Con i suoi 541,3 metri, che per gli americani sono 1.776 piedi e non è un numero casuale dato che ricorda l’anno dell’Indipendenza americana dalla madrepatria Inghilterra, è il terzo grattacielo più alto del mondo. Ma tutte le singolarità vengono meno perché ciò che conta è che sia stato fortemente voluto per sostituire le Twin Towers, distrutte nell’attentato dell’11 settembre 2001. Concordo con la scelta di non collocare la nuova torre sulle fondamenta delle due precedenti, le aree delle quali sono state preservate in memoria delle molte, troppe persone che vi hanno perso la vita, ma di affiancarla ai fasci di luce che di notte, in certe occasioni, ancora ripropongono le sagome delle due gemelle. Grazie al progetto di Daniel Libeskind Ground zero si è riscattato, ma le ferite restano e nessuno può dimenticarle. Non vedevo l’ora di ammirarla in tutto il suo splendore! Mi è piaciuta!!! Ma c’è sempre un vuoto nello skyline di N.Y. che nulla potrà colmare!
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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.
domenica 25 agosto 2013
LA FREEDOM TOWER… a NY ovviamente!
Con i suoi 541,3 metri, che per gli americani sono 1.776 piedi e non è un numero casuale dato che ricorda l’anno dell’Indipendenza americana dalla madrepatria Inghilterra, è il terzo grattacielo più alto del mondo. Ma tutte le singolarità vengono meno perché ciò che conta è che sia stato fortemente voluto per sostituire le Twin Towers, distrutte nell’attentato dell’11 settembre 2001. Concordo con la scelta di non collocare la nuova torre sulle fondamenta delle due precedenti, le aree delle quali sono state preservate in memoria delle molte, troppe persone che vi hanno perso la vita, ma di affiancarla ai fasci di luce che di notte, in certe occasioni, ancora ripropongono le sagome delle due gemelle. Grazie al progetto di Daniel Libeskind Ground zero si è riscattato, ma le ferite restano e nessuno può dimenticarle. Non vedevo l’ora di ammirarla in tutto il suo splendore! Mi è piaciuta!!! Ma c’è sempre un vuoto nello skyline di N.Y. che nulla potrà colmare!
sabato 24 agosto 2013
AL MARE CON AMICHE
Ti riporta un po’all’adolescenza… anche senza fare
follie, tutt’al più ti dai allo shopping, senza dubbio con più denaro a
disposizione rispetto a quando eri una teenager!!! E già questo!!! Gli
interessi in comune, l’arte, la visita di musei e chiese antiche, le fotografie
di deliziosi angoli e di particolari inusitati, il piacere condiviso del tempo
trascorso a un tavolino di un bar a guardare i passanti, chiacchierando di
mille argomenti senza un vero nesso logico, ma lasciando correre la fantasia e
l’ispirazione del momento…ecco questi sono gli ingredienti per fare di 5/6
giorni con le amiche un momento speciale! Se poi la meta è il corso del Brenta,
per ammirare antiche ville,
e Venezia…
(isolette comprese,
come pure il suo celebre lido e i caffè storici!)che posso aggiungere???!!!
e Venezia…
(isolette comprese,
come pure il suo celebre lido e i caffè storici!)che posso aggiungere???!!!
la prima settimana di agosto è stata splendida!!! Da ripetersi!!!
mercoledì 31 luglio 2013
ADORO LE TORTE SALATE!!!
Le mode, anche quelle culinarie, influenzano le nostre abitudini e a me
piace quella del brunch domenicale, una commistione tra la prima colazione e il
pranzo, domenicale perché si presume che di domenica si dorma più a lungo così
da svegliarsi troppo tardi per un petit déjeuner come si deve e si preferisca
gustarsi i dolci e i piatti salati con poca formalità, risolvendo così la
questione pranzo.
Usanza propria del Nord America e delle Isole Britanniche, si sta
diffondendo pure da noi, almeno da me.
