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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

venerdì 5 luglio 2013

…e quel profumo di tiglio!


Si diffonde nei centri storici, tra monumenti e palazzi, giardini e piazzette, sprigionando il suo profumo nell’aria. Ti sorprende, nonostante si ripeta ogni anno, proprio come l’aria di primavera. Pregnante e intenso ma allo stesso tempo delicato, benché  persistente. Albero ad alto fusto, che si confonde tra gli altri, preferendo farsi notare dal nostro naso che ne rimane piacevolmente colpito dalla fragranza. Mi riporta ai tempi di mia nonna, quando la vedevo prepararsi alla toilette della sua camera, dove il profumo del tigli, del cortile sottostante, si mescolava a quello del borotalco e della cipria( avete mai notato quanto profumassero di buono i trucchi di anni fa rispetto agli attuali? Smalti compresi? Mi è stato detto che in realtà quel buon odore era dato da sostanze nocive…sarà di sicuro così, ma ora gli smalti per unghie puzzano proprio!!!). Adoro lasciarmene avvolgere e tutto mi appare più bello.



mercoledì 3 luglio 2013

E quest’anno… le vacanze?




C’è voluto un po’ per decidersi: il mondo offre opzioni innumerevoli, anche scartando quelle destinazioni già prescelte. Sfoglia cataloghi per prendere ispirazione, scarta quelle più pericolose, quelle che richiedono tante vaccinazioni, ascolta i suggerimenti altrui, cerca in Internet e poi…lascia che il cuore ti guidi e la meta si concretizza. A carnevale di nuovo l’indimenticabile Parigi, tra il 25 aprile e il 1° maggio Abu Dhabi, negli Emirati arabi Uniti. Luglio sarà impegnato tra gli esami di maturità e la formazione delle classi per l’anno scolastico successivo, perciò si potranno effettuare solo qualche weekend al mare o al lago, decidendo all’ultimo minuto. Più interessante sarà il mese di agosto. Una prima settimana con visita delle ville lungo il Brenta e qualche giorno nelle splendida Venezia, per poi volare negli USA, ancora una volta, ma lì c’è un mondo intero da scoprire, con i suoi meravigliosi parchi, e questa volta voglio fare anche vita da spiaggia a Coney Island e sulle immense spiagge di Staten Island, oltre ad andare alla ricerca di curiosità e fare un poco di shopping. Di ritorno cinque giorni a Madrid, con il Prado, il palazzo reale e l’Escorial e quanto di meglio la capitale spagnola possa offrire;  certo il caldo si farà sentire ma l’hotel ha la piscina ristoratrice per quando si terminano le visite!!!
Sì, il programma mi piace e tanto. Ritengo che i soldi spesi per le vacanze siano quelli meglio impiegati: ogni viaggio favorisce una scoperta, allarga la mente, t’istruisce e accultura. Ogni viaggio che ho fatto mi ha regalato emozioni che porto dentro di me e poi si vive una volta sola su questa terra e conoscerla mi sembra il minimo … visto quant’è bella!!!

sabato 29 giugno 2013

SCELTA DI UN ABITO per un matrimonio


Scelta tutt’altro che facile! Dilemma che tortura. La madre della sposa a ripeterti che ognuno può vestirsi come vuole, che non ci sono vincoli…ma il padre sarà in tight e la mamma elegantissima. Io un abito l’avrei, firmatissimo, aderente e di un rosso rubino, ma andrà bene? Sarà troppo? Che borsa e quali scarpe gli abbino? Tacchi alti per forza, non contemplo altro, ma ne riciclo un paio o mi metto alla ricerca che potrebbe diventare spasmodica? La borsa elegante, piccola, di raso e velluto, di forma geometrica l’avrei, ma non svolge il ruolo di una borsa per le ridotte  dimensioni (ci posso mettere solo il cellulare, un piccolo portamonete, il rossetto e STOP!!!), perciò che faccio? Si accettano consigli, ovviamente! Ho in programma un tour di shopping con la mia amica Marcella e qualcosa comprerò di certo, ma impronto l’uscita al matrimonio? Come mi pettino? Vorrei raccogliere i capelli, più chic e contro il caldo estivo, ma come? Forse dovrei rivolgermi a un parrucchiere professionista, così non ci penso più. Mamma mia, neanche si trattasse del mio matrimonio!!!

venerdì 28 giugno 2013

DAL DENTISTA


Before...


