Mi piace la festa del papà, un giorno da dedicargli in aggiunta agli altri, un giorno solo per lui, per ricordargli che mi ha dato la vita, che mi è stato vicino e che lo vorrei più presente nella mia quotidianità, ma è anche un giorno per me, per ricordarmi di quanto, a volte, sia io manchevole nei suoi confronti, sia io a non cercarlo e, presa dai miei impegni e dalle mie priorità, sia io a trascurarlo.
Sono stanca di sentire dire che queste ricorrenze siano solo consumistiche...siamo noi a trasformarle, a renderle tali se pensiamo di liquidare la giornata dedicata al papà o alla mamma con un regalino, magari acquistato all'ultimo, di fretta, perchè a mani vuote non ci si può presentare; dovremmo invece recarci da loro, o telefonargli, se si abita lontani, parlare con loro non per chiedere aiuto, non per sfogarci, ma per starli ad ascoltare, per farli sentire importanti, al centro delle nostre attenzioni e della nostra vita, almeno oggi, il 19 marzo, il giorno di San Giuseppe... e poi, non si può mai dire, potremmo prenderci gusto e ripeterlo a dispetto della ricorrenza.
Auguri e un'infinità di baci a mio papà e al papà di mia figlia... e a tutti i papà del mondo un augurio di cuore!
Archivio blog
A chi so che mi legge abitualmente e a chi capiti per caso d'intrufolarsi tra queste righe... prego, accomodatevi, è un piacere saperlo e un eventuale commento sarà immensamente gradito.
lunedì 19 marzo 2012
domenica 18 marzo 2012
L’immagine pubblica e l’immagine privata
In questo week end, passando da un canale all’altro, mi è successo di rivedere alcuni film,quelli dei buoni sentimenti, della giustizia che vince il male, quelli strappalacrime.
Tra i tanti sono, per mia fortuna, incappata in Piccole donne, quello con Winona Ryder che impersona Jo, rendendola indimenticabile.
Essendo tratto dal primo romanzo che ho letto e che ancora amo leggere, me lo sono goduta dall’inizio alla fine, apprezzando l’attrice protagonista che mi è sempre piaciuta, nonostante le zone d’ombra della sua carriera e della sua vita segnata anche dalle ripercussioni legali a causa della cleptomania.
Essendo tratto dal primo romanzo che ho letto e che ancora amo leggere, me lo sono goduta dall’inizio alla fine, apprezzando l’attrice protagonista che mi è sempre piaciuta, nonostante le zone d’ombra della sua carriera e della sua vita segnata anche dalle ripercussioni legali a causa della cleptomania.
A noi, comuni mortali che facciamo i conti a fine mese, che non possiamo rifarci il guardaroba in Rodeo Drive a Beverly Hills, che non siamo idolatrati, che non siamo contattati dai maggiori registi del mondo e ai quali non è dato di percorrere il tappeto rosso degli Oscar, sembrano fuori luogo le bizzarrie di molti divi,i loro eccessi e i loro errori. Che necessità può aver avuto una giovane bravissima attrice, amata e adulata, come la Ryder, di sottrarre alcuni capi d’abbigliamento in un elegante negozio? L’ovvia risposta sarebbe…nulla, nulla che la possa giustificare, ma…quella teenager che si è ritrovata a recitare, con tutta la sua vulnerabilità, in Edward Mani di forbice o in Dracula e poi divenuta una giovane donna, forse ancora insicura, in L’età dell’innocenza o in La seduzione del male, ha dovuto accelerare la propria crescita, adeguarsi a come il mondo di Hollywood desiderava fosse, attenersi scrupolosamente alla maschera che le era stata imposta, senza tener conto delle sue fragilità. Quelle stesse fragilità che tutti gli adolescenti hanno e devono affrontare, ma i più lo possono fare senza dover dimostrare sempre di essere all’altezza, di essere adeguati, di piacere a tutti. Forse la timidezza, il desiderio di passare inosservata, vista la scelta di vivere a San Francisco, anziché a Los Angeles, una maggiore tendenza all’introspezione rispetto all’esteriorità di quel mondo, possono averla condotta a sfidarlo, a ribellarsi e ad allontanarsene,vincendo poi la propria battaglia, come ha dimostrato in una delle sue ultime interpretazioni: Beth, la prima ballerina messa in ombra dall’étoile, in Il cigno nero.
