E’ la
Biblioteca Nazionale compresa nel palazzo di Brera. Entrarvi e vivere
un’esperienza estasiante è un tutt’uno: richiedete un libro qualsiasi, una
scusa per accomodarvi nella sala di lettura, tanto avrete di meglio da fare,
sollevate la testa e lasciatevi attrarre dal dipinto di F.
Fabbrica…dimenticherete di essere nell’era del pc e penserete di essere nel
Settecento: l’atmosfera è sospesa, rarefatta e silenziosa; l’aria è di quelle
polverose con la vista che soccorre l’olfatto e vi lascia intravvedere il
pulviscolo grazie ai raggi di sole che penetrano dalle ampie aperture, i tomi
delle antiche collezioni vi sovrastano dai ripiani delle antiche librerie
lignee intarsiate .
Dietro grate impolverate e da tempo non aperte sarete
osservati da libri dal valore inestimabile, che impregnano l’ambiente di
cultura e dello spirito dei protagonisti della storia e della letteratura di
secoli fa. Sarete pervasi da sensazioni che difficilmente vi abbandoneranno,
quasi che dai volumi inermi e intoccati vi giunga lo spirito dei loro autori,
ancora vivo sotto le dita di polvere che ormai li ricoprono.
Archivio blog
A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.
giovedì 17 maggio 2012
lunedì 14 maggio 2012
RANDAL, BOURKE e IL LEONE CHRISTIAN
Un cucciolo di leone,
separato dai suoi genitori a causa della vendita dello zoo di Ilfracombe in Inghilterra,
chiamato Christian, fu acquistato dai due amici, Rendall e Bourke, nella
sezione animali esotici del grande magazzino Harrods a Londra. I due decisero di
comprare quel cucciolo di poche settimane, preoccupati per le condizioni nelle
quali era tenuto e per il suo destino, se fosse finito in mani sbagliate: lo
allevarono e se ne presero cura.
Col passare del tempo,
data la dimensione dell'animale, passato in un anno da 16 kg a circa 84 kg e il
notevole costo per mantenerlo, si resero conto che il cucciolo non avrebbe
potuto vivere con loro ancora a lungo.
Il caso volle che
incontrassero gli attori Bill Travers e Virginia McKenna che avevano appena
finito le riprese di Nata libera,
il film tratto dal romanzo di Joy Adamson che narra le vicende di Elsa, una leonessa cresciuta dalla
Adamson e dal marito, il naturalista George Adamson, e reintegrata
nel suo habitat naturale nel Kenya. D'accordo con i due
ragazzi, gli attori decisero di contattare proprio il naturalista affinché
aiutasse anche Christian ad essere reintegrato in una riserva naturale dell’Africa.
Nel 1970, a un anno di età,
Randall e Bourke, decisero di intraprendere quest’ avventura per poter
permettere al leone di proseguire la sua vita in un habitat più adatto alle
sue esigenze. Per la difficoltà del progetto di reintegrazione, Adamson avvertì
i due che la storia di Christian era ben diversa da quella di Elsa, la leonessa
reintegrata senza problemi. La difficoltà stava proprio nel fatto che Elsa era
rimasta orfana nella sua terra, in Kenya,
quindi abituata comunque a quei luoghi, al clima e agli odori del
posto, mentre Christian era sempre stato in città e i suoi stessi genitori
erano nati in cattività e poi ceduti ad altri zoo. Tuttavia nel 1971, caricato l’animale su
un aereo, si diressero in Africa.
