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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

sabato 5 novembre 2011

Luogo insolito di cui parlare



Quello di cui intendo scrivere è un luogo che non compare quasi mai nei discorsi delle persone, ma io farò un’eccezione per i ricordi che ne conservo e che sono riemersi in occasione della scorsa giornata dedicata alla commemorazione dei defunti.
Si tratta di un piccolo cimitero di un altrettanto piccolo paese poco sopra il lago di Lugano, incastonato tra splendide montagne verdissime. Frequento la zona sin dalla tenera età, in quanto paese natale di mia nonna. Negli ultimi quindici/vent’anni il paesino si è rinnovato: le stalle a fianco delle abitazioni sono state chiuse per obbligo di legge, la pavimentazione rifatta, l’antica scuola (quella in cui la mia nonnina aveva frequentato le scuole elementari) col suo basso muretto di cinta, divenuto nel tempo luogo d’incontro, di chiacchiere e di pettegolezzi per gli anziani del posto, è stata demolita per essere sostituita da una mostruosità piramidale, la cui destinazione resta a me oscura.
Oltre all’antica chiesa, intatto è rimasto l’edificio che ospitava     l ‘ormai scomparso sportello dell’ufficio postale e il cimitero, a pochi passi dal nucleo abitato.
Entrando in questo piccolo camposanto, dalla pianta quadrata, si percepisce un’atmosfera sospesa, una quiete assoluta, complice la calura estiva nella bella stagione e il freddo delle montagne circostanti in inverno, la tranquillità del paese e la consuetudine al silenzio di chi non solo vi accede ma passa davanti al cancello, quasi a porgere un doveroso segno di rispetto verso chi vi è sepolto. Le tombe di marmo, per le più antiche bianco, per le più recenti di granito rosa o nero lucido, riportano ancora i nomi di famiglie, in realtà con poche varianti quasi a denunciare la consanguineità di un piccolo mondo chiuso in sé.
Chi ancora risiede in quel paese riconosce e conserva la memoria di molti dei defunti lì sepolti e non è mai una sorpresa il volto su una lapide: le dimensioni ridotte dell’attuale nucleo abitativo consentono di conoscere quello che accade nelle altre famiglie e una morte, così come un matrimonio, non passano inosservati e si partecipa al dolore o alla gioia altrui.
A qualsiasi ora qualche donna vi entra e si adopera, in quanto figlia, madre, moglie o sorella del caro estinto, pulendo e lucidando la tomba e sostituendone i fiori, con gesti consueti, chissà quante volte ripetuti.
Lungo il muro di cinta una tomba di famiglia, quella di mia nonna: i suoi genitori, i fratelli, le relative cognate e le due sorelle, ma non lei che ha voluto essere sepolta a Monza.
Mi emoziona sempre un po’ osservare le loro fotografie: i nonni hanno un aspetto arcigno che non smentisce quello che la nonna raccontava di sua madre, mentre sorprende conoscendo la dolcezza del padre.
Su molte vecchie tombe i nomi sono quasi cancellati dal tempo, ma le date di nascita o morte sono ancora leggibili e tanto distanti da noi…1898, 1900, 1901…
Su alcune, di uomini e donne vissuti in anni lontani da noi, ormai sconosciuti a tutti in paese, non manca tuttavia un fiore: qualche mano caritatevole lo lascia e consente di  pensare a quanto valore abbia ancora il rispetto e il culto dei defunti, uno dei primi gesti che l’umanità abbia compiuto nel proprio cammino verso la civiltà.
Sarà che lì vi sono parte delle mie radici, ma è uno dei pochi cimiteri che non mi mette tristezza e, quando mi capita di essere in zona, mi ci introduco come se andassi a trovare persone a me care.






2 commenti:

  1. Che bello... mi fai venir voglia di vederlo! Mai letta una descrizione di un cimitero così piacevole: si sente l'affetto che provi per quei luoghi! Buona domenica Angie

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  2. Grazie Angie. Buona domenica anche a te, nonostante la pioggia!!!

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