Io non esagero preparando bacon, uova, frittelle e arrosti, ma mi
accontento di qualche dolcetto e di 2 o 3 torte salate tra cui scegliere. Il
bello è che le torte salate si possono preparare in anticipo, anzi fredde a me
piacciono di più, soprattutto in estate, da servire anche durante un picnic,
organizzato come alternativa alla solita domenica tra le mura domestiche, o in
terrazza. Le ricette per le torte salate sono infinite, praticamente ci si può
mettere di tutto, facili e golose. Io amo quella con le erbe aromatiche e il
formaggio di capra, o con quello light per mantenere la linea, quella con i
porri e lo speck, con ricotta e spinaci o con cipollotti ed Emmentaler.
Se poi, in pirottini dai colori delicati, si preparano veloci cupcakes…il
lato godereccio di ognuno è appagato.
Le foto allegate dei cupcakes
sono tratte dal sito www.fancyflours.com
e da cupcakesonline.com
lunedì 29 luglio 2013
Quei due cappelli di paglia…
Ieri pomeriggio, in Versilia, di fronte a un mare luccicante sotto il sole, assopita dalla canicola imperante, in un momento di pausa dal rilassamento assoluto, mentre me ne stavo distesa sul lettino ad abbronzarmi e a godermi la brezza marina, quando soffiava, mi sono messa a scrutare l’orizzonte e le file di ombrelloni, sotto i quali è sempre un brulichio di vite… Lo sguardo, a dire il vero un po’ appannato, ha colto scenette di ogni genere: l’immancabile rito della crema da spalmare che qualcuno spalma a qualcun altro, una signora che fuma una sigaretta ( Allarme! Ma non sa che l’accoppiata fumo-sole sono il peggio del peggio per la pelle!!!), due vicine di ombrellone ridere, chissà per cosa, un bambinetto fare i capricci, un neonato che se la dormiva a dispetto di tutto e un venditore di parei e salviettoni da mare che, con la scusa di mostrare la mercanzia, si riposava seduto su un lettino, speranzoso di vendere. Ho proseguito nel mio monitoraggio sino a due cappelli di paglia che spuntavano da due sedie a sdraio: non riuscivo a scorgere chi li indossasse, dalle mani, che intravvedevo, due donne ( e meno male data la vezzosità dei copricapo!) prese dalle confidenze, o forse solo ben educate, che non strillavano i fatti loro a tutta la spiaggia, come facevano i due corpulenti uomini russi dell’ombrellone vicino al mio. Un cappello denotava un gusto classico, elegante e romantico: tesa larga, ondulata e fiori rosa su un nastro,
l’altro più sobrio, con una semplice fascia scura, quasi austero.
Mi sono sdraiata di nuovo ma, sentendo le due signore muoversi, una ventina di minuti dopo il mio farmi gli affari altrui, mi sono rimessa a sedere per vederle, quasi cambiasse qualcosa! Beh, che sorpresa! Sono risultate essere l’esatto contrario di quello che avevo supposto! Va beh, i cappelli mi hanno fuorviato e ho attribuito all’una caratteristiche dell’altra… Rivestitesi, si sono scambiate il cappello che, chissà perché, si erano prestate. Ma, allora…
sabato 27 luglio 2013
Il nome è stato scelto…
George Alexander louis
