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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

giovedì 18 luglio 2013

Tempi di crisi… di aspettative.




“È certamente vero che il benessere delle persone è determinato da aspetti quantitativi, a cominciare dal reddito e dalla speranza di vita, ma insieme ad essi contano anche gli stati soggettivi e gli aspetti qualitativi della condizione umana. È a tutto ciò che bisogna pensare quando ci si chiede se le giovani generazioni potranno, in Italia e in Europa, progredire rispetto alla generazione dei padri. La risposta è che debbono progredire nella loro complessiva condizione umana. Ecco qualcosa per cui avrebbe senso che si riaccendesse il “motore del desiderio”. Queste sono le parole pronunciate dal nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, parole che non andrebbero ascoltate o lette senza una degna riflessione, con superficialità o, fatto ancora più grave, indifferenza, perché tanto lui un potere concreto non lo detiene. Chi, come me, insegna vede ragazzi che a 17/18 anni non hanno aspettative, non credono di poter migliorare e, facilmente, soprattutto i più deboli, si abbandonano al lassismo, senza lottare e impegnarsi per il proprio futuro. Molti di loro non reputano credibile la politica italiana, sempre più volta alla critica reciproca che alla costruzione di un solido futuro per le generazioni future. Tanti non individuano più nelle istituzioni democratiche la capacità di risollevare le sorti dello Stato… ed ecco che gli estremismi affiorano, spesso solo a livello teorico ma, a volte, con evidenti atti vandalici o di bullismo, se non di violenza efferata. Tutti ci dicono che spetta alla scuola, al corpo docenti, il compito di fare riemergere “il motore del desiderio” nelle nuove generazioni, ma sono fermamente convinta che in primis sia la famiglia a dovere agire, facendosi portavoce dei giusti valori, con comportamenti corretti e insegnamenti adeguati… se il modello è alzare la voce, scaricare la colpa sugli altri e denigrare chi si attiene alle regole, non potremo che aspettarci futuri adulti che perpetreranno la medesima condotta, incapaci di accettare le proprie responsabilità, di prendere atto dei propri errori, di rispettare le regole e farsi carico di doveri.




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