Ancora una volta vale l’insegnamento di Pirandello: la società, il mondo che ci circonda c’impongono delle maschere, anche contro il nostro volere,alle quali o si soccombe o ci si ribella, sconvolgendo chi ci sta vicino e lasciando attoniti tutti coloro che ritenevano di sapere tutto di noi, ignari dell’ intimità altrui, dei pensieri più profondi che sono ben altro dell’ apparire.
sabato 17 marzo 2012
SOGNI PER LE PROSSIME VACANZE ESTIVE
Non che sia difficile per me scegliere dove puntare il dito sul planisfero per scegliere la vacanza, quella con la V maiuscola, quella importante, la principale dell’anno, quella attesa per 11 mesi, quella che fa sognare. Sono una persona molto curiosa, amante dell’arte e della storia, ma anche del bel mare e dei paesaggi più vari, perciò ogni destinazione, che non preveda condizioni estreme di vita, potrebbe fare al caso mio. Ho la tendenza a scegliere posti nuovi ogni anno, anche se in alcuni potrei tornare in ogni momento, per il piacere della scoperta, della sorpresa, del mai visto prima.
Inizio ad avvertire il desiderio di progettare quella della prossima estate, anche se ho ancora idee molto confuse e nulla di preciso in mente. Mi piacerebbe un tour tra le bellezze naturali e le località storiche di Normandia e Bretagna, ma quest’anno sono già stata due volte in terra francese! La Danimarca, dopo uno splendido servizio trasmesso in TV, mi attira, come l’Olanda, con qualche spostamento in bicicletta e altri sul battello per sperimentare qualche cosa di nuovo!
Certo un bel mare turchese su spiagge coralline mi consentirebbe di ricaricarmi e smaltire stress e fatiche, ma dove? Nell’ultimo decennio è diventato impossibile pesare ai Caraibi che, nei mesi estivi, sono battuti dai tornado, tranne Bermuda, ma ci sono stata solo qualche anno fa. Certo resta pur sempre l’Australia e la Polinesia francese, ma il lungo viaggio e i costi esorbitanti spengono ogni entusiasmo.
Certo un bel mare turchese su spiagge coralline mi consentirebbe di ricaricarmi e smaltire stress e fatiche, ma dove? Nell’ultimo decennio è diventato impossibile pesare ai Caraibi che, nei mesi estivi, sono battuti dai tornado, tranne Bermuda, ma ci sono stata solo qualche anno fa. Certo resta pur sempre l’Australia e la Polinesia francese, ma il lungo viaggio e i costi esorbitanti spengono ogni entusiasmo.
Sono pronta ad accogliere qualsiasi suggerimento abbiate da offrirmi, tenendo conto che mal sopporto le spiagge superaffollate!
venerdì 16 marzo 2012
L'amore di mamma...
Ieri, una splendida giornata, più che primaverile...a Milano con una cara amica. Tante le mete, infiniti i desideri di acquisto e a bloccarli solo i costi decisamente alti, ma qualche progetto concreto c'è: alma di LV in una tonalità di blu strepitosa in pelle epi per lei e una bamboo di GG (il colore ancora da decidere) per me... Ieri mi sono accontentata di una busta porta tutto con catenella per appenderla alla borsa coordinata o usarla per la sera, in quelle serate nelle quali puoi portare con te solo cellulare, fazzoletto e pochi spiccioli, cioè quasi mai!!! In realtà l'ho acquistata come lussuoso portamonete, che proprio mi occorreva, ma... uscita dal negozio, chiesto consiglio all'amica, ho deciso... per gli imminenti 16 anni di Giulia sarà un bellissimo regalo! E il mio portamonete indispensabilissimo? E l'accessorio per serate uniche, nel senso letterle dell'aggettivo? Tutto accantonato...la precedenza c'è l'ha il grande amore della mia vita...Giulia!
martedì 13 marzo 2012
N.Y. City
Amo New York. E’ un dato di fatto. Tutto di questa città mi affascina. Sin dalla prima volta che ci sono stata,nel 2006, proprio la prima volta che ho calpestato il suolo di questa grande isola, un unicum negli States (e sono gli stessi americani a riconoscerlo), mi sono sentita viva, come non mai, ho avvertito la sensazione di trovarmi nel luogo più coinvolgente del mondo e le volte succcessive che mi ci sono recata l'hanno confermato.