Il Royal Baby ha un nome: George Alexander Louis. Per tutto il mondo sarà Sua Altezza Reale il Principe George di Cambridge. Solo tre i nomi attribuitigli, pochi rispetto alle consuetudini. I prescelti hanno tutti un forte legame con il passato, con la storia inglese e la famiglia reale, ovviamente. Il piccolo porta il nome del suo trisavolo, il padre della regina Elisabetta II, quello del quale si è tanto parlato per essere salito al trono dopo l’abdicazione (nel 1936) del fratello e legittimo erede Edoardo VIII. Alexander, il secondo nome, rimanda ad Alexandra, il secondo nome della regina Elisabetta. Infine, Louis: forse un omaggio a Lord Mountbatten, lo zio preferito di Carlo, ucciso dall'IRA nel 1979. Louis è anche l'ultimo nome del neo papà, il Principe William. Una curiosità: quando salirà al trono come re del Regno Unito, potrebbe mantenere il nome, quindi essere Giorgio VII, o sceglierne un altro, a sua discrezione… per ora deve crescere e confidare che il nonno, Carlo ( che strano questo tono confidenziale!), oltre al padre, William, i due che lo precedono il linea di successione, si spiccino a svolgere il loro rispettivo ruolo di monarca, anche se, vista la longevità delle donne di casa Windsor…
Il Royal Baby ha un nome: George Alexander Louis. Per tutto il mondo sarà Sua Altezza Reale il Principe George di Cambridge. Solo tre i nomi attribuitigli, pochi rispetto alle consuetudini. I prescelti hanno tutti un forte legame con il passato, con la storia inglese e la famiglia reale, ovviamente. Il piccolo porta il nome del suo trisavolo, il padre della regina Elisabetta II, quello del quale si è tanto parlato per essere salito al trono dopo l’abdicazione (nel 1936) del fratello e legittimo erede Edoardo VIII. Alexander, il secondo nome, rimanda ad Alexandra, il secondo nome della regina Elisabetta. Infine, Louis: forse un omaggio a Lord Mountbatten, lo zio preferito di Carlo, ucciso dall'IRA nel 1979. Louis è anche l'ultimo nome del neo papà, il Principe William. Una curiosità: quando salirà al trono come re del Regno Unito, potrebbe mantenere il nome, quindi essere Giorgio VII, o sceglierne un altro, a sua discrezione… per ora deve crescere e confidare che il nonno, Carlo ( che strano questo tono confidenziale!), oltre al padre, William, i due che lo precedono il linea di successione, si spiccino a svolgere il loro rispettivo ruolo di monarca, anche se, vista la longevità delle donne di casa Windsor…
George era il nome che
più ci si attendeva e, nella forma inglese, a me piace, così come il secondo,
mentre il terzo… va beh, se si tratta di un ricordo familiare…
Ora, anzi da venerdì
scorso , la sua celebre nonna paterna se ne sta in vacanza, nella residenza
estiva di Balmoral, mentre lui, il piccolo si casa, con la mamma, si è già
trasferito in campagna, dai nonni materni, a Bucklebury, nel Berkshire: buone
vacanze, principino!!!
giovedì 25 luglio 2013
Buono come il pane…non ce n’è!
Di sicuro non è l’alimento più consigliato per la
dieta, che demonizza tutti i carboidrati, ma quando ho fame, quella vera, non
dettata dalla gola per un dato cibo, è al pane che penso. La baguette alla
francese resta il mio prediletto e l’adoro croccante, calda( è stato
scientificamente provato che il pane caldo non faccia male, come credevano mia
nonna e mia mamma!!!) e appena sfornata, come da tradizione. Si presta a
soddisfare ogni mia voglia:bruschette con pomodoro fresco, aglio e sale, o con
tonno, caprino e olive, o tonno, prezzemolo e cipolla ( su dai, non
questioniamo sull’alito delle ore successive, tanto non c’è sempre lì l’amore
della nostra vita da baciare tutto il tempo!!!) e, in alternanza, una sferzata
verso il dolce, con burro ( un tempo, adesso glisso!) e marmellata! Ragazzi,
non resisto…ma non ho alcun tipo di pane in casa, perciò il rischio è
allontanato, puff!!!
mercoledì 24 luglio 2013
Il Royal Baby è nato!!!
