameo dell’animazione e la trasformazione di Ego, che da burbero si lascia persuadere e s’ammorbidisce diventando un assiduo frequentatore del bistrot e un degustatore dei prelibati piatti del topino chef, mi consente di credere ci sia sempre speranza di cambiamento per ognuno.
Un film per bimbi, ma coinvolgente per il bambino che risiede in ognuno di noi se capace di lasciarsi trascinare da storie tenere, simpatiche e dal lieto fine non scontato.


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