Mi sembra di risentire
la maestra della scuola elementare che avvertiva la mamma di quanto mi vedesse
svogliata in primavera, in realtà ho poi scoperto di essere ipotesa e quindi
erano proprio le forze a mancare, non la voglia di fare, ma del resto il mio
congenito pallore è sempre stato attribuito all’anemia di cui non ho mai
sofferto e ho una lunga serie di referti di prelievi del sangue a
testimoniarlo!
L’arrivo della primavera
può in effetti portare con sé stati di squilibrio psico-fisico con conseguenti
situazioni di disagio e malessere. Sarà la sindrome del “mal di primavera”, sta
di fatto che avverto un senso di affaticamento, astenia e svogliatezza che incidono sul mio umore…che
sta rasentando il minimo storico!!! Del movimento all’aria aperta e un’alimentazione
attenta dovrebbero aiutarmi a superare il cambio di stagione, ma le repentine e
ripetute variazioni climatiche di aprile e di questo inizio di maggio non danno
una mano. L’aumento della temperatura e il prolungamento delle ore di luce
sembrano comportare uno sforzo di adattamento per il mio organismo che si
traduce nella sensazione di svogliatezza. Questo protrarsi però mi sta
logorando e non mi piaccio: confido scompaia nel mese di maggio o quando la
bella stagione deciderà di consolidarsi.
Il mio orologio biologico sembra
essere influenzato dalla luce solare come non gli è mai accaduto:sta benedetta melatonina – che regola il ciclo sonno-veglia,
indica ad oltranza al mio corpo la necessità del riposo, neanche facessi il
minatore! Insomma la sensazione tipica d’affaticamento del cambio di stagione
non se ne vuole andare. Sto quasi
pensando di ricorrere alle fiale di ginseng che mia madre mi faceva bere quando
ero ragazzina e che, non so se per autosuggestione o per un effettivo
contributo, mi dava quell’energia che mi mancava.


Io il ginseng continuo a prenderlo...fallo anche tu!!! Ciao, riprenditi Maria Teresa
RispondiEliminaMi piace essere in buona compagnia. Grazie, ciao.
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