Archivio blog

A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

giovedì 11 agosto 2011

BOLDINI E LA BELLE EPOQUE: CHE MOSTRA!!!





La sontuosa cornice di villa Olmo a Como ha visto l’allestimento della mostra di alcuni dei miei pittori preferiti d’inizio Novecento: Boldini, Zandomeneghi, De Nittis e Corcos.
In visita mi sono beata degli oltre cento quadri presenti, la metà dei quali del maestro che ritrasse le più belle donne della Belle époque. Adoro la sua indiscussa abilità di ritrattista che si manifesta, ancora ai nostri occhi, in una galleria d’immagini di figure femminili aristocratiche che rivestirono un nuovo ruolo sociale e che le vide uscire dal contesto domestico per entrare a far parte della società dell’epoca nella sua molteplice varietà.
Splendido il turbinio delle sue figure, avvolte in splendidi abiti, ammantate in stoffe setose dalle quali fuoriesce il particolare di una manina ingioiellata o di una scarpetta vezzosa.
Le opere in mostra sono indimenticabili… come non sognare di fronte alle carrozze o all’omnibus che attraversa le rues e les avenues di Parigi? Come non stupirsi per i dettagli delle due figure di istitutrici, prive dell’austerità che ci si attenderebbe e ingentilite nei modi e nei gesti, o per la ricchezza di particolari di salotti, di vedute d’interni, di scene teatrali?
Mi piace la società ritratta in questi capolavori: fiduciosa nello sviluppo sociale e ottimista, nonostante si evidenziassero già le prime tensioni sociali che avrebbero presto condotto alla degenerazione di una guerra.
Qualcuno di voi l'ha visitata? Vi è piaciuta?

Una cartolina da…

Non importa da dove!
Mi piace inviarle e altrettanto riceverle: è una dimostrazione dell’affetto o dell’amicizia che si prova per qualcuno ed è rassicurante pensare che qualcun altro abbia sacrificato anche due soli minuti del proprio tempo per rivolgerci un pensiero, un saluto e un commento.
Una delle cartoline più belle e sentite è stata recapitata a mia figlia da una carissima amica in vacanza in Grecia.
L’immagine riprodotta è quanto di più lontano ci si aspetterebbe di ricevere ( scorcio marino o sito archeologico ad esempio, vista la provenienza) , soprattutto se a inviarla e a riceverla sono due ragazzine di 14 anni.
Il soggetto prescelto sono due donne anziane, vestite di nero dalla testa ai piedi, con una fascina di fieno e un cestino di fiori sotto braccio, viste di tre quarti, in atteggiamento di grande confidenza e affetto.
Il messaggio scritto dice: ” Insieme, insieme fino alla vecchiaia!”.
 E’ pura poesia: cartolina scelta, valutata, direi pensata, tenero messaggio scritto a mano a suggellare un legame e una complicità che fa ben sperare.                                                                                      Brava Costanza!
fortunata la mia giulia!
                                Noi due, insieme fino alla vecchiaia!

Straniero


Ho chiesto a un mio studente della Costa d’Avorio, piuttosto ben integrato, cosa significhi per lui essere uno straniero e la sua risposta è stata illuminante, anche per via della sua giovane età.
 Ha spiegato che non ci si sente stranieri perché si proviene da un paese magari molto distante, perché si hanno usi, costumi, tradizioni e lingua diversi, perché si osserva un differente credo religioso. Lui si sente straniero solo quando nello sguardo di chi gli sta di fronte legge il suo essere straniero.
Forse dobbiamo meditare, che dite?

mercoledì 10 agosto 2011

SE PIACCIONO I GIOIELLI DEGLI ZAR




Se anche voi siete rimasti a bocca aperta davanti alle teche del tesoro della corona a Londra o a quello del palazzo di Topkapi a Instanbul, beh, non potrete mancare alla mostra del tesoro del Cremlino, esposto sino all’11 settembre di quest’anno al Museo degli Argenti di Firenze.                         Io non l’ho persa, anche se il desiderio di ammirare le splendide uova Fabergé (indicate sul sito ufficiale della mostra tra i gioielli esposti), delle quali gli Zar di Russia hanno sempre amato circondarsi, e come non capirli, non è stato esaudito. Una gentilissima, quanto imbarazzata, addetta al controllo delle sale ha precisato di aver segnalato l’errore contenuto nel sito (che molti altri visitatori hanno fatto notare ), ma nessuno ha ancora provveduto alla doverosa correzione.
Sorge il dubbio che “l’errore “sia uno specchietto per le allodole…anche se non ve n’è motivo, tanto più che col medesimo biglietto si accede al museo degli Argenti, del Costume, delle Porcellane e ai giardini di Boboli e Bardini. Se poi si aggiunge che si è a Firenze…

Sensazioni

Stamane, al risveglio, muovendomi per casa, un sentore del passato mi ha sorpresa.