Mai avuto paura, beh ne avevo quand’ero piccina, piccina, ma dai 18 in su…nulla. Mi ci reco come se andassi dal medico di base per una semplice prescrizione medica e sfoglio rilassata riviste nell’attesa del mio turno. In questo periodo raggiungo settimanalmente lo studio del mio nuovo dentista, dato che il precedente è andato in pensione, che è a brevissima distanza da casa mia, e mi lascio curare i denti come se nulla fosse… la qual cosa mi è valsa una lode da parte del medico stesso… me la tengo cara perché di lodi se ne ricevono poche, almeno nel mio caso!!! Certo che i costi indurrebbero a trattenersi dall’andarci, ma una buona dentatura implica una buona masticazione che pare agisca sull’intera colonna vertebrale…Che i miei dolori lombari dipendano da qualche problema attinente??? Noooooo, è nel DNA di famiglia e negli anni che passano inesorabili!!!
Comunque prima di questo dentista, caldamente raccomandatomi per l’esperienza, le capacità e l’onestà del proprio tariffario, ne avevo contattato un altro che mi aveva richiesto 16000,00 euro …  per sistemare i 4 denti che sto curando ora e, per un momento, allora ho pensato che una bella dentiera, come quella della mia nonnina, avrebbe fatto al caso mio! Ma il marito avrebbe gradito poco, quindi… ho cercato un altro dentista, l’attuale!

...and then...

giovedì 27 giugno 2013

Nella vita tutte ci siamo trovate di fronte a un bivio e, il più delle volte, eravamo davanti a un armadio.




 Potrebbe essere una citazione da Coco Chanel o, più prosaicamente, da Carrie Bradshow! In realtà tutte noi abbiamo vissuto quest’esperienza e ben più di una sola volta. Chissà per quale ormone che si scatena in noi donne, ma l’apertura di quelle due, o 4 o 6 o 8…, ante costituisce una delizia e una sofferenza al contempo! Vi conserviamo tutti quei capi che ci hanno regalato gioia al momento dell’acquisto ma che, col trascorrere del tempo, ci stancano e ci inducono a dichiarare ciò che più gli uomini non capiscono di noi… la sensazione di non possedere nulla che sia degno di essere considerato soddisfacente al punto da farci dire: “non ho nulla da mettermi!!!”. Cerca e ricerca, qualcosa la troviamo ma con aria sofferente manifestiamo il dilemma amletico “questo capo o quello?”. Di poetico l’espressione non ha nulla ma noi siamo attanagliate se optare per un capo, magari quello che ci snellisce, o l’altro, quello più alla moda, e il tempo scorre inesorabile costringendoci a una scelta che si rivelerà la peggiore che abbiamo mai preso, ma tant’è. Quell’abito che tanto ci piaceva è sempre il solito, quella gonna ci sta larga( il sogno di tutte noi, in realtà), la camicia…uff, beh, non oggi, la maglietta…uhm, no, è troppo da teenager e così via. C’è un’unica soluzione…provvedere a un nuovo acquisto e al più presto, tanto, con un “pigia, pigia”, nelle due ante ci sappiamo far stare tutto!

martedì 25 giugno 2013

Blue is in fashion this year!







Ogni anno ha il suo colore! Mi sta bene, mi spinge a nuovi acquisti e consente di rinnovare il guardaroba, ma mi domando chi lo decida. Guardando le sfilate in TV o sfogliando le riviste si nota che tutti gli stilisti producono abiti e accessori nel medesimo colore, il che non può essere sempre casuale. Che si ritrovino tutti insieme e decidano del nostro destino in fatto di moda e quali colori debbano essere introdotti a ogni stagione? Del resto anche la lunghezza delle gonne o l’ampiezza dei pantaloni, come la fattura delle giacche e l’uso o meno di foulard, di bangles, occhiali, borse piccole o enormi, scarpe a stiletto o con zeppa compaiono sempre in contemporanea su tutte le passerelle, perciò mi sa che confabulano tra loro con l’intento di indurci in tentazione e di farci dilapidare il nostro conto corrente!
Beh, del resto a noi donne piacciono i cambiamenti, no?





giovedì 20 giugno 2013

CHE GOLA! : E’ L’ANNO DEL GELATO !




