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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

domenica 18 marzo 2012

L’immagine pubblica e l’immagine privata

In questo week end, passando da un canale all’altro, mi è successo di rivedere alcuni film,quelli dei buoni sentimenti, della giustizia che vince il male, quelli strappalacrime.
Tra i tanti sono, per mia fortuna, incappata in Piccole donne, quello con Winona Ryder che impersona Jo, rendendola indimenticabile.   




Essendo tratto dal primo romanzo che ho letto e che ancora amo leggere, me lo sono goduta dall’inizio alla fine, apprezzando l’attrice protagonista che mi è sempre piaciuta, nonostante le zone d’ombra della sua carriera e della sua vita segnata anche dalle ripercussioni legali a causa della cleptomania.
A noi, comuni mortali che facciamo i conti a fine mese, che non possiamo rifarci il guardaroba in Rodeo Drive a Beverly Hills, che non siamo idolatrati, che non siamo contattati dai maggiori registi del mondo e ai quali non è dato di percorrere il tappeto rosso degli Oscar, sembrano fuori luogo le bizzarrie di molti divi,i loro eccessi e i loro errori. Che necessità può aver avuto una giovane bravissima attrice, amata e adulata, come la Ryder, di sottrarre alcuni capi d’abbigliamento in un elegante negozio? L’ovvia risposta sarebbe…nulla, nulla che la possa giustificare, ma…quella teenager che si è ritrovata a recitare, con tutta la sua vulnerabilità, in Edward Mani di forbice o in Dracula e poi divenuta una giovane donna, forse ancora insicura, in L’età dell’innocenza o in La seduzione del male, ha dovuto accelerare la propria crescita, adeguarsi a come il mondo di Hollywood desiderava fosse, attenersi scrupolosamente alla maschera che le era stata imposta, senza tener conto delle sue fragilità. Quelle stesse fragilità che tutti gli adolescenti hanno e devono affrontare, ma i più lo possono fare senza dover dimostrare sempre di essere all’altezza, di essere adeguati, di piacere a tutti. Forse la timidezza, il desiderio di passare inosservata, vista la scelta di vivere a San Francisco, anziché a Los Angeles, una maggiore tendenza all’introspezione rispetto all’esteriorità di quel mondo, possono averla condotta a sfidarlo, a ribellarsi e ad allontanarsene,vincendo poi la propria battaglia, come ha dimostrato in una delle sue ultime interpretazioni: Beth, la prima ballerina messa in ombra dall’étoile, in Il cigno nero.



Ancora una volta vale l’insegnamento di Pirandello: la società, il mondo che ci circonda c’impongono delle maschere, anche contro il nostro volere,alle quali o si soccombe o ci si ribella, sconvolgendo chi ci sta vicino e lasciando attoniti tutti coloro che ritenevano di sapere tutto di noi, ignari dell’ intimità altrui, dei pensieri più profondi che sono ben altro dell’ apparire.

1 commento:

  1. Piace tanto anche a me e a mia mamma! Ciao,sabri.
    P.S.Concordo con il tuo pensiero.

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