All'arrivo alla riserva Kora, in Kenya, George Adamson
decise di fermarsi in prossimità del fiume Tana, lontano da
qualunque abitazione umana:questo luogo era stato reputato il migliore per
poter costruire un campo e tentare la reintegrazione del leone nella colonia di leoni già
esistente. La difficoltà maggiore
consisteva nell’ integrare un altro maschio in una comunità con un capobranco
già attribuito; decisero quindi di aiutarsi con un altro leone maschio
addomesticato di nome Boy, affinchè si stabilisse un legame tra i due che li
rendesse i leader
di un nuovo nucleo. Randall e Bourke ritornarono a Londra e chiesero ad
Adamson di tenerli informati sui progressi di Christian. I due leoni divennero
inseparabili. Il secondo passo per la reintegrazione fu quello di aggiungere
alla coppia una femmina, Katania, per poter estendere la nuova colonia appena
creata e così avvenne, favorendo il distaccamento tra il leone e gli uomini. A
questa notizia, i due amici decisero di intraprendere un ultimo viaggio in Kenya per poter osservare
di persona la piena reintegrazione del loro leone e per potergli dare un ultimo
saluto.
Adamson avvertì i due ragazzi che il
loro viaggio sarebbe stato uno spreco di tempo, poiché Christian non si faceva
vedere da almeno nove mesi e c'era la probabilità che il leone fosse stato
ucciso da bracconieri o da altri maschi. All'arrivo a Nairobi, i due amici seppero
da Adamson che la notte prima Christian era tornato nelle vicinanze del campo
con la sua compagna e i suoi cuccioli. " I due amici furono, comunque,
ulteriormente avvertiti del fatto che il leone avrebbe potuto non riconoscerli
e, conseguentemente, attaccarli. I due si recarono all'incontro e quello che
avvenne fu dei più commoventi: Christian non solo riconobbe immediatamente i due,
ma corse loro incontro come se non se ne fosse mai allontanato e buttò loro le
zampe intorno al collo in una sorta di abbraccio.
Questo comportamento stupì anche il naturalista che non si aspettava una reazione così positiva dopo quasi tre anni di lontananza.
Questo comportamento stupì anche il naturalista che non si aspettava una reazione così positiva dopo quasi tre anni di lontananza.
L'incontro con
Christian si prolungò per tutta la notte e fino alla mattina successiva quando Randall
e Bourke assistettero all'allontanamento di Christian, delle sue compagne (chiamate
Mona e Lisa) e dei cuccioli, che a loro volta avevano accettato la vicinanza
degli umani, grazie alla presenza del maschio dominante.
Tre mesi dopo, Randall
e Bourke ritornarono a Kora e avvistarono nuovamente Christian appostato sulla
sua roccia, nei dintorni del campo. Tuttavia, il leone stavolta non si avvicinò
ai due: Christian si limitò a guardarli da lontano (probabilmente perché in
presenza di altri maschi: il suo ruolo di maschio dominante sarebbe stato messo
in dubbio se si fosse avvicinato agli uomini) e poi si allontanò definitivamente.
Dopo questo secondo
incontro, Christian e i suoi due salvatori non si ritrovarono più. Il naturalista
ipotizzò in seguito che, dato che la vita media di un leone è i circa 16/18
anni, Christian abbia finito i suoi giorni nella Riserva Naturale di Meru, in
prossimità del fiume che costeggia il campo di Kora.
Il video che testimonia il
ritrovamento dei tre amici è stato distribuito in internet dopo 30 anni
dall'evento, facendo conoscere dopo tutto questo tempo la commovente storia del
leone e la sua reintegrazione nella natura selvaggia.
CERCATELO IN INTERNET:
MERITA DI ESSERE VISIONATO!
Anthony Bourke e John
Rendall hanno scritto un libro per raccontare a tutti la storia di Christian e
all'interno vi sono inserti fotografici del famoso leone, mai pubblicati prima:
CHRISTIAN IL LEONE di A. Bourke e J. Rendal ed. Rizzoli.
LEGGETELO: NE VALE LA
PENA!
domenica 13 maggio 2012
Auguri a tutte le mamme!
Due sole
immagini, una grafica e l'altra poetica, per ricordare la mia mamma e per
augurare a tutte le mamme che conosco o che comunque mi seguono una giornata
serena con coloro ai quali avete fatto il dono più grande: la vita!
Vergine madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'eterno consiglio,
tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti si', che 'l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si riaccese l'amore,
per lo cui caldo ne l'eterna pace
così è germinato questo fiore.
