Sfogliando una rivista, un’immagine cattura la mia attenzione: al collo della modella, a coprire il nudo sotto una giacca verde ottanio…una cascata di fili di perline di vario formato e colore! Una luce nella mia mente e la decisione è presa! Ecco come utilizzare quelle perline irregolari, policrome che il marito mi aveva portato dal cuore dell’Africa, in visita alla missione di un suo zio. Mi sono sempre piaciute ma un solo giro al collo e uno al braccio non rendevano ragione al prodotto artigianale, forse un po’ rozzo e opaco, ma proprio per questo mi era piaciuto sin dall’inizio. Unite ad altre, che negli anni si sono accumulate, complice inconsapevole anche la mia mamma che aveva uno spirito più hippy della sottoscritta e che non aveva mai disdegnato l’etnico, voglio ottenere un risultato simile al ritaglio di giornale che ora conservo gelosamente per non perdere l’ispirazione. Sono solo da infilare, quasi a casaccio, o con voluta non curanza, e via…tranne per gli orecchini che abili mani dovranno aiutarmi a confezionare o, diciamola tutta, dovranno realizzare per me!
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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.
lunedì 22 luglio 2013
MIA FIGLIA E LE ZANZARE
Qualche sera fa. La fanciulla se ne torna bel bella dall’uscita con gli
amici. Non paga, messasi a letto, deve stare perennemente in contatto con loro
perciò l’I Pad è di aiuto: le consente di starsene comodamente sul letto,
anziché alla scrivania, e passare da face book e twitter a whatsapp col
cellulare. Finestre spalancate e luce accesa che, in una serata estiva nella
pianura padana, è come rilasciare una dichiarazione :”Ehi zanzare,
accomodatevi!”. La mattina seguente me la ritrovo sul divano, in sala: si
sveglia al mio passaggio e le chiedo il motivo. Con sguardo feroce, maledice le
zanzare. Capisco:sono tra gli esseri più noiosi, ronzano e pungono, che altro
vogliono da noi umani? Tuttavia, giocando con la fantasia, mi dico che, la sera
precedente, quei fastidiosi insetti, adocchiata la situazione, con un fulmineo
passaparola ( chissà, magari con un whatsapp per mosquitos…), avranno diffuso
la notizia tra loro e, intuendo il lauto banchetto che la mancanza di senno di
mia figlia aveva messo a loro disposizione, avranno pensato “Stasera si beve
alla grande!”. Accantonata la mia fantasia, mi accingo a controllare eventuali
ponfi su gambe e braccia della mia creatura!
domenica 21 luglio 2013
Una serata in gelateria
Ieri sera, con amici di vecchia data, sono andata in una nota gelateria nel
centro di Crema, famosa per la squisitezza del gelato di loro produzione. Sarà
perché è l’annata giusta, ma mi sono pregustata la coppa di gelato, che avrei
mangiato, per l’intero pomeriggio.
L’idea stessa mi ha riportato a quando eravamo teenagers e la gelateria era una meta frequente: ieri, in realtà, la scelta è stata effettuata per evitare la “notte bianca” nella mia città. Nulla in contrario che la si effettui: i negozi ne traggono vantaggio economico e una fiumana di persone si riversa nelle strade, divertendosi. Io, dopo le prime volte, non dimostro più alcun interesse: la troppa confusione e la mezz’ora necessaria per percorrere ognuna delle vie principali, a causa della ressa, mi fanno desistere. Ecco il motivo del trasferimento altrove, pagato a caro prezzo perché poi non hanno concesso il rientro, benché residenti nel centro storico, sino alle tre di notte!!! Non commento!
L’idea stessa mi ha riportato a quando eravamo teenagers e la gelateria era una meta frequente: ieri, in realtà, la scelta è stata effettuata per evitare la “notte bianca” nella mia città. Nulla in contrario che la si effettui: i negozi ne traggono vantaggio economico e una fiumana di persone si riversa nelle strade, divertendosi. Io, dopo le prime volte, non dimostro più alcun interesse: la troppa confusione e la mezz’ora necessaria per percorrere ognuna delle vie principali, a causa della ressa, mi fanno desistere. Ecco il motivo del trasferimento altrove, pagato a caro prezzo perché poi non hanno concesso il rientro, benché residenti nel centro storico, sino alle tre di notte!!! Non commento!
