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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

giovedì 1 dicembre 2011

Villa Necchi Campiglio

Nonostante sia ancora piuttosto raffreddata, oggi ho ripreso servizio, contro il parere medico, e ho accompagnato la mia classe 5° in visita a questa splendida villa degli anni Trenta,oggi di proprietà del FAI, progettata ed eseguita dal noto architetto Piero Portaluppi, per intenderci lo stesso del planetario Hoepli, di casa Crespi in corso Venezia, del sagrato di Piazza Duomo e della trasformazione del convento dell’Ospedale Maggiore nell’Università Statale,ecc…
Un grande nome del tempo per una grandiosa costruzione civile, una villa con la prima piscina privata di Milano e con tutta una serie di congegni elettrici e meccanici innovativi per l’epoca: interfono per le comunicazioni interne tra la servitù e i proprietari, porte e persiane a scomparsa, riscaldamento in ogni stanza, ascensore, acqua calda per ognuno dei molteplici, enormi bagni di marmo pregiato.
La raffinatezza dell’edificio, dalle ampie vetrate e dagli arredi ricercati, valorizzati da mobili antichi e dell’epoca dei committenti, le aree destinate allo svago e gli ampi spazi dedicati all’ospitalità d’ illustri personaggi, membri di case regnanti o dell’alta borghesia del tempo, hanno offerto ai miei studenti uno spaccato di vita di quegli anni, ovviamente di un certo ceto sociale. Le due sorelle Necchi, Gigina e Nedda, soprannominate le “Gigine”, col marito della prima, Angelo Campiglio, medico dedicatosi all’attività del suocero, fondatore della celebre fabbrica per macchine da cucire e di una celebre fonderia, presero parte alla mondana vita milanese, frequentando il Teatro Alla Scala e i salotti della città e contraccambiando gli inviti nella loro apprezzabile dimora.
Tutto ciò ha affascinato i ragazzi, colpiti dal loro stile di vita  e soprattutto dall’introduzione della tecnologia più avanzata, per quell’epoca, in un edificio civile.
Il sole milanese, dopo la nebbia che ci aveva accolto alla stazione di partenza, ha fatto il resto e l’uscita ha ottenuto un ottimo giudizio da parte degli studenti, notoriamente sempre molto critici in fatto di mete per le uscite didattiche.





1 commento:

  1. Dove si trova questo splendore? E' facile da raggiungere? Mi piacerebbe visitarla alla prima occasione? Ciao e buona domenica! Angie

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