Certo, non ha ancora un nome ma può fregiarsi, sin dal primo vagito, del “semplice” titolo di Sua Altezza Reale il principe di Cambridge e, come ogni comune mortale, dimesso dalla Lindo Wing del St. Mary’s hospital di Londra, se ne va con gli adoranti genitori nella sua casetta, che per il principino in questione è Kensington Palace, beato lui! Dopo le 24 ore previste dal protocollo, questo sì per tutte le neo-mamme della Gran Bretagna, non avendo avuto particolari problemi, Sua Altezza Reale la Duchessa di Cambridge, Kate Middleton, è uscita al fianco di William ( se ripeto anche tutti i titoli che gli spettano questo post diventa infinito!!!) truccata e ben sistemata, beh, la parrucchiera personale e una sua assistente personale l’hanno raggiunta perché si presentasse ai fotografi di tutto il mondo nel migliore dei modi, senza però risultare artefatta, sfoggiando ancora un bel pancino, che sparirà in men che non si dica.
Mi è piaciuto che il papà sistemasse il piccolo nel suo seggiolino per poi mettersi personalmente alla guida dell’auto, affiancato da una guardia del corpo in abiti civili e Kate, dietro, a fianco dell’erede, come una qualsiasi mamma.
L’emozione era sui loro volti, perciò auguri ai due neo genitori e al piccolino di casa!
P.S. Quando è nata mia figlia, il neo-papà ha esposto
sulla porta di casa nostra un annuncio creato e ricamato da me, devo dire
delizioso, mentre per Kate e William… beh, quello ufficiale davanti a Buckingham Palace. Eccolo…
“Sua Altezza Reale la Duchessa di Cambridge ha partorito in sicurezza suo figlio alle 4:24 pm. Il bambino pesa 8 libbre e 6 once.
“Il duca di Cambridge era presente alla nascita.
“La Regina, il Duca di Edimburgo, il Principe di Galles, la Duchessa di Cornovaglia, il principe Harry e i membri di entrambe le famiglie sono stati informati e sono felici della notizia.
TRE VALIGIE DA PREPARARE
Avendo tre mete, una in successione all’altra, a distanza di un dì tra il rientro da una e la partenza per la successiva, avrò il mio bel da fare per vagliare, opzionare e scegliere quel che è necessario portare e quel che desidero avere con me in ognuna delle tre occasioni. Costumi: quanti? I nuovi, sempre, ma poi nelle foto avrò sempre i medesimi, quindi una cernita e relativa suddivisione vanno compiute. Santa pace, già una difficoltà! Il copricostume nuovo di zecca può andare bene anche per raggiungere le spiagge negli States, quindi… Tre o quattro abitini per il giorno saranno indispensabili per tutte e tre le mete, però la terza, a Madrid, sarà più breve, ma è pur vero che me l’hanno descritta caldissima, per cui due cambi al dì sono da preventivare, Quelli per la sera, almeno questi, tutti diversi per ogni meta, con relativa foto a testimoniarmi nel tempo che abiti adorabili portavo. Poi sandali, ciabattine, bigiotteria e un paio di borse, oltre al cappello di paglia.
Certo che il tutto in un trolley?
Oh cielo, come fare?
Aiutoooooo…
…si accettano consigli!!!
Per ora so soltanto che partirò con un trolley ...
...strabordante!!!
martedì 23 luglio 2013
ZEPPE? ZEPPE, ZEPPE!!!
Non piacciono a tutte, ma tutte le giudicano comode e lo sono!
Personalmente le adoro per due motivi: porti i tacchi, comodamente, senza
timore di incastrarti lo stiletto e ottieni un piede particolarmente piccolo. Non
amo quelle con un plateau molto alto perché la loro estetica mi pare
compromessa e perché impediscono la percezione del terreno sul quale si
cammina, ma per il resto mi piacciono “un sacco”.
Quest’anno me ne sono comprata tre paia, che sono andate ad aggiungersi a
quello della scorsa estate…direi che mi possano bastare.
Un paio sono rosse: vederle ai miei piedi e su una rivista mi ha
inorgoglita, anche perché il loro costo è stato modico e non te lo aspetti se
vengono immortalate su quelle pagine patinate, no?!
A tutte le zeppe victims…buona estate!