Qui se' a noi meridiana face
di caritate, e giuso, intra mortali,
se' di speranza fontana vivace.
Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre
s
sua disianza vuol volar senz'ali.
Dante Alighieri
venerdì 11 maggio 2012
Da non credere...pur amando gli animali!!!
Amo da sempre gli animali! Li ho sempre rispettati, beh, tranne gli insetti...ma quella è un'idiosincrasia e non c'è nulla da fare! Non farei male a nessuno di loro e li difenderei in ogni modo, ma quando si raggiungono certi livelli...vorrei si facesse un passo indietro. Chi ha letto dei miei vecchi post sa che ho un'adorabile gattina, Amèlie, per la quale stravedo e dalla quale sopporto comportamenti che mai avrei immaginato di accettare. Proprio per lei, ieri ho acquistato dei bocconcini di una nota marca di prodotti per gatti - mi astengo dal fare il nome, tanto immagino che pure altre scrivano sulle confezioni frasi simili...AIUTO!!! - e all'interno della confezione trovo una bustina campione di nuovi croccantini. Fin qua tutto bene: serve a pubblicizzarli e a venderli se, con la prova omaggio, il gatto in questione ne risulta ingolosito, pure regole di marketing. Un fastidio etico mi assale quando, con una certa distrazione iniziale, mi accingo a leggere i commenti sul pieghevole associato alla busta omaggio - riporto le parole precise: "... gli irresistibili fuoripasto per i vostri momenti di relax..., saranno il momento ideale per i vostri momenti di condivisione."!!! Ve lo giuro, voglio bene ad Amèlie, ma di condividere con lei i miei momenti di relax, sgranocchiando insieme...proprio non ci penso! Non è mica mia figlia, non è un essere umano! La coccolo, ci gioco, l'accarezzo...ma tutto ha un limite! Se devo condividere uno spuntino...beh, lo faccio con mia figlia, con un'amica, con mio marito, ma con la gatta NOOOOOOOOO!!!
Non mangiamo gli stessi stuzzichini, ma neppure ci sediamo l'una a fianco all'altra con i rispettivi fuoripasto! Amèlie pasteggia sempre, ma non mi ha mai chiesto "Dammi i miei fuoripasto!!! Rilassiamoci insieme!"e io non ci tengo proprio.
mercoledì 9 maggio 2012
Per chi ama l'archeologia...
Oggi è una giornata importante per chi ama l'archeologia, mio indirizzo di laurea, e per coloro che sono degli appassionati della civiltà dell'antico Egitto! Il 9 maggio del 1874, cioè 138 anni fa, nasceva Howard Carter che si dedicò agli scavi di importanti tombe nella valle dei re e delle regine, così come ad Abu Simbel e ad Aswan, oltre a divenire responsabile dei più significativi siti archeologici dell'antico Egitto come Luxor, Tebe e Karnak. Carter resta comunque nella mente degli appassionati perchè ebbe il merito e la sfacciata fortuna di scoprire la tomba di Tutankhamon: il 16 febbraio del 1924 ne aprì il sarcofago d'oro nel quale trovò la mummia intatta con la sua celebre maschera aurea.
Anch'io volevo fare l'archeologa, ma nel mio destino c'era solo il ritrovamento di un pilastrello di età romana nei pressi di una chiesetta antichissima vicino a Milano e gli scavi del sito di Lomello, in provincia di Pavia, altro che Tut!!! A dire il vero il docente di Storia orientale antica mi aveva offerto la partecipazione agli scavi che conduceva in Siria ma...avreste dovuto vedere gli occhi di mio padre quando glielo dissi e capireste perchè sono diventata un'insegnante di lettere!