A Manhattan puoi vedere, fare, scegliere, sperimentare di tutto. Ti trovi catapultata in inquadrature che ti sono familiari, grazie a celebri film e telefilm, in scorci insoliti e in spazi verdi insospettabili, anche al di là di Central park. Nella “Big Apple” puoi lasciarti prendere dalla frenesia di fare tutto e al contempo abbandonarti all’ozio totale, vagando con il naso all’insù. Istintivamente, anche quando non si sta piacevolmente sdraiati negli innumerevoli spazi verdi di questa città, lo sguardo è rivolto verso l’alto per ammirare – si tratta infatti di alto design – i tanti grattacieli che ne sono il segno distintivo e i veri protagonisti della scena.
E’ una città in piena evoluzione, ma fedele alla propria storia e alla propria essenza: un luogo in cui si fondono le più diverse etnie, religioni, lingue, idee, desideri e aspettative nella completa accettazione dell’altro e … credetemi lo si respira. Il turista è ben accolto, aiutato e agevolato, come ho potuto sperimentare più volte. Nessuno ti giudica per l’abbigliamento, sia esso fuori moda, antiquato, superbamente estroso, ipercolorato o total black. Non nascondo abbia difetti, ma sono i medesimi di ogni grande città e, del resto, se per esempio una cittadina di provincia come quella in cui risiedo non è mai gremita di visitatori come N.Y., e non sto a elencarne i motivi piuttosto intuibili, l’inquinamento è presente anche nei nostri piccoli centri, spesso privi dei tanti spazi verdi che caratterizzano questa metropoli. La libertà che contraddistingue chi vi vive e che non implica l’assenza di regole, anzi piuttosto rigide e osservate da tutti ( si può dire lo stesso da noi??? Qui non si rispettano neppure le piste ciclabili cittadine!!!), è un plus valore che mi potrebbe spingere a lasciare lavoro, vendere casa e trasferirmici con i miei cari, senza alcun ripensamento…chissà che un giorno…
A Manhattan puoi vedere, fare, scegliere, sperimentare di tutto. Ti trovi catapultata in inquadrature che ti sono familiari, grazie a celebri film e telefilm, in scorci insoliti e in spazi verdi insospettabili, anche al di là di Central park. Nella “Big Apple” puoi lasciarti prendere dalla frenesia di fare tutto e al contempo abbandonarti all’ozio totale, vagando con il naso all’insù. Istintivamente, anche quando non si sta piacevolmente sdraiati negli innumerevoli spazi verdi di questa città, lo sguardo è rivolto verso l’alto per ammirare – si tratta infatti di alto design – i tanti grattacieli che ne sono il segno distintivo e i veri protagonisti della scena.
E’ una città in piena evoluzione, ma fedele alla propria storia e alla propria essenza: un luogo in cui si fondono le più diverse etnie, religioni, lingue, idee, desideri e aspettative nella completa accettazione dell’altro e … credetemi lo si respira. Il turista è ben accolto, aiutato e agevolato, come ho potuto sperimentare più volte. Nessuno ti giudica per l’abbigliamento, sia esso fuori moda, antiquato, superbamente estroso, ipercolorato o total black. Non nascondo abbia difetti, ma sono i medesimi di ogni grande città e, del resto, se per esempio una cittadina di provincia come quella in cui risiedo non è mai gremita di visitatori come N.Y., e non sto a elencarne i motivi piuttosto intuibili, l’inquinamento è presente anche nei nostri piccoli centri, spesso privi dei tanti spazi verdi che caratterizzano questa metropoli. La libertà che contraddistingue chi vi vive e che non implica l’assenza di regole, anzi piuttosto rigide e osservate da tutti ( si può dire lo stesso da noi??? Qui non si rispettano neppure le piste ciclabili cittadine!!!), è un plus valore che mi potrebbe spingere a lasciare lavoro, vendere casa e trasferirmici con i miei cari, senza alcun ripensamento…chissà che un giorno…
lunedì 12 marzo 2012
LE SPEZIE…
Memorie di viaggi dal Marocco a Mauritius, dalle Maldive all’Egitto, dalla Tunisia alle Seychelles… ovunque ho acquistato spezie, alcune mai usate, altre impiegate e apprezzate in cucina, ma devo rivelarvi che ciò che più mi spinge a comprarle è il fascino che emanano quei coni di polveri colorate, in tutte le gradazioni di gialli, arancioni, rossi e marroni intervallati da cumuli verdi o neri, che io non ho mai identificato. Nei mercati, nei bazar o nei souk, i rivenditori di spezie attirano sempre la mia attenzione, catturano il fotografo che c’è in me felice d’immortalare quei colori brillanti che, poi, giunta a casa, mi rimandano i profumi che quelle preziose polveri sprigionano fino a inebriare anche il turista più distratto.
