Dopo un paio di rinvii, ieri, con altre due colleghe, abbiamo realizzato la prima uscita didattica di questo nuovo anno scolastico… destinazione Rovereto e Il Museo Storico Italiano della Guerra. Solo due classi, per una migliore e più tranquilla gestione della giornata; partenza, arrivo e rientro con una puntualità da orologio svizzero; tempo clemente con pure un accenno di sole e temperature miti, insomma un’organizzazione da manuale!
La mia classe, forse perché interamente maschile, ha apprezzato i racconti, gli aneddoti, le spiegazioni e le dimostrazioni della nostra abile e ben preparata guida che ci ha illustrato l’organizzazione degli eserciti, le trasformazioni dei territori coinvolti, le armi e i nuovi mezzi che dalle guerre risorgimentali alla Grande Guerra sono andati mutando grazie alle tante innovazioni tecnologiche. Le armi e gli effetti della guerra sui soldati(ferite, amputazioni, ulcerazioni dovute ai gas impiegati, shock da esplosione, pratiche autolesioniste …), confermate dalla lettura di brani di lettere degli stessi, hanno suscitato l’interesse e scosso i miei studenti, mentre pare abbiano annoiato le ragazze presenti nell’altra classe partecipante.
I miei ragazzi hanno anche dato prova di aver assimilato i dati fondamentali del primo conflitto mondiale e hanno rivolto domande chiarificatrici alla guida che si è complimentata.
Sfortunatamente per loro non è stato possibile recarci sul colle Miravalle per sostare davanti a “Maria Dolens”, la campana più grande del mondo che suoni a distesa tutte le sere cento solenni rintocchi per onorare i Caduti di tutte le guerre e invocare pace e fratellanza fra i popoli del mondo.
La meta apprezzata, nonostante gli innegabili riferimenti alla materia di studio, il ritrovarsi in compagnia, le risate sul pullman, le doverose soste in autogrill (sempre tanto desiderate dagli studenti e non solo per rifocillarsi), la pausa pranzo senza il nostro diretto controllo (essendo tutti maggiorenni), ma anche la loro puntualità, il rispetto per il contesto e l’attenzione dimostrata hanno reso l’uscita piacevole e rilassante anche per noi docenti che, comunque sia, ci facciamo carico di una grande responsabilità.


Bell'idea anche per andarci con la famiglia, magari per un weekend di primavera! Ciao, Sabri
RispondiEliminaAbito vicino a Rovereto ma ho trascorso tutta la mia vita scolastica sotto la campana più grande del mondo e mi piace come hai descritto questa cittadina.
RispondiEliminaComplimenti per tutto il tuo blog!
Ciao ciao, Elisa
Grazie Elisa per il tuo commento. Ogni volta che ti venisse voglia di farne altri, mi renderai felice. Un saluto alla tua Rovereto. Ciao.
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