Beh, qualche mummietta in classe ce l'ho pure io, anche se priva di maschera d'oro!
martedì 8 maggio 2012
SPRAZZI DI SOLE ... RIGENERANTI
Oggi continua il tempo instabile di questa primavera che velocemente se ne
va. Cielo coperto, sprazzi di sole, minaccia di pioggia a macchia di leopardo. Di freddo e pioggia ne abbiamo avuti abbastanza quest’anno. Di per
sé, si sa, la primavera è una stagione incerta, instabile, volubile e i detti
“marzo pazzerello” e “aprile ogni giorno un barile” ce lo ricordano con la
saggezza popolare della quale sono intrisi, ma è comunque un’agonia! Di questi tempi ti svegli
al mattino, speranzosa, quasi convinta che sia una bella giornata, così, dopo
poche ore di scuola, ti potrai permettere una passeggiata in centro per qualche
acquisto, una sbirciatina a due negozi, il pane perché con quel salame che ti
hanno regalato si accompagna che è una meraviglia, le scarpe da ritirare dal
calzolaio e il quotidiano per non restare estranea alle vicende di tutto il
mondo…che non sia mai che non conosca quel che è successo in Burundi, sulle Ande
e in Tasmania!!! Tutto questo viene formulato dalla mente – e sì che di primo
mattino deve ancora mettersi in moto – nella frazione di tempo di pochi
secondi, ma gli occhi ti riconducono alla realtà: nuvole di un grigio plumbeo,
scarsa visibilità, pioggia incessante e immediata voglia di rimettersi sotto le
coperte, al caldo, e dare una seconda chance alla giornata. Ahimè non è
possibile, i tanti campanili che mi circondano sono implacabili…sono le 6.45,
non è più possibile rimettersi a dormire, bisogna preparasi per l’ impassibile
campanella d’inizio scuola alle 8.05.
Il grigio imperante s’impadronisce del mio umore, m’incupisco e faccio
colazione svogliatamente, mi vesto senza badare troppo al look, tanto sono
ancora gli abiti invernali, quelli che, con le dovute alternanze, indosso
dall’autunno scorso e quasi quasi non li sopporto più: voglio indossare i miei
acquisti primaverili, desidero alleggerirmi, osare colori più accesi,
accendermi di entusiasmo anche per andare a scuola, ma finché rimane questo
cielo autunnale…
Bastano qualche tratto di cielo azzurro e due sprazzi di sole perché mi
torni il sorriso, ricompaia la mia consueta voglia di fare, di uscire, di
organizzare gite e passeggiate, di caricarmi di energia…se la vita sul nostro
pianeta è nata per la presenza di aria, acqua e sole ci sarà una
ragione, no?!
lunedì 7 maggio 2012
PRIMI PROGETTI PER L’ESTATE
Ieri, seduta a sorseggiare una tazza di tè caldo, primo perché quello
freddo non mi piace, secondo perché sembrava di essere in autunno anziché in
primavera inoltrata, ho iniziato a pensare all’estate e immediatamente il
pensiero è giunto alle sospirate vacanze…
Qualcosa è già stato deciso e prenotato, il che mi rincuora.
A giugno non se ne parla, tanto la preside non firma le richieste di giorni
di ferie in questo mese…gli esami di Stato sono la nostra spada di Damocle: se
hai una classe 5° e sei interna, non hai scampo, ma se, come quest’anno, sei
esterna, beh, gli scongiuri sono la prassi.
