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A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.

martedì 7 febbraio 2012

QUELLA VOLTA CHE…


Avevo poco più di cinque anni. Erano i primi anni ’70. I miei genitori, con gli zii, stavano facendo costruire una casa per le vacanze, su un terreno di proprietà della nonna paterna, proprio sopra il lago di Lugano.
Per assistere ai progressi dell’edificazione e seguire i lavori, per ben due estati abbiamo trascorso parte delle vacanze estive a pochi metri dalla futura casa, in un appartamento in affitto: stanze piccole, cucina appena abitabile, ma un terrazzo meraviglioso, soprattutto per me che ero piccina e ci potevo trascorrere tante ore, andando in triciclo, giocando con la bambola e saltando con la corda, tutto in attesa che…la nonna mi chiamasse per seguirla al vecchio lavatoio del paese, ancora usato dalle donne del luogo. Visto che l’appartamento affittato non aveva la lavatrice, la nonna, che lì aveva vissuto la sua infanzia, sfruttava il lavatoio per lavare le lenzuola di tutti. Per me si trattava di un mondo nuovo, tutto da scoprire e restavo incantata osservando l’abilità di quelle donne indaffarate e abili.
Mia nonna, con le altre, immergeva i teli nell’acqua corrente, fredda che più non si poteva, poi insaponava sui due lati ogni lenzuolo, li sbatteva ripetutamente e infine li sciacquava in quell’acqua così trasparente, limpida e gelida. Nell’attesa di lavare l’intero cesto di panni, quanto era già stato lavato veniva steso su lunghi fili tirati in un angolo del lavatoio. Il profumo del sapone di Marsiglia si spandeva nell’aria e mi inebriava.
Lo scorrere incessante dell’acqua di fonte e il rumore dei panni battuti sul piano inclinato di pietra avevano un non so che di antico, tanto più quando qualcuna accompagnava i gesti con una cantilena alla quale tutte si univano, compiaciute di ricordarsela e serene in volto per chissà quale ricordo riaffiorato. Che meraviglia! Con la nonna ero sempre tra le ultime ad andarmene: per me era puro divertimento, era la scoperta di un mondo che non mi apparteneva ma che mi affascinava… e poi qualche fazzoletto e abitino della bambola li ho lavati pure io!!!









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