Procedo ad anni alterni: un anno ne mangio e un anno neppure lo assaggio. Capita la medesima cosa a mio padre…che intervenga la genetica?!
Questa è un’annata buona: ho iniziato a mangiarne in primavera, che non è stata delle più calde e assolate, e continuo, ma sempre con moderazione visto che ormai i miei gusti sono limitati: cioccolato, malaga o limone. Da piccina fragola e limone mi sembravano il meglio che si potesse assaggiare, come la maggior parte dei bambini, ma la scoperta dell’amarena, con le amarene Fabbri, mi ha fatto perdere ogni interesse per la fragola! Poi c’è stato il periodo, adolescenziale della “rivolta”: menta, liquirizia, bacio, fiordilatte, frutti di bosco, rosa (???) mi attiravano oltre misura. Non ho mai ceduto al gusto “puffo”: da tradizionalista il gelato azzurro, che non ha un sapore ben distinto (l’ho assaggiato l’unica volta che l’ha richiesto la mia bambina), non mi ha mai convinto.
Io lo mangio, ma non mi rinfresca e con il gelato devo sempre acquistare dell’acqua perché mi mette una sete pazzesca.
Devo ammettere che preferisco gustarmi il gelato in coppa, seduta all’aperto di una gelateria, piuttosto che il classico cono da passeggio con il quale mi torna facile sporcarmi e poi non mi piacciono quelle continue leccate…fanno tanto animaletto e vuoi mettere i cucchiaino, possibilmente non di plastica… il massimo sarebbe d’argento, ma vabbè!
Ho scoperto che in Italia è stato aperto un museo dedicato al gelato: il Gelato Museo Carpigiani ad Anzola dell’Emilia, in provincia di Bologna, nel quale gli allestitori hanno ripercorso le tappe fondamentali della storia del gelato. Carinooo, mi piacerebbe visitarlo!

martedì 18 giugno 2013

QUEST’ANNO LA PRIMA USCITA DIDATTICA … A FENESTRELLE


Stanca delle solite destinazioni, ho optato per quello che è definito “la grande muraglia armata piemontese”, inserita nel World Monuments Fund, dal 2007, in quanto considerato uno dei 100 siti storici di rilevanza mondiale più a rischio.                                                                                            Abbiamo scelto un percorso ridotto del forte, tanto quello completo non avremmo potuto effettuarlo se non partendo nel cuore della notte, ma comunque piuttosto faticoso…a dire il vero noi tre docenti abbiamo preso gli infiniti gradini da salire come un ottimo, gratuito esercizio per smaltire il pranzo e rassodare tutto quel che è costantemente sottoposto a sta forza di gravità che per tenerci letteralmente con i piedi per terra attira tutto a sé e, come dire, non è bello… Il panorama delle montagne attorno è incomparabile e la maestosità della costruzione lascia senza parole, del resto è la seconda al mondo per estensione, dopo la muraglia cinese…e non è mica poco!
Tappa obbligata è stata poi Torino, sempre bella e talmente ricca di storia che le tre classi quinte hanno dovuto sorbirsi alcune mie spiegazioni su palazzo Madama, palazzo Carignano e quello reale, ma tant’è… qui è nata l’Italia!!! E poi i ragazzi non sanno che anche noi insegnanti diciamo sciocchezze e, lontano da orecchie indiscrete, ci siamo immaginate vivere in quei palazzi da sogno, con tanto di abiti d’epoca e servitù al seguito, ovviamente.