Tutto si sposta nei due mesi estivi per eccellenza: luglio e agosto che,
per chi abita nella pianura Padana, diventano un incubo. Certo ormai non c’è
più il rischio della serranda abbassata con relativa difficoltà di reperire di
che sopravvivere…questo accadeva nel Giurassico, quando io ero una bambina,
direbbe mia figlia. Tuttavia la città assolata e desolata ti induce a rimpiangere le
altre tre stagioni, facendoti sentire
abbandonata a te stessa. Solo il pensiero delle vacanze riesce a risollevarmi
dal torpore e dalla pena di riempire le giornate quando già alle sette del
mattino, aprendo le finestre, vieni colpita dal calore del sole che ti induce a
pensare alle temperature che, da lì a poche ore, ti costringeranno a rintanarti
in casa e ad azionare l’aria condizionata. Se poi le commissioni, che ti
obbligherebbero ad affrontare poche centinaia di metri sotto il solleone con
relativo, imprescindibile bagno di sudore, sono procrastinabili, ecco che ti
senti pronta a rinunciare a tutto:il pane non è poi così irrinunciabile, anzi
fa ingrassare, il moment non serve, tanto non hai il mal di testa, il
versamento in banca lo si può rimandare, anzi forse è meglio tenere dei
contanti in casa, il libro che hai ordinato tre settimane prima e che avresti
dovuto recuperare già da due, può starsene in libreria un altro po’, tanto fa
troppo caldo per leggere e poi ne hai altri che non hai ancora letto, insomma
uscire di casa si rivela superfluo. E ti puoi dedicare alle vacanze,
pregustandotele…
A luglio mi attende una settimana di puro relax al mare, in Toscana, tornata dalla quale avrò giusto il tempo per un veloce cambio di valigia – un giorno e mezzo -
e via in Belgio, tra Bruxelles e Bruges.
Niente male come inizio! E poi, facendo 4 conti e considerando Torino, Parigi e Strasburgo…direi che il 2012 sta andando alla grande in quanto a viaggi! La cosa mi piace… e tanto!
domenica 6 maggio 2012
SONO SVOGLIATA!!!
Mi sembra di risentire
la maestra della scuola elementare che avvertiva la mamma di quanto mi vedesse
svogliata in primavera, in realtà ho poi scoperto di essere ipotesa e quindi
erano proprio le forze a mancare, non la voglia di fare, ma del resto il mio
congenito pallore è sempre stato attribuito all’anemia di cui non ho mai
sofferto e ho una lunga serie di referti di prelievi del sangue a
testimoniarlo!
L’arrivo della primavera
può in effetti portare con sé stati di squilibrio psico-fisico con conseguenti
situazioni di disagio e malessere. Sarà la sindrome del “mal di primavera”, sta
di fatto che avverto un senso di affaticamento, astenia e svogliatezza che incidono sul mio umore…che
sta rasentando il minimo storico!!! Del movimento all’aria aperta e un’alimentazione
attenta dovrebbero aiutarmi a superare il cambio di stagione, ma le repentine e
ripetute variazioni climatiche di aprile e di questo inizio di maggio non danno
una mano. L’aumento della temperatura e il prolungamento delle ore di luce
sembrano comportare uno sforzo di adattamento per il mio organismo che si
traduce nella sensazione di svogliatezza. Questo protrarsi però mi sta
logorando e non mi piaccio: confido scompaia nel mese di maggio o quando la
bella stagione deciderà di consolidarsi.
Il mio orologio biologico sembra
essere influenzato dalla luce solare come non gli è mai accaduto:sta benedetta melatonina – che regola il ciclo sonno-veglia,
indica ad oltranza al mio corpo la necessità del riposo, neanche facessi il
minatore! Insomma la sensazione tipica d’affaticamento del cambio di stagione
non se ne vuole andare. Sto quasi
pensando di ricorrere alle fiale di ginseng che mia madre mi faceva bere quando
ero ragazzina e che, non so se per autosuggestione o per un effettivo
contributo, mi dava quell’energia che mi mancava.
giovedì 26 aprile 2012
22 APRILE: EARTH DAY … LA GIORNATA DELLA TERRA
Meditavo
sul fatto che qualche giorno fa era la giornata della terra e, in proposito, ho
letto in internet informazioni e curiosità interessanti in merito ma…
Stamane
stavo uscendo dal portone di casa mia e una signora col suo delizioso cagnolino
stava passando di fronte, sul marciapiede opposto: non appena accortasi di me,
ha strattonato la bestiola già in posizione ( specificare è superfluo, no?!)