Lo shopping, lo effettuo di giorno (e poi sono sempre gli stessi negozi!!!)
e, se devo gettarmi tra la folla di una “notte bianca”, allora è a Milano a cui aspiro, soprattutto
lungo i navigli.
Qui è tutto un déjà vu!
Qui è tutto un déjà vu!
NON SOLO BRACCIALETTI CRUCIANI
O li avete o li avete visti al polso di vostra figlia, di una vostra
studentessa o di un’amica, a prescindere dall’età. Braccialetti in pizzo
macramè, realizzati ad ago, di tutti i colori e per nulla a buon mercato, ma
tanto di moda.
Sono un “must-have” ma io non ne ho: mi pare troppo da bambina o ragazzina, anche se li trovo deliziosi con i cuoricini alternati a quadrifogli a significare Amore e Fortuna. Poi, quando ce l'hanno tutte...Tuttavia, come vi dice il titolo di questo post, non intento dilungarmi sui noti braccialettini. Preferisco un altro prodotto del medesimo marchio… indovinato??? La nuova it bag: la Milano bag, in vitello con l’interno in camoscio.
Mi piace in tutti i colori proposti, comprese quelle bicolori, e nei due formati, Petite e City. A voi il giudizio, ma a me piace comunque!!! Non cercate di dissuadermi!
Sono un “must-have” ma io non ne ho: mi pare troppo da bambina o ragazzina, anche se li trovo deliziosi con i cuoricini alternati a quadrifogli a significare Amore e Fortuna. Poi, quando ce l'hanno tutte...Tuttavia, come vi dice il titolo di questo post, non intento dilungarmi sui noti braccialettini. Preferisco un altro prodotto del medesimo marchio… indovinato??? La nuova it bag: la Milano bag, in vitello con l’interno in camoscio.
Mi piace in tutti i colori proposti, comprese quelle bicolori, e nei due formati, Petite e City. A voi il giudizio, ma a me piace comunque!!! Non cercate di dissuadermi!
sabato 20 luglio 2013
INVOLTINI DI FOGLIE DI VITE
La maggior parte delle mie colleghe è espertissima di cucina… si passano ricette, consigli e piccoli segreti senza i quali, pare, non si possa pranzare con cibi degni di tal nome, mah?! Io, non essendo particolarmente interessata all’arte culinaria, non partecipo quasi mai a tali conversazioni che, tra l’altro, mi annoiano pure un po’, tuttavia l’ultima settimana di scuola ho colto un riferimento godereccio agli involtini con le foglie di vite
e mi sono messa all’ascolto con attenzione, non tanto per poter riprodurre il piatto, quanto perché conservo un ottimo ricordo dell’unica volta che ho avuto la fortuna di mangiarne: a Istanbul, anni e anni fa. Di quell’occasione mantengo sensazioni piacevolissime: in viaggio con i due uomini della mia vita, mio padre e il futuro marito, per la prima volta in aereo e in visita a una città meravigliosa, con le sue moschee, la cisterna romana, il palazzo di Topkapi e i suoi tesori, la navigazione sul Bosforo e quindi la mia prima volta in territorio asiatico. Oltre a tutte queste meraviglie…gli involtini di carne con le foglie di vite… Non so bene se siano una specialità turca o greca, le stesse mie colleghe erano incerte, ma quel che posso affermare è che erano strepitosi, buoni, saporiti e belli a vedersi! Quando basta poco a far riemergere piacevoli ricordi…
Vernis à ongles
Avete mai fatto un click su www.loreal.it
, alla sezione “mani”? Provateci e scorderete i soliti colori forti, come il
rosso lacca, scoprendo una miriade di colorazioni innovative…io adoro il
geranio!