Ci sono profumi, essenze e odori in grado di risvegliare sensazioni infantili e quel mondo di filastrocche, dolcetti, latte menta, talco e Acqua di Parma che mi sono appartenuti perché propri della quotidianità dei miei nonni paterni, gli unici che ho conosciuto, frequentato, amato e con i quali ho vissuto nei primi anni della mia vita, creando così un legame indissolubile.

Non so dire esattamente cosa abbia suscitato tale sensazione ma una cosa è certa: l’ho gradita, mi ha commosso e spero di riavvertirla presto!

martedì 9 agosto 2011

Il senso da dare al “giudizio sospeso”


Concordo con quanto scrive la scrittrice Paola Mastrocola, insegnante di scuola superiore come me, in merito alla situazione in cui vengono a trovarsi tutti gli studenti che, non avendo raggiunto risultati sufficienti a giugno, devono sostenere delle prove a settembre per poter accedere alla classe successiva, cioè quelli che un tempo erano gli esami di riparazione.
Le scuole offrono aiuti, per quanto le ristrette finanze consentano, con i corsi di recupero che non hanno la pretesa di rivedere l’intero programma  svolto nell’anno (e come farlo in pochi giorni???) ma possono offrire chiarimenti a chi non ha ben compreso pur essendosi impegnato.                                                                          Coloro che d’impegno ne hanno messo poco o neppure quello, beh… non necessitano di alcun cmmento.
Molti studenti ricorrono alle lezioni private, ma sarebbe bene provvedessero anche a lavorare da soli, compiendo quello sforzo che hanno evitato nell’anno trascorso, sperando che poi il voto del consiglio di classe avrebbe risolto la situazione a loro favore con un atto di generosità che, chissà perché, è ritenuto dovuto!                            Il vedersi il giudizio sospeso dovrebbe diventare una scommessa con se stessi per dimostrarsi che si è capaci di prendere sul serio la scuola e di lavorare con costanza.
Quello che importa è la volontà di farcela e lo sforzo che si compie per ottenere il risultato.                                                                                                               Intrapresa questa strada di autoconsapevolezza del proprio atteggiamento, anche l’anno successivo potrebbe dare ottimi risultati.
La crescita non consiste soltanto nel compiere 18 anni, nell’ottenere la  patente, nel venire a scuola in auto o nel rincasare a notte fonda …
La crescita è tale se comporta una certa maturazione e se sviluppa il senso di responsabilità verso gli altri e verso se stessi.

Questa riflessione nasce dall’inatteso incontro con una madre di un mio studente, con ben tre giudizi sospesi; la signora si è lamentata per l’eccessiva severità degli insegnanti delle materie d’indirizzo che, a suo dire, non avrebbero mantenuto il dialogo con la famiglia e non avrebbero compreso i problemi del suo bravissimo e studiosissimo figlio, ora carico d’impegni e convinto di non riuscire a colmare le lacune, "colpevole" anche il docente che, essendosi fatto carico di aiutarlo durante l’estate, ha precisato che non sarà disponibile per l’intera settimana di ferragosto!!!