che, immagino indispettita, si è spostata di un paio di metri e si è apprestata
a fare il dovuto; la signora a quel punto nulla più ha potuto fare ma, anziché
raccogliere il tutto come la legge prevede, con ostentata indifferenza si è
allontanata…in un baleno il finestrino della mia auto si è abbassato e le ho
gentilmente chiarito che i nostri portoni e i marciapiedi sui quali tutti
transitiamo, compresi gli anziani, magari con qualche difficoltà a scartare gli
spiacevoli residui lasciati dai proprietari dei cani, non sono le latrine per
gli animali. La signora, sfortuna sua, ha avuto l’ardire, e l’arroganza che
solo chi è in difetto possiede, di rispondermi che non può certo farlo sporcare
in casa o nel suo giardinetto. Al che le ho rammentato che avrebbe potuto
essere multata (certo, se ci fosse stato un vigile presente, ma quando mai lo
si vede all’occorrenza!!!) e che i regalini del suo, come di tanti altri cani
con un padrone incivile, rilasciano miasmi e batteri, causa di molte
malattie…altro che attribuire sempre le influenze a virus provenienti da
lontano, per cui ogni anno abbiamo l’australiana, la cinese, la
portoghese…collaborano tutte le nostre schifezze e quelle dei nostri adorati
animali! Successo ottenuto? Macchè, la signora, quasi indignata perchè messa a
tacere, si è allontanata in fretta.
Considerazione
che è sopraggiunta: continuiamo a proporre interventi per salvare il nostro
pianeta e ci lamentiamo, giustamente, non dico il contrario, perché il Giappone
non pone fine all’uccisione delle balene e nessuno preserva i pinguini o non si
provvede ad adottare energie alternative ma non siamo neppure in grado di agire
nel quotidiano, nel rispettare le leggi, anche quelle sulla raccolta delle feci
dei cani o che obbligherebbe a non gettare cartacce per terra…ma tutto resta
inascoltato, perciò di che ci lamentiamo!!!
Comunque sia il 22 aprile Google ha festeggiato,
insieme a tutto il Pianeta, la Giornata della Terra con un Doodle animato nel
quale si vede il logo fiorire pian piano in un
terreno pulsante fino a regalare splendidi fiori. Un inno alla vita, un omaggio
alla Terra e un auspicio che il nostro Pianeta possa essere sempre più verde.
L’Earth Day è un giorno in cui si svolgono eventi in
tutto il mondo per aumentare la consapevolezza e la valorizzazione dell’ambiente
naturale del nostro pianeta. La Giornata della Terra è coordinata a livello
globale dal Earth Day Network, e viene celebrata in oltre 175 paesi ogni anno.
Nel 2009, le Nazioni Unite hanno designato il 22 aprile come la festa Internazionale
della Terra. Il sito ufficiale della Giornata della Terra ricorda a tutti di
impegnarsi in modo concreto per ridurrei danni ecologici che noi uomini stiamo
provocando, con un’ Azione del Buon Senso e
organizzando un evento
nella propria città, anche uno piccolo, come un pic-nic oppure una cena tra
amici. Quello che conta è mobilitare le persone e parlare dei problemi della
Terra.
Il nome e l’idea della Giornata della Terra è stato lanciato da John
McConnell nel 1969 a una conferenza dell’Unesco tenutasi a San Francisco. La
giornata della Terra è stata osservata la prima volta il 21 marzo 1970, il
primo giorno di primavera nell’emisfero settentrionale.
Chissà se quella “simpatica” signora sa dell’esistenza
dell’ Earth Day?
Hmm…ho molti dubbi!!!
martedì 24 aprile 2012
LA CERNIERA LAMPO
L’invenzione
non fu da poco, tant’è che gli fece meritare la medaglia d’oro della Reale
Accademia Svedese di Scienze Ingegneristiche e l'inserimento nella National
Inventors Hall of Fame statunitense.
Ancora oggi è una delle chiusure più impiegata! Facile nell'uso, scorrevole e veloce non esiste persona che non l'abbia: gonne, pantaloni, abiti, maglioni, camicie, giacche a vento, scarpe e stivali, astucci, zaini...non sarebbero più tali senza la semplice cerniera e quando si rompe...basta sostituirla ( io, sia chiaro, non lo so fare ma...ho un'ottima sarta che provvede in mia vece)...in commercio se ne trovano ormai di dimensioni e colori infiniti, per tutte le necessità e i gusti. L'oggetto più divertente che ho visto creato con le cerniere è una borsa di sole cerniere...o di una sola lunghissima cerniera?
lunedì 23 aprile 2012
E SE LA TECNOLOGIA CI ABBANDONASSE?