DOPO UN LUNGO INVERNO…LA VOGLIA DI UN BEL COLORITO SULLE GUANCE
Un weekend fuori porta, con un bel sole primaverile, basta a donarci un volto
dall’aspetto sano e radioso ( beh, a me un solo weekend non fa un granché!!!);
la nostra pelle sembra rinascere dal letargo invernale che l’ha ingrigita. La
luce e l’energia solare ci danno un’altra faccia. Se il weekend non può essere
fuori porta? Ci si rassegna o si ricorre a quegli espedienti che possono
comunque offrirci l’illusione di non assomigliare a Morticia Addams: i fard, le
terre e le polveri Bonne Mine caratterizzate da più tonalità che, miscelate con
un grosso pennello, vanno stese su tutto il volto per ottenere l’agognato
effetto pelle sana.
Certo i make-up artists caldeggiano una base di primer o di BB cream per preparare la pelle ad accogliere queste polveri magiche…ma io sino a un paio di anni fa non conoscevo neppure l‘esistenza di primer e BB cream: come avrò mai fatto a sopravvivere?! Oh, me tapina!!!
Certo i make-up artists caldeggiano una base di primer o di BB cream per preparare la pelle ad accogliere queste polveri magiche…ma io sino a un paio di anni fa non conoscevo neppure l‘esistenza di primer e BB cream: come avrò mai fatto a sopravvivere?! Oh, me tapina!!!
lunedì 22 luglio 2013
PERLINE IN PASTA VITREA PER UNA COLLANA ETNICA
Sfogliando una rivista, un’immagine cattura la mia attenzione: al collo della modella, a coprire il nudo sotto una giacca verde ottanio…una cascata di fili di perline di vario formato e colore! Una luce nella mia mente e la decisione è presa! Ecco come utilizzare quelle perline irregolari, policrome che il marito mi aveva portato dal cuore dell’Africa, in visita alla missione di un suo zio. Mi sono sempre piaciute ma un solo giro al collo e uno al braccio non rendevano ragione al prodotto artigianale, forse un po’ rozzo e opaco, ma proprio per questo mi era piaciuto sin dall’inizio. Unite ad altre, che negli anni si sono accumulate, complice inconsapevole anche la mia mamma che aveva uno spirito più hippy della sottoscritta e che non aveva mai disdegnato l’etnico, voglio ottenere un risultato simile al ritaglio di giornale che ora conservo gelosamente per non perdere l’ispirazione. Sono solo da infilare, quasi a casaccio, o con voluta non curanza, e via…tranne per gli orecchini che abili mani dovranno aiutarmi a confezionare o, diciamola tutta, dovranno realizzare per me!
MIA FIGLIA E LE ZANZARE
Qualche sera fa. La fanciulla se ne torna bel bella dall’uscita con gli
amici. Non paga, messasi a letto, deve stare perennemente in contatto con loro
perciò l’I Pad è di aiuto: le consente di starsene comodamente sul letto,
anziché alla scrivania, e passare da face book e twitter a whatsapp col
cellulare. Finestre spalancate e luce accesa che, in una serata estiva nella
pianura padana, è come rilasciare una dichiarazione :”Ehi zanzare,
accomodatevi!”. La mattina seguente me la ritrovo sul divano, in sala: si
sveglia al mio passaggio e le chiedo il motivo. Con sguardo feroce, maledice le
zanzare. Capisco:sono tra gli esseri più noiosi, ronzano e pungono, che altro
vogliono da noi umani? Tuttavia, giocando con la fantasia, mi dico che, la sera
precedente, quei fastidiosi insetti, adocchiata la situazione, con un fulmineo
passaparola ( chissà, magari con un whatsapp per mosquitos…), avranno diffuso
la notizia tra loro e, intuendo il lauto banchetto che la mancanza di senno di
mia figlia aveva messo a loro disposizione, avranno pensato “Stasera si beve
alla grande!”. Accantonata la mia fantasia, mi accingo a controllare eventuali
ponfi su gambe e braccia della mia creatura!
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