Adoro i campanili, ma anche i grattacieli



Sin da piccola sono sempre stata attratta dai campanili.
Ancora oggi lo scorgerne uno, anche in lontananza, mi infonde sicurezza e mi da un senso di protezione, un po’ come doveva essere nei tempi passati, anche antecedenti a quelli di manzoniana memoria, quando per i viaggiatori a piedi, a cavallo o in carrozza costituivano un punto di riferimento e la certezza di potervi trovare un luogo di ristoro.
Per secoli essi, con le casetorri o i fari, sono stati gli edifici più alti, svettanti sull’intera città o sul paesello.
Certo le loro altezze risultano irrilevanti rispetto ai grattacieli sparsi per il mondo, ma ancora rari in Europa, tuttavia il verticalismo esasperato di certe costruzioni non piace a tutti e molti  preferiscono avventurarsi sulle scale, spesso malferme e ripidissime, dei più terreni campanili che costellano il nostro territorio. Non è fondamentale che si tratti di quello di Giotto a Firenze o del Torrazzo di Cremona, basta un qualsiasi campanile di una cittadina per cogliere dall’alto le bellezze, e lo scempio fatto dall’uomo, dei paesaggi naturali e dell’agglomerato urbano sottostante.
Non so quale sia oggi il grattacielo più alto del mondo ma non nego che mi piacerebbe vederlo dal vivo e salire sino all’ultimo piano. Il fascino di un campanile è legato ai secoli di storia che ha attraversato, al valore artistico che gli si attribuisce e al nome dell’architetto che l’ha edificato, ma gli stessi grattacieli vanno rivalutati perché frutto di studi di grandi ingegneri, di designer di fama mondiale e di mezzi tecnologici applicati all’edilizia, inimmaginabili nei decenni passati.
Il mio amore per l’archeologia ( non dimentichiamo le piramidi Maya e quelle dell’antico Egitto, oltre ad una delle 7 meraviglie del mondo antico, il faro di Alessandria ) e per l’arte non è venuto meno, ma la vista dello skyline di New York mi ha fatto amare quei grattacieli che sembrano gareggiare tra loro e non sono che l’estrema conseguenza di una caratteristica da sempre peculiare degli esseri umani: perpetrare in qualche modo il proprio ingegno.

sabato 6 agosto 2011

150 anni!!!


Quest’anno l’Unità d’Italia ha compiuto 150 anni.
17 marzo 1861 : una data in più da ricordare per i nostri studenti? Un fortunato caso di vacanza inattesa?
No, è il giorno in cui è nata la nostra storia insieme, uniti!
Attraverso i mass media abbiamo visto le tante cerimonie svoltesi in tutte le città della penisola e uno sventolio di bandiere.
Il tricolore, nato a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, è stato riproposto ovunque e in ogni foggia, dai  fasci di luce sui monumenti ai Tic Tac!
In realtà, noi italiani, proprio in quest’occasione, abbiamo scoperto simpatiche curiosità sulla nostra bandiera, per esempio che :
. L’articolo 12 della Costituzione ne sancisce i tre colori a bande verticali e di eguali dimensioni;
. La scelta compiuta dal patriota Luigi Zamboni è stato un omaggio al tricolore francese, sostituendo il blu con il verde delle uniformi della Guardia civica milanese;
. Il tricolore è nato con le fasce orizzontali, messe in verticale nel 1848, con la prima guerra d’indipendenza;
. Durante il Regno di Sardegna e poi il Regno d’Italia era stato aggiunto, al centro, lo scudo sabaudo;
. Protetta dalla Costituzione, no può essere offesa, né a parole né con gesti;
. Esiste una Manifattura italiana bandiere a Settebagni (Roma) dove sono confezionate le bandiere per il Senato, la camera dei Deputati e il Consiglio dei Ministri;
. Le bandiere per le più alte cariche dello Stato e delle Forze armate sono realizzate in seta, mentre le più comuni in poliestere stampato;
. La bandiera per il Presidente della repubblica è cucita a mano.
Sono semplici curiosità ma scoprirle e ricordarle può aiutarci a sviluppare un maggiore senso patriottico, non nel senso astratto dell’istituzione, bensì come sentimento d’appartenenza, per validi motivi che non   siano i soli mondiali di calcio, con tutto il rispetto per i tantissimi tifosi e per gli Azzurri!

venerdì 5 agosto 2011

FIORI DI CAMPO

In mezzo all’erba alta mi piace vedere il rosso acceso dei papaveri che, al primo timido soffio di vento, formano un’onda vermiglia che appaga la vista. Negli ultimi anni li ho visti tornare ad abbellire le rive dei fossati e le distese dei campi, grazie alla messa fuori commercio dei pesticidi.
Che meraviglia scorgerne le prime avvisaglie insieme alle spighe!



Altro fiore, dall’apparenza ugualmente delicata ma tenace, è la viola, proprio quella a cinque petali che amavo disegnare sui quaderni di scuola. Mi piace il suo colore intenso, il suo delicato profumo e la gentile macchia che tante viole formano tra la tenera erbetta di primavera.