Appagano ogni senso, la vista e l’olfatto nell’immediato, il gusto una volta in cucina e l’udito per i richiami vocali dei mercanti, abili nell’attirare l’attenzione sulle loro mercanzie e nell’invogliare chiunque all’acquisto…del resto le spezie sono uno dei regali più graditi da riportare da un viaggio, altro che narghilè, piatti decorati a sbalzo o tessuti, che poi non si adattano alle nostre case da occidentali!
domenica 11 marzo 2012
ANCORA UN DOODLE COMMEMORATIVO…
Questa volta per il 227° anniversario della nascita del grande Alessandro Manzoni, avvenuta il 7 marzo del 1885. Ovviamente la scelta è caduta sui personaggi del suo romanzo storico,I promessi sposi, che arricchiscono le lettere del nome del motore di ricerca, certo riveduto nel carattere. Mi piace questo modo di ricordare i grandi uomini che, nei loro rispettivi ambiti, hanno dato il meglio, lasciando una testimonianza ai posteri. Io la penso come Ugo Foscolo… mantenere la memoria d’illustri personaggi può offrire esempi di grande ingegno per le generazioni future… anche google ci dà una mano, non credete?
sabato 10 marzo 2012
FINGER FOOD…mi piace, se ben fatto!
Letteralmente è “cibo per le dita”, comprendendo tutto il cibo che si può mangiare senza l’impiego di forchetta e coltello, perciò consumabile in piedi, addirittura tenendo in mano pure il bicchiere…sì, ormai si trovano in commercio deliziosi piattini che si infilano al dito indice grazie ad un anello sottostante o, altrettanto innovativi, dei piatti con gancio o foro per porvi il bicchiere…ah,la mente umana!!!
Superato lo shock da parte di chi non riesce a immaginare di degustare qualcosa portandolo direttamente alla bocca senza strumenti come le posate -benché in molte cucine del mondo la mano sia da sempre usata in tale senso e che le posate siano entrate a fare parte della nostra consuetudine solo dal XIX secolo, salvo rare testimonianze del l’XI e del XIV secolo - oggi in molti apprezzano il cosiddetto fashion food!
Ne adoro la varietà: dalle nostre tradizionali bruschette, pizzette e focaccine, al sushi o sashimi, magari non sempre apprezzati da noi occidentali, ma se ne possono preparare con alimenti a noi più familiari, dai vol au vent e dai panini al latte, alla frutta, agli arancini di riso o alle patatine fritte che, servite in numero limitato in mini coni di cartoncino colorato, diventano di un’eleganza inconsueta per tale alimento e non fanno più pensare alle catene di fast food.
Credo sia nato con l’aperitivo in piedi ma,a differenza di questo, il tutto assume un’aura di maggiore eleganza e raffinatezza.
Io ne sono rimasta conquistata per vari motivi: il finger food favorisce una maggiore convivialità tra le persone, consentendo di variare la compagnia dei commensali semplicemente spostandosi nella stanza preposta al buffet; non obbliga all’attesa di piatti serviti da camerieri o padroni di casa e, per di più, permette di unire la cucina tradizionale, magari ridotta nelle porzioni, a quella innovativa lasciando ad ognuno la libertà di scegliere ciò che più aggrada…il tutto con un atteggiamento meno formale della cena a tavola.
venerdì 9 marzo 2012
VIAGGIO D’ISTRUZIONE
Dal 27 febbraio al 1° marzo, con due colleghe, e due classi – la 5° MA e la 4°EA – abbiamo effettuato un piacevolissimo viaggio, attraversando la Foresta nera per giungere alle pendici dei Vosges, tra la Svizzera e l’Alsazia…una meraviglia!