Non ho sempre osato con gli smalti: in passato prediligevo il bianco, ma solo con le mani abbronzate, il trasparente e un rosa tenue, quasi peau d’ange. In questi ultimi anni ho osato tonalità insolite, almeno per la sottoscritta: marrone scuro, rosa ciclamino, verde cupo, grigio, skyfall ( un nero-viola che è tra i miei preferiti), rosso Valentino ma anche un bel rosso cupo, bordeau e mattone, viola, corallo… Solo gli azzurri e il blu non mi conquistano proprio, a parte l’azzurro “Tiffany” che, comunque, preferisco sulle unghie altrui. E poi ho coinvolto le unghie dei piedi che prima tralasciavo.
Non ho sempre osato con gli smalti: in passato prediligevo il bianco, ma solo con le mani abbronzate, il trasparente e un rosa tenue, quasi peau d’ange. In questi ultimi anni ho osato tonalità insolite, almeno per la sottoscritta: marrone scuro, rosa ciclamino, verde cupo, grigio, skyfall ( un nero-viola che è tra i miei preferiti), rosso Valentino ma anche un bel rosso cupo, bordeau e mattone, viola, corallo… Solo gli azzurri e il blu non mi conquistano proprio, a parte l’azzurro “Tiffany” che, comunque, preferisco sulle unghie altrui. E poi ho coinvolto le unghie dei piedi che prima tralasciavo.
Un bel colore di smalto da una sferzata, quasi impertinente, al mio adorato
tubino nero, ma anche al serioso tailleur grigio scuro dei mesi scorsi, e al
caftano, magari bianco, da sfoggiare al mare. Vorrei osare con la nuova moda di
aggiungere una pennellata metal sulla punta, sopra lo smalto del medesimo
colore: le riviste dicono dia un effetto chic inaspettato!!!
E non scordiamoci il “top coat”, a volte addirittura integrato, che preserva
dalle scheggiature…ma come avranno fatto le donne del passato a farne a meno???
Il massimo è abbinare lo smalto al rossetto, certo magari non verde,
azzurro o giallo, anche se ognuno deve sentirsi libero di conciarsi come
preferisce, ovviamente.
venerdì 19 luglio 2013
LO GIURO, LO GIURO INIZIERO’ AD ANDARE IN GIRO IN BICICLETTA!!!
Come mezzo di trasporto mi piace per quell’aria di leggerezza che la
contraddistingue e l’immagine di una persona, donna o uomo che sia, anche con
il più classico degli abiti da lavoro, che sfreccia tra il traffico cittadino o
lungo il percorso riservatole mi fa simpatia. L’ho usata molto in passato,
mentre in questi ultimi anni l’ho lasciata rilegata in garage e nelle mani di
mia figlia. Mi farebbe bene: rassoda le gambe e aiuta la circolazione del
sangue oltre a ridurre i tragitti che compio a piedi per il centro della mia
città: deve essere la mia congenita pigrizia che me l’ha fatta dimenticare,
lasciandola lì a impolverarsi. Tra l’altro ho letto di recente che l’uso della
bici per 3 ore la settimana ridurrebbe del 28% la possibilità di morire anzitempo
– e non è poco – oltre a farci contribuire alla salvaguardia del nostro pianeta
abbattendo le emissioni di CO2 e a fare tendenza. Allora che sto aspettando?
Dai pigrizia, lasciami stare, non fosse altro che per “fare tendenza”! :o
Foto da: www.giochiperragazze1.net
Foto da: www.giochiperragazze1.net
giovedì 18 luglio 2013
Tempi di crisi… di aspettative.