I miei studenti, e con loro
mia figlia, potrebbero non riprendersi più. Incrementerebbero gli onorari di
psicologi e neuropsichiatri. Si sentirebbero straniti. Si sentirebbero isolati
anche in piazza duomo a Milano, un sabato pomeriggio di una splendida giornata
primaverile ( per chi non conoscesse o frequentasse Milano deve leggere “ una
ressa da faticare a muovere un passo verso una vetrina”). Non hanno memoria di
quando non esisteva il cellulare, internet con face book, twitter…e non
riescono neppure a ipotizzare un mondo che ne sia privo. I più non usano mai il
telefono fisso di casa, le lettera con francobollo da spedire è per loro una
stretta parente delle tavolette d’argilla incise con i caratteri cuneiformi e i
rotoli di papiro: roba da museo e da immagini sui testi scolastici. La macchina
da scrivere è dell’epoca di Jessica Fletcher, che per loro significa almeno 50
anni fa e li fa sorridere, come l’invenzione della stampa con Gutenberg.
Quando racconto a mia
figlia che ho avuto la televisione in bianco e nero, sgrana gli occhi,
incredula, sogghigna e allude all’era del Giurassico; quando le dico che, anche
con l’avvento del colore, bisognava alzarsi e premere un tasto per accendere o
spegnere la TV, così come per cambiar canale, pare le racconti una barzelletta
per come ride; solo quando le rammento che quell’apparecchio televisivo che si
è tirata sul piede e le è costato un’unghia nera per un anno, quando aveva
8 anni ( la metà degli attuali, ma
sempre poco tempo fa), aveva un tubo catodico ancora piuttosto ingombrante e
nulla a che vedere con quella piatta di questi ultimi anni, beh…smette di
guardarmi con sufficienza…finalmente!
giovedì 19 aprile 2012
SOGNARE A OCCHI APERTI
Non potrei vivere senza farlo!
I sogni a occhi aperti migliorano la vita, anche quella quotidiana, che
tende a non darci grandi soddisfazioni.
Amo abbandonarmi alle fantasie: le reputo di grande utilità … mi aiutano ad
allentare le tensioni di ogni giorno, a scaricare l’aggressività, a individuare
soluzioni alternative ai problemi che mi si presentano.Fantasticare e sognare a
occhi aperti, magari per pochi minuti,mi permette di recuperare serenità se
qualcosa o qualcuno me l’ha tolta … Andare oltre il controllo cosciente,
lasciando vagare liberamente il mio pensiero, mi rilassa e mi permette di
ritrovare la lucidità per decidere e agire.
Anche se solo con l’immaginazione, provare a cambiare le cose della vita
è una valvola di sfogo alla quale non so più rinunciare.Si tratta solo di
momenti, ma sono di pura evasione.Nei momenti di riposo, magari quando sono
sola in casa o, e non poche volte mi è successo, guardando fuori dalla finestra
di casa,oppure osservando distrattamente il paesaggio che scorre davanti al
finestrino del treno, mi sono ritrovata “imbambolata”, tutta presa da una
realtà lontana anni luce dalla mia, ma proprio per questo dal potere di
alleggerirmi dal peso di ogni preoccupazione … il cervello stacca i
collegamenti, per recuperarli immediatamente, ma ricaricato e nuovamente pronto
a rispondere ai suoi doveri, più attento e concentrato, capace di escludere
reazioni aggressive che avrei potuto avere verso chi mi ha irritato o creato
difficoltà.Del resto Sigmund Freud sosteneva che le persone capaci di scaricare
con la fantasia gli impulsi aggressivi difficilmente si comportano in modo
aggressivo nella vita reale, quella alla quale è sempre opportuno tornare.
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