Alla partenza qualche timore c’era, è innegabile. L’albergo sarà decente per gli studenti? Le mete saranno di loro gradimento? Sapranno unire l’utile al dilettevole? La scelta compiuta, innovativa nella nostra scuola, risulterà meritevole?
Queste sono solo alcune delle domande che mi andavo ponendo: il progetto era mio e l’eventuale insuccesso - la spada di Damocle che mi ha accompagnato – sarebbe ricaduto su di me, non lo nego sarebbe stata un’onta per la sottoscritta, che l’avrebbe mal sopportata.
La sosta a Friburgo, durante il viaggio di andata, ci ha offerto un primo piacevole assaggio dei luoghi, favorito da un pallido sole, da qualche curiosità e da un buon ristorantino per noi docenti.
Giunti a Strasburgo, la nostra vera meta, scaricati i bagagli in un semplice ma pulito e comodo hotel, una passeggiata tra le tipiche case a graticcio e i canali, per raggiungere il ristorante designato per le nostre cene, ci ha mostrato la bellezza di questa città, che abbiamo esplorato con una valida guida il giorno seguente, comprendendone lo stile piuttosto raffinato nella parte asburgica e romantico nella città vecchia, la vita quotidiana tranquilla e serena attorno alla cattedrale di Notre Dame, tra bei negozi e parecchie birrerie, che hanno rianimato l’animo e la gola dei nostri studenti.
Motivo principale di tale destinazione – quasi superfluo dirlo – è stato il Parlamento Europeo: mi è sembrato incredibile entrarci e sedermi nel famoso emiciclo, forse ero più emozionata io degli studenti, dove una simpatica e scherzosa guida ci ha descritto chi, come e quando vi si riunisce, senza tediarci, rispondendo a tutte le domande che i ragazzi le hanno voluto porre, comprese anche le più banali…beh, alcune potevano risparmiarcele!!!
Una crèpe serale e relativa birra per alcuni studenti ci hanno rallegrato le serate.I ragazzi non hanno manifestato grandi pretese…da veri studenti modello!
Secondo non meno rilevante spinta a tale viaggio è stata la linea Maginot. La nostra guida ce ne ha illustrato il funzionamento, gli alloggi, la sala operatoria, il centro direzionale e l’utilità: interessantissima, nonostante l’umidità del luogo…nel cuore di un’intera collina!
Un giro di più di un’ora in bateau, sotto un bel sole, ci ha offerto una nuova visuale della città, tra risate, scherzi innocui dei ragazzi e l’attraversamento di alcune chiuse.
Il giorno del rientro, non lo posso negare, ho provato un certo dispiacere…ho pensato che avevo gradito molto la compagnia dei miei ragazzi e che mi sarebbero mancati nella quotidianità…così è stato al risveglio del giorno successivo. Mi piaceva vederli scendere per la colazione: chi puntualissimo a non smentire la precisione che lo contraddistingue, chi all’ultimo minuto, con lo sguardo assonnato ma un dolce sorriso già sulle labbra…sì, sono dei ragazzi sorridenti, piacevoli e ben educati.
Non nego, e i diretti interessati lo sanno, di aver avuto qualche timore per la 5°: in realtà con me la loro serietà si era già dimostrata, ma con alcuni docenti non si erano sempre comportati in modo corretto o, come sostengono loro, si erano adeguati all’atteggiamento dei docenti.
A dispetto di tutto quanto mi era stato detto di loro, si sono rivelati bravi, interessati, partecipi, propositivi e sempre educatissimi.
La compagnia di queste due classi è stata estremamente piacevole e so già che quando dovrò salutare i ragazzi di 5° mi verrà un grande magone…dovrò deglutire a lungo, non potrò farmi vedere così debole…o forse sì, magari lo preferiscono e smetteranno di dire che sono severa!!!