“È certamente vero che il benessere delle persone è determinato da aspetti quantitativi, a cominciare dal reddito e dalla speranza di vita, ma insieme ad essi contano anche gli stati soggettivi e gli aspetti qualitativi della condizione umana. È a tutto ciò che bisogna pensare quando ci si chiede se le giovani generazioni potranno, in Italia e in Europa, progredire rispetto alla generazione dei padri. La risposta è che debbono progredire nella loro complessiva condizione umana. Ecco qualcosa per cui avrebbe senso che si riaccendesse il “motore del desiderio”. Queste sono le parole pronunciate dal nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, parole che non andrebbero ascoltate o lette senza una degna riflessione, con superficialità o, fatto ancora più grave, indifferenza, perché tanto lui un potere concreto non lo detiene. Chi, come me, insegna vede ragazzi che a 17/18 anni non hanno aspettative, non credono di poter migliorare e, facilmente, soprattutto i più deboli, si abbandonano al lassismo, senza lottare e impegnarsi per il proprio futuro. Molti di loro non reputano credibile la politica italiana, sempre più volta alla critica reciproca che alla costruzione di un solido futuro per le generazioni future. Tanti non individuano più nelle istituzioni democratiche la capacità di risollevare le sorti dello Stato… ed ecco che gli estremismi affiorano, spesso solo a livello teorico ma, a volte, con evidenti atti vandalici o di bullismo, se non di violenza efferata. Tutti ci dicono che spetta alla scuola, al corpo docenti, il compito di fare riemergere “il motore del desiderio” nelle nuove generazioni, ma sono fermamente convinta che in primis sia la famiglia a dovere agire, facendosi portavoce dei giusti valori, con comportamenti corretti e insegnamenti adeguati… se il modello è alzare la voce, scaricare la colpa sugli altri e denigrare chi si attiene alle regole, non potremo che aspettarci futuri adulti che perpetreranno la medesima condotta, incapaci di accettare le proprie responsabilità, di prendere atto dei propri errori, di rispettare le regole e farsi carico di doveri.
UNA PASSIONE PER COLLANE, BRACCIALI, BANGLES E ANELLI ...
Una passione, non c’è che dire! Una passione che conduce all’ingordigia (forse il termine non è appropriato al contesto ma rende bene l'idea!)…ne comprerei continuamente senza saziarmene mai, per fortuna i costi mi obbligano a un limite!!!
Mi piacciono seri, eleganti ma anche vezzosi e
colorati. Uno di loro addosso e l’abito cambia, anzi spesso ti vestono: sono
dei particolari, degli accessori ma migliorano l’insieme, impreziosendolo.
L’estate oltre tutto favorisce: sull’abitino tinta unita un tocco acceso lo
rallegra, lo trasforma…eppure è il medesimo abito di qualche tempo fa, ma il
nuovo bangle o la collana etnica lo rinnovano. Mi piace giocarci, alternarli e
soprattutto rinnovarli!!!
martedì 16 luglio 2013
VECCHI NEGOZI DEI CENTRI URBANI: anche le vecchie insegne se ne vanno!
Ormai li vogliono cancellare dalla memoria…sigh,sigh! Li ricordo bene nelle due città dove sono vissuta da piccola! Quando, all’improvviso, ne ritrovo uno girovagando per una città, me ne compiaccio e rimango incantata a osservarlo.
Mi piace entrarvi e ogni scusa è buona per comprarvi qualcosa.
Una visita a
una vecchia drogheria o confetteria solleva il velo del tempo e consente di respirare l'atmosfera di un
passato che fu, quando le merci non venivano esposte in confezioni ermetiche, i dolcetti, le caramelle
, i confetti erano in grandi vasi
di vetro. Ancora una volta la realtà di quando ero piccina rimanda a un racconto di Proust, e mi rivedo incantata davanti a quei “vasi di Pandora”
che ora si trovano solo sulle bancarelle dei mercatini di antiquariato! I tempi mutano, non c’è che dire!
Il bancone
ligneo, i molteplici cassetti con le relative targhette a rivelarne il
contenuto, le scale per raggiungere i piani più alti, che arrivavano al
soffitto, la bilancia e la cassa
ingombrante e decorata erano i loro tratti distintivi.
La loro memoria pare fuoriuscire dalla letteratura di fine Ottocento, ma sono esistiti veramente, almeno fino a tutti gli anni Settanta del Novecento.
La loro memoria pare fuoriuscire dalla letteratura di fine Ottocento, ma sono esistiti veramente, almeno fino a tutti gli anni Settanta del Novecento.
