Un ultimo weekend al mare, prima che gli impegni lavorativi e gli ovvi mutamenti climatici impediscano di godere ancora di un sole così caldo da consentire una bella nuotata e poi stendersi a rinvigorire l’abbronzatura.
Non riuscendo a leggere un buon libro per il riverbero
del sole e le scomode posizioni che dovrei assumere, mi piace trascorrere il
tempo nell’osservazione degli altri bagnanti: le due signore anziane, con
eleganti e castigati costumi interi, che chiacchierano tra loro, il palestrato
che si compiace di quanto il colorito e l’olio abbronzante mettano in risalto
bicipiti e pettorali, un papà magro e altissimo, che non deve aver trascorso
altri precedenti giorni al mare, costretto a mostrare il segno della maglietta
a mezze maniche ( quella delle probabili passeggiate in montagna effettuate
qualche tempo prima) che, come dire, non ne evidenzia l’avvenenza e, enorme
sorpresa, una “signorina” sessantenne che, con nonchalance, porta ancora una
cuffia da bagno con fiori applicati ( non ne vedevo da quando ero piccola!) che
suscita sorrisi e i commenti poiché, per quanto si usi il vintage…
La mia attenzione è poi attratta da alcuni bambini
intenti a giocare con secchielli, palette, rastrelli e formine.
Le adoravo quest’ultime per le loro forme: le mie
preferite erano quelle a torta e a stella marina! Quanto mi piaceva riempirle
di sabbia bagnata, compattarla e, sollevatele con delicatezza, osservarne le
forme riprodotte sulla spiaggia.
Non ho mai avuto il secchiello dalla forma di torre,
con il quale chi lo possedeva riproduceva una costruzione merlata che io
invidiavo per il vantaggio che consentiva nella costruzione di castelli di
sabbia.
Il mio sguardo cade su una bambina del gruppo,
accompagnata dalla mamma a fare il bagno in mare… la osservo cimentarsi in un
tuffo, si fa per dire, con un fantastico, coloratissimo salvagente di Barbie.
Non so cosa avrei dato da piccola per averne uno
simile! Mia madre, con la scusa della maggiore sicurezza, mi acquistava sempre
e solo salvagente bicolori, bianco da un lato e arancione dall’altro, convinta
che tutti gli altri fossero vezzosi e, in quanto tali, poco sicuri, mal
sigillati e con la valvola difettosa.
Sorrido al ricordo e mi dico che ne devo avere subito
un trauma che ancora non sono riuscita a superare. In fondo mi disturba ancora
il non aver mai avuto un salvagente più divertente e variopinto.
La vita da spiaggia non è poi cambiata di molto, al di
là della riduzione dei centimetri
di stoffa per i costumi femminili e, ahimè, degli improponibili perizomi per
bimbe di 4/5 anni … aiuto, salvate quelle bambine!!!
Beh, di certo mia madre non me l’avrebbe fatto
indossare, da brava morigeratrice di costumi qual era. In tal caso… brava
mamma!
P.S. Nemmeno io l’ho fatto indossare alla mia piccola!





Beata te! Lo scorso fine settimana io avevo un po' di febbre! Iniziamo bene!!! Tu te la sei goduta e hai fatto bene! Ciao, Maria Teresa
RispondiEliminaUn'ultima giornata al mare, prima di immergersi nei libri e nel clima autunnale! Spero tu stia meglio. Grazie per il commento,ciao
RispondiEliminaIo l'ho avuto il salvagente di Barbie!!! Sono cattiva, lo so, a dirtelo, ma mi piaceva un sacco! dai, passaci sopra! Le mamme si fissano spesso con i loro timori. angie
RispondiEliminaVisto ora il tuo commento! Ahhh, che perfidia! Scherzo, beata te! Che invidia! Credo che in poche non l'abbiamo avuto! Che fissazioni strane! Ciao.
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