Grazie “fanciulli”, questa volta non siete stati per nulla “monelli”!!!
La vostra professoressa.
giovedì 8 marzo 2012
Ricordo di un pomeriggo estivo nel paese di mia nonna...
Ero uscita per un’incombenza cercata, voluta…mi andava di uscire, di sentirmi libera, sola in quel pomeriggio di moti anni fa.
Le strade deserte e poca gente in giro... del resto che si fa in un primo pomeriggio caldo in un piccolo paese? Per lo più si sonnecchia e si rinvia l’uscita alle ore più fresche del tardo pomeriggio. Qualche cane per la strada, con un’andatura da ubriaco, così, tutto solo, a zonzo per il paese, tra case note, angoli mille volte esplorati, portoncini annusati da tempo, forse alla ricerca di qualcosa o magari di niente. Nel sottofondo urla lontane di ragazzini presi comunque dalle loro partite, nel campo vicino al piccolo cimitero, tra l’erba non ancora tagliata e fiori lungo il ciglio della strada. Due ragazzini coi gelati, corrono, ridono, mi lanciano un’occhiata furtiva e poi via di corsa verso casa, forse. Odori inconsueti, per una che vive in città,che colpiscono le narici: mucche in un campo e vegetazione selvatica, una lieve brezza, del resto tutt’attorno ci sono montagne che raggiungono i 1700 metri. Io procedo, vagando tra le poche stradine, alcune a mezz’ombra, ma per lo più assolate e silenziose, vuote o colme di un immenso nulla. Finestre spalancate che si alternano a persiane socchiuse che paiono volere celare un segreto, quello intimo del riposo pomeridiano di qualche bimbo o di un anziano. Uccelli che si lanciano nel vuoto, sembrano essersi persi, percorrono ripetutamente le stesse traiettorie alla ricerca del nido? Di un riparo? Di altra vita? I miei pensieri rallentano, adottano il ritmo lento che aleggia nell’aria calda. Persone dal passo lento escono trascinandosi dietro gli usci lignei screpolati, si avviano rasenti il muro e salgono in auto: il lavoro li attende.
Sento delle urla provenire da un terzo piano: una lite che viene subito sedata e torna la calma. Grida felici dei ragazzini di prima: un goal forse è stato segnato. L’orologio della chiesa di San Materno è fermo o forse ha solo rallentato l’incessante trascorrere per rispetto della sonnolenza che pare aver pervaso tutto e tutti. La serranda del macellaio, uno dei pochi negozi rimasti aperti tra i tanti presenti un tempo, prima del proliferare dei supermercati, è abbassata a metà...attende paziente di essere risollevata. Canti sommessi, dietro le imposte. Alzo gli occhi, il cielo è bianco con un po' d’azzurro, pallido, incerto sul da farsi, sembra temporeggiare.
Il caldo è notevole, ma dietro un angolo un’aria fresca mi sorprende e un brivido mi ricopre le braccia, ma un tintinnio di chiavi mi spinge a voltarmi: una coppia che indugia, in apparente assenza di motivo, per poi raggiungere una macchina, parcheggiata lontano, oltre la siepe che cinge l’accesso al municipio, quello che ora non c’è più, demolito da una mente insana, spinta dall’ebbrezza della modernità, snaturando il piccolo centro. Avverto una certa stanchezza, sosto sul lungo muretto di pietra che costeggia la strada, ammiro i fiori, grandi, colorati e cresciuti senza un ordine, mi volto verso il lato dove l’orizzonte non è limitato dai monti… Il sole ha iniziato la sua discesa, mi rigiro e la vita riprende all’improvviso: il macellaio solleva la saracinesca che pare gioire, alcune porte vengono riaperte, le campane rintoccano. Quasi all'improvviso, senza che me ne rendessi conto, il paese riprende i suoi ritmi, la sua normale vivacità in attesa della quiete serale che, a ore, sopraggiungerà.
Auguri, nonna!
martedì 6 marzo 2012
IN CONDOMINIO…C’E’ SEMPRE UNA “PORTINAIA” !