Un ricordo d’infanzia è il cosiddetto “soffione”, in realtà i semi del tarassaco o dente di leone, che tanto mi divertivo,inconsapevole seminatrice, a soffiare. 



Vi piace il vintage?


Continua a essere irresistibile e lo attesta la considerevole diffusione di negozi che vendono abiti, accessori, calzature, cappelli e bigiotteria rigorosamente vintage.
Altri si specializzano in oggettistica per la casa, comprese le vecchie radio, i ventilatori da tavolo, i macinacaffè elettrici, i cesti da pic-nic…
Nelle grandi città si diffondono gli indirizzi dei negozi  meglio forniti, come mi è stato confermato da un’amica milanese.
Ciò che piace di questi luoghi è la possibilità di scovarvi qualche pezzo di valore, qualche creazione unica, tutto dal gusto retrò.
Io non ho comprato nulla di vintage, ma ho riutilizzato alcuni oggetti appartenuti a mia madre, come un suo foulard, decisamente anni ’70 o degli orecchini e una spilla di strass anni ’50. Di più non oso, anche se certe fantasie di 40 o 50 anni fa mi piacciono parecchio, soprattutto per un costume, un abitino estivo o una borsa da spiaggia.
Possiedo anche un piccolo ventilatore verde acqua, coordinato, credo accidentalmente, a un macinino da  
caffè elettrico che però tengo confinati in un angolo della cantina… anche se non so dire in attesa di cosa.
Non li uso, ma mi piace il pensiero che siano lì, testimoni di un tempo che fu.

IL MOTTARELLO AL CIOCCOLATO

Lo mangiavano i miei genitori quando erano ventenni, lo mangiavo io da piccola e lo divoro ancora oggi, seduta sul divano di casa.
Non voglio sentire critiche per il fatto che sia di produzione industriale ( in questo consiste il suo primato) e che sarebbe meglio mangiare solo quelli artigianali, lo so e non m’importa.
Il mottarello, nato come gelato da passeggio, mi è simpatico per la sua semplicità, per il liscio rivestimento di cioccolato e per aver resistito in tutti questi anni alle tante e grandi innovazioni.
Quando ero piccola lo acquistavo nella latteria vicino a casa dove la signora Ginetta, per 70/80 lire, me lo porgeva con un sorriso, vedendo i miei occhi luccicare  mentre, in attesa,fissavo il relativo cartellone pubblicitario, ancora quello degli anni ’50, con bimbi felici che correvano con il loro Mottarello tra le mani.
Scartatolo, era un piacere unico … era pur sempre un gelato e io pur sempre una bambina, ed era anche molto più grande rispetto a quello attuale!!!


                   

giovedì 4 agosto 2011

IDEE CONTRO LA CRISI (E LO SPRECO)


La prima parte è il titolo di un articolo trovato su una rivista per introdurre  un gruppo di progettisti – i “Recession Design” – che da tempo, seguendo un’idea di Enzo Mari, realizzano arredi per la casa ricorrendo a materiali reperibili con facilità, come gli attrezzi che usano per fabbricarli. Gli stessi hanno raccolto i propri progetti, con le necessarie istruzioni, in un libro “Design fai da te. Idee contro la crisi”.                                                 Potrebbe essere divertente trarne spunto e sperimentare qualcosa per la propria casa o regalarlo ad appassionati del fai da te, no?
-------------------- . ----------------------- . --------------------------
Sempre per restare in tema del risparmio e del riciclo, vi segnalo il sito www.twosides.info: iniziativa volta a promuovere la produzione e l’uso responsabile della carta e della stampa.
Mi è piaciuto lo slogan -  Naturale, rinnovabile e riciclabile: è il lato verde della carta!
Belle e importanti le iniziative dell’industria cartaria in Europa!
------------------ . ----------------------- . ----------------------------
Vi consiglio la lettura di un libro uscito nel 2008 sul consumo consapevole per non sprecare (cibo, tempo, opportunità, le proprie capacità…) e aiutare chi non può permettersi l’essenziale, figurarsi lo spreco:
Antonio Galdo, Non sprecare, ed. Einaudi

P.S. Per quel che può valere il libro ha riscosso successo anche tra i miei studenti !!!