Succede, viaggiando in autostrada, di scorgere, in lontananza, tra le distese erbose che la fiancheggiano, macchie biancastre che, avvicinandosi, si palesano in un gregge di pecore.
Che delizia vederle pascolare placide, brucare i ciuffi d’erba con un cane che alterna corse e soste, a conferma del proprio ruolo.
Il pastore sembra sempre assente, in realtà se ne sta sdraiato in qualche angolo a riposare o ritto, immobile, con il bastone tra le mani, laggiù, silenzioso custode di quel bene prezioso che sono le sue pecore.
Sotto un cielo azzurro, appena velato da strisce biancastre, il gregge diviene il soggetto di un quadro che da secoli si ripropone a chiunque voglia osservarlo nella sua superba naturale bellezza.

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