A gestirli
erano gli stessi proprietari e solo qualche commessa che lì trascorreva
l’intera sua vita lavorativa, affezionandosi al negozio e a coloro che
l’avevano assunta quasi si trattasse della propria famiglia. La gentilezza e la
disponibilità che manifestavano verso i clienti dovrebbero essere portati a esempio per molti commercianti odierni! Il negoziante metteva a
disposizione la proprie esperienza e la propria competenza nella scelta del
prodotto desiderato dal cliente.
Sacchetti di
carta, a volte cartocci veri e propri, e scatole di legno o latta erano i
contenitori delle merci da portare a casa. Certo oggi i centri commerciali e i
supermercati prendono il sopravvento sui piccoli negozi, ma l’atmosfera e il
fascino di quelli di un tempo…rimangono incomparabili!
venerdì 12 luglio 2013
Matrimonio estivo.
Sul piacentino, domenica scorsa, in un castello ben ristrutturato, con un gran numero d’invitati, del tutto a me sconosciuti, a parte le colleghe convitate, una sposa, dall’abito elegante nella sua assoluta modernità, si unisce al suo sposo, altrettanto ben vestito e molto, molto emozionato, da far quasi tenerezza.
Una chiesa seicentesca ad accoglierli per il sì, gradita per la frescura nella calda giornata d’inizio luglio e per l’ampiezza che non ha costretto gli invitati in spazi ridotti. Signore di una certa età con i loro colorati ventagli impiegati con vezzosa eleganza, testimoni che a fatica sopportano la cravatta stretta al collo, due paggetti degni di una rivista patinata e i genitori degli sposi compunti e preoccupati che qualcosa possa andar storto.
Una montagna di coriandoli bianchi e azzurri, al posto del riso sconsigliato dal parroco celebrante, a cadere sui neo sposi, insieme ad alcuni petali di rosa gettati da una vecchietta, residente di fronte alla chiesa… che gesto gentile, ho pensato! Il pranzo nel ristorante poco distante: l’aperitivo con, ma perché, la solita scultura di ghiaccio che, tra l’altro, trasudava data la canicola estiva; i tre primi piatti, il secondo di pesce, il doveroso sorbetto al limone, il secondo di carne con infiniti contorni, il formaggio, l’insalata di frutta ( ma non la chiamavamo macedonia???) e infine una favolosa torta, a tre piani , decorata come un pizzo, di crema e cioccolato con una farcitura fresca e leggera di frutta esotica…slurp!!! Musica classica di sottofondo: che classe! Risate tra gli amici, uno scambio di parole e ringraziamenti con tutti, ma proprio tutti, sorrisi a profusione, fotografie con tutti… gli sposi, sfiniti, ci hanno salutati sfrecciando sulla loro auto d’epoca, di proprietà di uno zio, credo, verso il loro nido, lasciandoci un piacevole ricordo del loro giorno più bello!
venerdì 5 luglio 2013
…e quel profumo di tiglio!
Si diffonde nei centri storici, tra monumenti e
palazzi, giardini e piazzette, sprigionando il suo profumo nell’aria. Ti
sorprende, nonostante si ripeta ogni anno, proprio come l’aria di primavera.
Pregnante e intenso ma allo stesso tempo delicato, benché persistente. Albero ad alto fusto, che
si confonde tra gli altri, preferendo farsi notare dal nostro naso che ne
rimane piacevolmente colpito dalla fragranza. Mi riporta ai tempi di mia nonna,
quando la vedevo prepararsi alla toilette della sua camera, dove il profumo del
tigli, del cortile sottostante, si mescolava a quello del borotalco e della
cipria( avete mai notato quanto profumassero di buono i trucchi di anni fa
rispetto agli attuali? Smalti compresi? Mi è stato detto che in realtà quel
buon odore era dato da sostanze nocive…sarà di sicuro così, ma ora gli smalti
per unghie puzzano proprio!!!). Adoro lasciarmene avvolgere e tutto mi appare
più bello.
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