Ieri pomeriggio ho fatto ritorno a Pavia, una città alla quale sono legata affettivamente. Vi ho trascorso gli anni felici degli studi universitari, vi ho stretto rapporti di amicizia che soltanto le scelte di vita e le distanze chilometriche hanno potuto diradare, vi ho appreso tutto quanto d’indispensabile mi occorreva per diventare insegnante e per dedicarmi ai miei amati studi di archeologia e storia dell’arte. Pavia mi è sempre piaciuta per l’atmosfera vivace e frizzante che solo le città sedi universitarie possiedono, pur avendo mantenuto una dimensione umana da città di provincia che ama la cultura, il teatro, l’arte e riesce a farmi sentire a casa. Passare davanti a quella che è stata la mia sede universitaria, alla statua che ritrae A. Volta, proprio di fronte all’omonima aula, nella quale mi sono laureata il 14 luglio (sì proprio nell’anniversario della presa della Bastiglia, e scusate se è poco!!!), badando al fatto che Volta continua a essere una presenza costante nella mia vita dato che insegno da anni in una scuola intitolata a tale scienziato, è sempre un po’come tornare indietro nel tempo.
La città è sempre più accogliente e adoro addentrarmi nelle tante stradine acciottolate, di netta impronta medievale, delimitate da splendide case, case - torri, eleganti palazzi che ti colgono di sorpresa, chiese pregevoli cariche di tesori, negozi dai soffitti lignei che si aprono, attraverso bifore, su deliziosi cortili e ben tenuti giardini. Strada nuova conduce al Ticino, al suo ponte coperto e al nuovo percorso lungo il fiume. Le piazze sulle quali si aprono i corsi e le viuzze, le chiese imponenti e le ultime di tante torri che la caratterizzavano, accolgono locali rimessi a nuovo, eleganti boutique e edifici di epoca medievale. Mi piace ritrovare gli spazi verdi e i negozi che frequentavo una volta, con le compagne di studi, e dove acquistavo collane e monili di pietre dure, che ancora amo tanto, o quaderni e matite nella storica cartoleria della città, con gli arredi originali che tanto apprezzo, esattamente come quelli di alcune splendide farmacie. L’amministrazione, negli anni, ha riportato a nuova vita alcune vie, attraverso la ristrutturazione di tutti gli edifici, mantenendo però le strutture originali e accogliendo negozi che vendono le merci più svariate, ma tutte di qualità. Le chiese, tanto apprezzate e oggetto di studio per gli esami di storia dell’arte medievale, sono ancora un punto di riferimento e mi fanno sentire ancora una studentessa. La torre, a ridosso del duomo, testimonia ancora il proprio crollo e le sue disastrose conseguenze, il cui ricordo è ancora vivo nella mia mente … sì il ricordo di quel venerdì di marzo quando, in attesa di sostenere l’esame di archeologia e storia dell’arte greca e romana, ho avvertito un tremore del suolo che mi aveva fatto pensare a un terremoto, per poi scoprire l’accaduto dal prof. Saletti, il docente che davanti alla torre stava transitando, per giungere in università a esaminarci, pochi secondi prima del cedimento. Dopo alcuni acquisti, una lunga passeggiata e una breve ma doverosa sosta da Demetrio, il bar più frequentato della città, con tutto il carico dei miei ricordi, ho fatto ritorno a casa ... felice.



Mi sono laureata a venezia e anch'io sono molto legata alla città per i tanti ricordi che mi ci legano. Però ci sono tornata solo tre volte dopo la laurea: è lontana, cara e troppo piena di turisti. Ciao, angie
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