
Sì,
si sapeva che sarebbe arrivato. Anche quest’anno ci ha sorpresi. A dire il vero
non potremmo dirci realmente sorpresi dato che ciclicamente si ripresenta.
Fingiamo di essere stati colti dal fatto, ma rientra ormai nella consuetudine
di giugno: il caldo estivo si è manifestato in tutta la sua forza. Bisogna
ammettere che i primi giorni pare di sognare: un bel sole che brilla,
temperature elevate che, dopo giorni di fresco e pioggia, ci ristorano e
ripagano dei lunghi mesi invernali (anche se il 2012 ci aveva già regalato un
anticipo di estate!). Il terzo giorno già non se ne può più, iniziamo a
lamentarcene e a ragion veduta: l’afa spadroneggia, aumenta il tasso di
umidità, il cielo perde la sua limpidezza e la quotidianità per chi, come me,
vive nella pianura padana diventa pesante. Allora via con il condizionatore, ma
i mass media lanciano subito l’allerta per l’eccessivo consumo di energia
elettrica…quegli apparecchi che ci rinfrescano l’abitazione, “mangiano” KWatt a
più non posso e subito sorgono i sensi di colpa, oltre a risentirne in salute
(questo sembra valere solo per la sottoscritta che, se l’aria condizionata è
elevata, si raffredda, le viene mal di stomaco e le si abbassa la
pressione!?!?!?)... forse bisognerebbe accontentarsi del ventilatore???

Quando
le giornate torride, come quella odierna, si sommano…beh, è la fine! Unica via
di scampo sarebbe trasferirsi al mare e, visto che lo agogno da tempo, lo vedo
come un miraggio…mi chiedo se mai arriverà il giorno della partenza, con la
consapevolezza che i giorni che mancano mi sembreranno interminabili. Tra un
boccheggio e un affanno, la costante voglia di doccia e l’ accortezza a non
sottrarsi troppo al sole, perché è salutare e poi abbronza, mi trascino
agonizzante, augurandomi che sopraggiunga presto il primo temporale agostano,
quello che rinfresca e ti fa dare l’addio alla tanto attesa estate. Ma non sono
proprio mai contenta!!!
Per
resistere mi circondo di immagini che ricordano le vacanze estive, quelle tutte
mare, bagni e sole, quelle che, in realtà, dopo pochi giorni rifiuto e che non
scelgo più da anni, o meglio quelle che ormai alterno alla visita di città,
musei e chiese: il che mi permette di dichiarare che faccio “vacanze
culturali”e preservo l’immagine della professoressa!
Sì, è già tanto, troppo caldo! Bella la foto del cane con le orechie al vento! Ciao, MAria Teresa
RispondiEliminaGrazie mille Maria Teresa.A presto.
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