lunedì 17 giugno 2013

Il lunedì è sempre fastidioso


Durante i mesi, tanti, lavorativi si attende il fine settimana quasi dipendesse da quei due giorni ( per me, che insegno e ho lezione anche il sabato mattina, un giorno e mezzo – quello libero è il venerdì) ogni nostro recupero fisico e psichico. Devo ammettere che due giorni consecutivi aiutano a riposare o, quanto meno, ad apprezzare lo stacco, ma alla ripresa tutto il carico di problemi, questioni da risolvere e scocciature si ripresenta…bussa alla porta e, non appena la apri per uscire e recarti al lavoro, ti salta sulle spalle, bello pesante e da gestire. Ecco perché il lunedì è sempre un giorno poco amato…eppure problemi e difficoltà si presentano anche durante i giorni successivi, ma il più pesante da reggere è lui…si tiene stretto il suo primato e non ne vuol sapere di cederlo!
In realtà anche durante le vacanze estive, eccezion fatta per i giorni trascorsi lontani da casa, periodo in cui alle volte si perde la cognizione del tempo e ci si chiede quale giorno della settimana sia, il lunedì è noiosetto: ci si alza, ma qualche componente della famiglia va a lavoro e ci si ritrova sole a organizzare la giornata; nella mia città il lunedì è poi il giorno di riposo per i negozianti, che aprono invece la domenica mattina, e girare per la città è un poco triste. Insomma che si lavori o si sia libere da impegni lavorativi il lunedì ha questo ruolo di raccogliere le nostre lamentele, il nostro disappunto … forse scaricare sul lunedì la nostra insoddisfazione torna utile per non incupirci l’intera settimana … sarà una strategia della nostra mente?!



venerdì 14 giugno 2013

Una coperta per due !

Non, non pensate male! Non vi è nulla di peccaminoso, piuttosto qualcosa di tenero. Come sapete bene la primavera...ehm, come dire, chi l'ha vista quest'anno??? Meglio, le basse temperature e il maltempo mi hanno indotta a trascorrere interi pomeriggi chiusa in casa ad assaporare quell'aria autunnale che, dopo un intero inverno, non è proprio  ciò che desideravo, ma il corpo umano sa adattarsi a tutto! Ecco che la mia proverbiale letargia si è manifestata dando il meglio di sé! Proprio in uno di quei pomeriggi d'inizio maggio, terminata la verifica di epica da sottoporre ai miei studenti di prima liceo, mi sono sdraiata sul divano, pregustandomi un sonnellino di quelli che riappacificano con il mondo intero; sarà che il riscaldamento era ovviamente spento, sarà che addormentandosi si abbassa la temperatura corporea..., ma io mi sono gettata addosso una bella copertina che ha favorito, complice il tepore, un sonno ristoratore, interrotto, a un certo punto, da una sensazione avvertita forse perché, come ho poi avuto modo di notare, eran già trascorse due ore dall'inizio del "sonnellino". Da principio non riuscivo a spiegarmi cosa fosse ad avermi svegliata, ma certo era stato qualcosa di soffice, di lento, di flemmatico, ma cosa??? Lentamente, anche perché appena desta un bradipo non è nulla a mio confronto, voltata la testa a destra senza scorgere nulla, l'ho girata senza fretta, dall'altra parte e ho percepito una presenza. Mi sono inquietata? Certo che no! Aperti bene gli occhi per vedere meglio e lì, accucciatasi sotto la mia coperta, col musetto sul cuscino aranciato del divano, la mia Amélie che, accortasi del mio risveglio, ha socchiuso un occhio per poi richiuderlo, a segnalare che il suo intento prevedeva non la disturbassi, emettendo un versetto. Quanta tenerezza hanno suscitato in me la sua presenza e il suo infilarsi sotto la coperta, al mio fianco, quasi a cercare un contatto umano che la tranquillizzasse! Non ho osato muovermi e, in silenzio, l'ho osservata, ascoltandone i versi sommessi, forse dovuti a sogni...ma i gatti sognano?! Sono rimasta a lungo in attesa si svegliasse, non volendo interrompere quel tenero momento di un animale, non dimentichiamoci che è pur sempre un felino, che condivide con l'uomo un'esigenza primaria, il riposo, accompagnata da un'ulteriore, il piacere della vicinanza di qualcuno che ti vuole bene e mai ti nuocerebbe! Bene, ora anche le coperte le appartengono! Prima o poi ci caccerà di casa!!!

giovedì 11 aprile 2013

Ancora pioggia?!