Abito in un condominio ripartito in tre scale…a dirla così potrei indurvi a pensare a un grande insieme di appartamenti mentre, in realtà, ce n’è solo uno per piano e i piani sono soltanto tre, più una mansarda. Gli incontri per le scale sono piuttosto rari, ma si sa che c’è sempre chi cova un desiderio mai realizzato…fare la portinaia in un condominio, con il malsano proposito di non farsi i fatti propri perché quelli altrui sono comunque più sfiziosi e la mia realtà non smentisce il dato statistico, perciò…capita di ritrovarsi coinvolte in dialoghi dei quali avremmo fatto volentieri a meno…”Signora, ha già ricevuto la convocazione per l’assemblea ordinaria?” urla, in realtà parla ma con il suo solito tono da inquinamento acustico, la “portinaia” di turno, e io, pur sapendo che le convocazioni vengono recapitate tutte insieme, biascico una risposta laconica che gelerebbe chiunque, tranne lei, pronta a colpirti con una montagna di parole, dette così a raffica che fatico a comprenderne il senso e l’ordine, mentre scendo gradino dopo gradino.
Nonostante sia in ciabatte e non proprio tutta agghindata, pare voglia inseguirmi, se non passo a passo, quanto meno con la voce che si alza, finché una mia risposta , probabilmente avulsa dal suo discorso e data a caso, le fa spalancare gli occhi, neanche l’avessi investita di parolacce o mi avesse vista uscire in pigiama, e scuotendo il capo, si ammutolisce e si ritira nelle sue stanze. Mi acquieto, mi viene da sorridere, per il momento ho vinto io…sì, per ora, perché so che mi attenderà in agguato dietro lo spioncino della porta e allora sarò rovinata, perché m’impedirà il passaggio finché non avrò soddisfatto ogni sua curiosità… ecco perché sto imparando a mentire…e a farlo spudoratamente!
sabato 3 marzo 2012
Il bicentenario della nascita di Charles Dickens
Ho sempre amato le opere di Dickens, in modo particolare Christmas Carol, soprattutto per i tre spiriti del Natale che visitano Ebenezer Scrooge, il tirchio protagonista che si converte, e The Cricket on the Hearth (Il grillo sul caminetto) nel quale l'atmosfera natalizia, ancora una volta, addolcisce le persone e le induce ad agire nel migliore dei modi, senza egoismo.
Quest'anno è speciale per tutti gli estimatori del celebre romanziere: si festeggia il bicentenario della sua nascita.
Il 7 febbraio del 1812 nasceva a Portsmouth Charles John Huffman Dickens, noto in tutto il mondo per Il Circolo Pickwick e per i romanzi sociali come Oliver Twist , David Copperfield, il suo capolavoro, e Canto di Natale.
Quest'anno è speciale per tutti gli estimatori del celebre romanziere: si festeggia il bicentenario della sua nascita.
Il 7 febbraio del 1812 nasceva a Portsmouth Charles John Huffman Dickens, noto in tutto il mondo per Il Circolo Pickwick e per i romanzi sociali come Oliver Twist , David Copperfield, il suo capolavoro, e Canto di Natale.
Le sue esperienze di vita, dopo l’arresto del padre, e la presa di coscienza degli aspetti più deteriori della società inglese ottocentesca lo spinsero a denunciare, attraverso la letteratura, l’ignoranza, la povertà, lo sfruttamento minorile e i soprusi esercitati dalle classi sociali più abbienti dell'età vittoriana.
In Inghilterra sono previste nel corso del 2012 molte celebrazioni in suo onore.
Sono rimaste celebri alcune sue frasi, tra le quali:
. “Se non ci fossero persone cattive non ci sarebbero buoni avvocati”
. “Ci sono corde nel cuore umano che sarebbe meglio non fare vibrare”
. “Capitano incidenti anche nelle migliori famiglie”
. “Qualunque uomo può essere allegro e affabile quando è ben vestito. Non c’è un gran merito in questo
. “Era il migliore dei tempi, era il peggiore dei tempi”
In ricordo del bicentenario della nascita del romanziere Google gli ha dedicato, proprio il 7 febbraio, un bellissimo doodle contenente i suoi personaggi più noti :
Iscriviti a:
Post (Atom)
























