Dal 27 febbraio al 1° marzo, con due colleghe, e due classi – la 5° MA e la 4°EA – abbiamo effettuato un piacevolissimo viaggio, attraversando la Foresta nera per giungere alle pendici dei Vosges, tra la Svizzera e l’Alsazia…una meraviglia!
Alla partenza qualche timore c’era, è innegabile. L’albergo sarà decente per gli studenti? Le mete saranno di loro gradimento? Sapranno unire l’utile al dilettevole? La scelta compiuta, innovativa nella nostra scuola, risulterà meritevole?
Queste sono solo alcune delle domande che mi andavo ponendo: il progetto era mio e l’eventuale insuccesso - la spada di Damocle che mi ha accompagnato – sarebbe ricaduto su di me, non lo nego sarebbe stata un’onta per la sottoscritta, che l’avrebbe mal sopportata.
La sosta a Friburgo, durante il viaggio di andata, ci ha offerto un primo piacevole assaggio dei luoghi, favorito da un pallido sole, da qualche curiosità e da un buon ristorantino per noi docenti.
Giunti a Strasburgo, la nostra vera meta, scaricati i bagagli in un semplice ma pulito e comodo hotel, una passeggiata tra le tipiche case a graticcio e i canali, per raggiungere il ristorante designato per le nostre cene, ci ha mostrato la bellezza di questa città, che abbiamo esplorato con una valida guida il giorno seguente, comprendendone lo stile piuttosto raffinato nella parte asburgica e romantico nella città vecchia, la vita quotidiana tranquilla e serena attorno alla cattedrale di Notre Dame, tra bei negozi e parecchie birrerie, che hanno rianimato l’animo e la gola dei nostri studenti.
Motivo principale di tale destinazione – quasi superfluo dirlo – è stato il Parlamento Europeo: mi è sembrato incredibile entrarci e sedermi nel famoso emiciclo, forse ero più emozionata io degli studenti, dove una simpatica e scherzosa guida ci ha descritto chi, come e quando vi si riunisce, senza tediarci, rispondendo a tutte le domande che i ragazzi le hanno voluto porre, comprese anche le più banali…beh, alcune potevano risparmiarcele!!!
Una crèpe serale e relativa birra per alcuni studenti ci hanno rallegrato le serate.I ragazzi non hanno manifestato grandi pretese…da veri studenti modello!
Secondo non meno rilevante spinta a tale viaggio è stata la linea Maginot. La nostra guida ce ne ha illustrato il funzionamento, gli alloggi, la sala operatoria, il centro direzionale e l’utilità: interessantissima, nonostante l’umidità del luogo…nel cuore di un’intera collina!
Un giro di più di un’ora in bateau, sotto un bel sole, ci ha offerto una nuova visuale della città, tra risate, scherzi innocui dei ragazzi e l’attraversamento di alcune chiuse.
Il giorno del rientro, non lo posso negare, ho provato un certo dispiacere…ho pensato che avevo gradito molto la compagnia dei miei ragazzi e che mi sarebbero mancati nella quotidianità…così è stato al risveglio del giorno successivo. Mi piaceva vederli scendere per la colazione: chi puntualissimo a non smentire la precisione che lo contraddistingue, chi all’ultimo minuto, con lo sguardo assonnato ma un dolce sorriso già sulle labbra…sì, sono dei ragazzi sorridenti, piacevoli e ben educati.
Non nego, e i diretti interessati lo sanno, di aver avuto qualche timore per la 5°: in realtà con me la loro serietà si era già dimostrata, ma con alcuni docenti non si erano sempre comportati in modo corretto o, come sostengono loro, si erano adeguati all’atteggiamento dei docenti.
A dispetto di tutto quanto mi era stato detto di loro, si sono rivelati bravi, interessati, partecipi, propositivi e sempre educatissimi.
La compagnia di queste due classi è stata estremamente piacevole e so già che quando dovrò salutare i ragazzi di 5° mi verrà un grande magone…dovrò deglutire a lungo, non potrò farmi vedere così debole…o forse sì, magari lo preferiscono e smetteranno di dire che sono severa!!!
Grazie “fanciulli”, questa volta non siete stati per nulla “monelli”!!!
La vostra professoressa.

Che bella gita...perchè a me non ne hanno fatte fare di così interessanti? Ciao Angie
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