Pensare che io ho sempre sostenuto che pure i giorni di pioggia abbiano un loro fascino mi sconvolge. Certo, il ticchettio delle gocce su tetti e grondaie, la gente che, se colta all’improvviso da uno scroscio, corre alla ricerca di un riparo di fortuna, tra l’infastidito e il divertito, i bambini che si divertono ad entrare nelle pozzanghere, che a guardarle costituiscono un piccolo mondo di chissà quanti micro essere viventi, l’evitare di essere bagnata da automobili troppo veloci che sollevano, dalla pozze d’acqua lungo i marciapiedi, tsunami in miniatura ma sufficienti a ridurti come un pulcino, ovviamente bagnato fradicio, sono situazioni che mi fanno nascere un sorriso sulle labbra…ma ora non se ne può più! L’umore è andato a far compagnia alle suole delle mie scarpe, anzi stivali che non abbandono da mesi e che ora mi hanno proprio stufato e le poche giornate con il cielo azzurro restano nella memoria come un ricordo appannato dalle interminabili ore di pioggia. Certo alcune mattine, socchiuse le persiane adagio, nel timore di restare delusa una volta in più, ecco… la grande scoperta…non piove! Ci sarebbe di che gioire se non fosse che nella sventurata bassa padana, complice il tasso di umidità dovuto all’ enorme quantità di pioggia dei giorni precedenti, il sole resta oscurato…da cosa? Ma dalla nebbia, che altro! Una delizia dopo l’altra!!! Se la pioggia ti rattrista, la nebbia ti annienta.  Per fortuna l’essere umano ha una virtù che lo supporta: la speranza! Io sto sperando che, prima o poi, per più di mezza giornata, arrivi la primavera con il sole, il cielo terso, il tepore che ti spinge a spogliarti degli strati ancora invernali che abbiamo addosso, preannunciando la stagione calda che mai ho desiderato come in queste giornate. Siamo d’accordo che marzo sia pazzerello e aprile ogni giorno sia un barile, ma tutto deve avere un limite!

venerdì 5 aprile 2013

IN QUEI GIORNI DI NOIA…




Credo capiti a tutti di avvertire un po’ di noia, del resto non si può organizzare e programmare ogni attimo della nostra vita…è salutare lasciare che gli eventi accadano sorprendendoci e superando, a volte, le nostre aspettative.
Tuttavia è vero che le giornate nelle quali la noia prende il sopravvento risultano interminabili, ma io mi impongo di non lasciarmi scoraggiare, soprattutto durante il pomeriggio…quelle ore che scorrono lente, sonnacchiose, in modo particolare  d’estate, sì perché in inverno lo stare in casa è di conforto di fronte al freddo, alle intemperie e al buio che avvolge buona parte della seconda metà della giornata. Certo che in questi giorni, decisamente non estivi e neppure primaverili, la noia si appropria di ogni mia fibra e nulla può indurla a desistere dal farmi sentire una moderna Madame Bovary a Rouen!
Pensa e ripensa ho individuato una soluzione, a volte faticosa ma produttiva, cioè quella di sbrigare faccende che solitamente tendo a rinviare o per pigrizia o per mancanza di tempo: mi metto a riordinare cassetti stracolmi di fogli e oggetti, per lo più di un’inutilità assoluta, o telefono alla zia che abita lontano o a quell’amica che da tempo non sento o ancora a risistemo cartelle sul mio pc.
Tuttavia devo ammettere che la noia ha una sua tenacia: ti si appiccica addosso e pare non volersene più andare. La noia è antipatica, è di quelle “cose” brutte – oddio, parlo come tanti miei studenti che riprendo sempre quando usano il termine troppo generico “cosa” e aggettivi banali come “bello”, “brutto”… - che collocherei tra il mal di denti ( per me intollerabile, come ogni dolore fisico, perché devo averne una soglia di sopportazione bassissima!)  e il dover sopportare una persona che mi risulta fastidiosa.
La noia ha il sopravvento quando la stanchezza psichica, di fronte alla routine quotidiana, ti dilania e ti fa sognare uno stravolgimento della tua vita. A volte si tende a confondere la noia con la stanchezza fisica per un insufficiente numero di ore di sonno o per la scocciatura dovuta alla vicina di casa o al collega che sfogano su di te le decennali proprie insoddisfazioni di cuore, lavoro, carenza di denaro…ma non è questo.
A volte me la sono fatta passare assecondandola: le ho permesso di prendere il sopravvento, trascorrendo inutili ore nullafacente, sino a quando l’istinto di sopravvivenza mi ha condotta a reagire, quasi inconsapevolmente, con un pensiero positivo che mi ha ridato la voglia di fare, facendomi dimenticare il tempo trascorso nell’inedia.